Gerontosauri

gennaio 25, 2008

Nella foto le tre massime cariche dello Stato. Il premier dimissionario Romano Prodi ha 69 anni, Franco Marini presidente del Senato 75, Giorgio Napolitano presidente della Repubblica 83. Fanno una media di 75 anni.

Nel paese “normale” è un’età in cui si fa i nonni ai giardinetti coi nipotini. In Italia si scannano ancora per le poltrone.

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12 Responses to “Gerontosauri”

  1. Stella Says:

    Al ricovero dovrebbero andare, visto quello che sono in grado di fare. Gira e rigira son sempre quelli che vanno e vengono. Insomma, possibile che non ci sia, non dico rimedio, ma un modo per migliorare la situazione?

  2. frap1964 Says:

    Legge di iniziativa popolare: con il compimento dei 65 anni di età anche i politici, come il resto dei lavoratori, in pensione. Via, a casa !!!

  3. mranonimo Says:

    ma infatti l’ho sempre detto io, serve gente giovane in politica, ma tanto sti vecchi regneranno per sempre purtroppo!

  4. roberto Says:

    Giusto frap, bella idea.
    Grillo avrebbe potuto portare avanti alla sua iniziativa popolare (diciamo simbolica visto che i parlamentari non voteranno mai contro di loro con effetto immediato) una cosa leggermente più concreta come questa.

  5. PieroS Says:

    Se ti lamenti adesso vedrai col prossimo governo.


  6. Fossero almeno belli, logico che poi le modelle italiane si rivolgono ad altro

  7. Aleyakke Says:

    ai giardini si scannerebbero per le panchine!

    e poi… diciamocela tutta, sicuro che gli affideremmo i nipotini?

  8. aghost Says:

    aleyakke: i miei no, si spupazzino i loro :)

  9. Aleyakke Says:

    beh… dai… hanno sistemato tutti i loro, vuoi che non sistemino a tempo indeterminato in qualche Asl i nostri?

  10. MFP Says:

    Li imbottirebbero di Prozac pur di far crescere il PIL…

  11. frap1964 Says:

    Si scannano e parecchio, direi.

    La vicenda della bella raccomandata Evelina Manna (evelinamanna.com), merce di scambio tra un senatore del centrosinistra (chi?) e Silvio Berlusconi, ha avuto vasta eco e tanto di inchiesta aperta per concussione, tuttora in corso. Nell’ormai famosa telefonata a Saccà viene chiarito che lo scopo è tentare di ottenere la maggioranza al Senato.

    Passata quasi in sordina invece (a parte Libero, che venerdì ha “sparato” la notizia in prima pagina – L’ultima furbata: un’assunzione nella notte ed ovviamente il Giornale) la vicenda di Filippo Bellanca, stretto collaboratore del senatore sputacchiato e poi svenuto Nuccio Cusumano, assunto improvvisamente e a tempo di record il 23 gennaio all’ Agecontrol (agecontrol.it), agenzia che dipende dall’Agea (agea.gov.it – agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura) e che è deputata ai controlli sulle erogazioni dei fondi europei in agricoltura.
    Naturalmente Cusumano dice di non saperne nulla e che è pura coincidenza, ma all’Agecontrol confermano e a quanto pare sospendono la nomina, che sarebbe stata fatta “passare” dal direttore generale Claudio Versienti, senza avvertire il CdA.
    All’inizio della prossima settimana, il consiglio di amministrazione chiederà spiegazioni al direttore generale Claudio Versienti sul collaboratore di Cusumano. Ciò non vuol dire che non potrà essere assunto ma dovrà rispondere al «piano» dell’agenzia.

    Maurizio Gasparri e Domenico Gramazio hanno presentato interrogazione parlamentare urgente.
    Sta di fatto che Cusumano, prima allineatissimo sulle posizioni dell’Udeur ha improvvisamente cambiato opinione e garantito (inutilmente) la fiducia a Prodi.
    Da Palazzo Chigi bollano il tutto come basse insinuazioni.

    Il Giornale informa che Claudio Versienti, fino a quattro mesi fa era uno 007. L’intera carriera l’ha svolta nell’intelligence, in special modo nel Sisde. Agli inizi degli anni Ottanta è transitato – come si dice in gergo – «nei ruoli della presidenza del consiglio dei ministri» rimanendovi fino a settembre 2007. Una conferma indiretta la si trova nel curriculum pubblicato sul sito internet dell’Agecontrol. Versienti andò via dal Sisde nel periodo in cui a guidare il servizio di sicurezza civile era il generale Mario Mori, col quale Versienti non sarebbe andato troppo d’accordo.
    Dal Sisde il futuro direttore generale di Agecontrol passa al coordinamento dei servizi segreti (Cesis) guidato da quel Giuseppe Cucchi, fedelissimo di Romano Prodi nonché componente del gruppo di lavoro dell’Osss (Osservatorio scenari strategici di sicurezza) della società bolognese Nomisma, molto cara al Professore. A settembre il direttore del Cesis gira Versienti all’Ucsi (l’ufficio centrale sicurezza) dopodiché dà il placet per il suo passaggio all’Agecontrol.

    A destra e a sinistra, insomma, stesso stile.

    http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_25/zuccolini_cusumano_sospetti_del_si_a37c72c0-cb0d-11dc-9e0e-0003ba99c667.shtml
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=236424

    Che dire (sic!)?


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