Strage di pedoni

febbraio 4, 2008

Sessanta persone vengono investite ogni giorno dalle auto. La notizia fa impressione, eppure il dio-auto non si discute. Tutte le città sono plasmate per chi va in automobile. Su tante nuove strade, per non parlare delle nuove gallerie, non esiste neppure il marciapiede. Sulle tangenziali cittadine si mette il divieto ai ciclisti tout court, perché non sembra concepibile che uno possa, o voglia, spostasi a piedi o in bicicletta.

Ecco l’ho detto, la bicicletta: ma perché in Italia non si fanno piste ciclabili? Meno stress, meno inquinamento, più salute, ma le ciclabili non si fanno. So che ci sono delle città-modello riguardo alle ciclabili, ma purtroppo si tratta di eccezioni. In Scandinavia quasi tutti si spostano in bici, le piste ciclabili sono magnifiche, protette e sicure, agli incroci spesso hanno la precedenza regolata da semafori. In Italia chi va in bici rischia la vita.

A parte la maleducazione degli automobilisti, per i quali i ciclisti praticamente non esistono, le amministrazioni comunali dei cliclisti praticamente se ne impipano. Le strade poi sono spesso in condizione pietose, piene di buche, coi tombini infossati, la segnaletica sull’asfalto scivolosa come sapone. Questo in città, se ci si avvenutura fuori è anche peggio. I camionisti ti passano a tutta velocità a un millimetro di distanza. Mi pare che fu il campione Eddy Merck a dire “quando superate un ciclista, lasciategli almeno lo spazio per cadere“.

Parlo per la mia città, Trento, dove pur coi molti soldi dell’Autonomia non si riesce a fare ciclabili decenti (tutt’altra musica, mi dicono, a Bolzano). A parte quelle lungo i fiumi, che sfruttano vecchie strade interpoderali e che non di rado sono usate anche dai contadini che sfrecciano coi trattori, in città non c’è niente. Chiamano pomposamwente “ciclabili” delle strisce di asfalto di mezzo chilometro che poi finiscono nel nulla, o che si interrompono contro un marciapiede o viadotto. Quindi i pochi coraggiosi ciclisti, per non farsi arrotare dai tram, viaggiano sui marciapiedi, suscitando le ire dei pedoni e soprattutto quelle dei vigili urbani che staccano multe a ripetizione.

Nella vostra città com’è la situazione?

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32 Responses to “Strage di pedoni”

  1. K.Hiei Says:

    Non per essere polemico ma visto che usi certo materiale fotografico dovresti mettere un avviso nel post che prima avverte l’utente e poi se l’utente accetta mostra l’immagine,potrebbe sembrare strano ma potrebbero esistone ragazzi se non addirittura bambini che al giorno d’oggi leggono i Blog,non è il mio caso ma comunque volevo dirlo.

    Per quanto riguarda il tema delle piste ciclabili e del ciclismo in generale devo aggiungere che non ho mai sentito al telegiornale che il governo da degli incentivi per l’acquisto di una bicicletta,al massimo gli da per l’acquisto di una macchina Euro 4,ma nessuno si azzarda a dire in televisione”Andate In Bicicletta”,e d’altronde con la condizione delle città di oggi,sarebbe un istigazione al suicidio.

  2. aghost Says:

    si hai ragione, ho messo l’avviso nel titolo di “OK notizie”, però in effetti chi capita qua diretto se la becca :(

    RIguardo al resto, mi pare chiaro che si tratta di scelte politiche

  3. ilcomizietto Says:

    Da noi (san donato milanese) le piste c’erano, forse erano migliorabili, ma ora la nuova amministrazione le vuole togliere. In leggera controtendenza…

  4. aghost Says:

    ho modificato la foto sfocandola, chi la vuole vedere nella sua crudezza basta che ci clicchi sopra

  5. aghost Says:

    perché le vuole togliere??? ma è assurdo

  6. Enoela Says:

    Bologna. Potrei dedicare un post quotidiano sui rischi che corro andando al lavoro in bici. Si acquistano superpoteri come l’invisibilita’. Quelche idea l’avevo scritta tempo fa:
    http://www.enoela.it/blog/2007/11/16/ciclisti-promemoria-per-automobilisti.html


  7. io mi muovo solo in bici. a milano. ho detto tutto.

  8. nelsoncocker Says:

    a milano sta accadendo l’incredibile! Ci sono 2 metri di pista ciclabile “vera” poi… poi… poi l’assurdo: la pista ciclabile continua sul marciapiede e zac! Scompare il marciapiede per i pedoni!!! Ahahahah fra poco per avere più metri di piasta ciclabile dichiarabile la disegnano sulle pareti dei palazzi! Assurdo!!!


  9. “fra poco per avere più metri di piasta ciclabile dichiarabile la disegnano sulle pareti dei palazzi! Assurdo!!!”

    lol. oopure sulla portiera delle auto parcheggiate sui marciapiedi.

    milano, la metropoli più piatta d’europa insieme ad amsterdam, la metropoli più marcia di smog da tubo di scappamento, la città dove la socialità è ormai vicina allo zero anche perché tutti gli spazi pubblici sono stati regalati alle auto, ecco, a milano, le piste ciclabili semplicemente non esistono.

  10. aghost Says:

    qui a trento sono riusciti a realizzare la pista ciclabile più ridicola del mondo: è lunga circa 500 metri e cambia marciapiede almeno 3 o 4 volte, attraversando sulle strisce pedonali!!! Arrivata in cima alla via (via veneto) al semaforo, scompare nel nulla!!! :D

    Ma via veneto è passata alla storia anche per le rotatorie: ce n’è una che hanno costruito anche senza incrocio, ed ha “la deroga di svolta”, cioè è una rotatoria che si può saltare :) Ma allora a che serve?

    Sempre sulla stessa via, a 200 metri un’altra rotatoria, la rotatoria elastica o astringente: quando l’hanno costruita si sono resi conto che bloccava il traffico, quandi hanno iniziato a restringerla fino alle dimensione attuali, poco piu di un’aiola dove l’auto tira praticamente dritto.

    Non riuscirò mai a capire l’arcano della mania improvvisa delle rotatorie in italia

  11. aghost Says:

    luca, se potessi andrei sempre in bici, te lo assicuro. Ma a trento si rischia la vita… cosi ci si arrangia sui marciapiedi, ma ogni volta è una battaglia quotidiana, coi pedoni e coi vigili

  12. Medusa Says:

    Bhe io posso ritenermi fortunata, vivo a Ferrara, nominata anche “città delle Biciclette ^_^” per ovvi motivi.

    Da noi le ciclabili sono sempre esistite, in numero buono.
    Ora le hanno addirittura aumentate negli ultimi anni, con la nuova amministrazione comunale (che ha i suoi pregi, ma sempre molti difetti), facendone alcune che arrivano persino dai paesini limitrofi, sono progettate piuttosto bene, e fortunatamente compensano il fastidio che provocano alla viabilità quando vengono costruite.
    E’il prezzo da pagare, e lo si paga volentieri.

    Non posso di certo lamentarmi.
    Medusa

  13. Enoela Says:

    Credo che la mania sulle rotatorie sia frutto di finanziamenti UE, ma forse è leggenda. Teoricamente dovrebbero rendere più fluido il traffico. La rotatoria rappresenta una delle più avvincenti sfide per il ciclista moderno.

  14. Liuk Says:

    Nel Viterbese neanche l’ombra. ANche nei paesi dove teoricamente potrebbe essere anche più facile. E’ pur vero che la conformazione geografica non le favorisce, ma dove potrebbero esserci non ci si pensa minimamente a farle. Del resto la vita è dura per le due ruote in genere, anche quelle motorizzate. Buche in ogni dove!

    Tempo fa vidi un servizio in TV del traffico ciclistico in Svezia mi pare (adoro quel Paese) ed era tutto così perfetto che la prima cosa che ho pensato subito è stata: “Caxxo, noi stiamo dietro a questi almeno di 30 anni”

  15. aghost Says:

    enoela, in teoria si, le rotatorie dovrebbero “fluidifcare” il traffico, ma qui in italia ho sentito assessori che sostenvano che lo scopo delle rotatorie fosse quello di RALLENTARE IL TRAFFICO. La prova fu proprio la famigerata rotatoria di via venento, che provocò incolonnamneti inenarrabili sollevano le prooteste degli abitanti del quartiere costretti a vivere in una camera a gas. Di li l’amministraizone decise di fare la rotatoria con la deroga

  16. frap1964 Says:

    Invece della bici (mezzo antiquato) propongo l’uso dei fly jumpers e la rapida costruzione di fly jumpers roads: tutti cangurotti.
    Il 2008 sarà pure l’anno topico. :)

    Persino corriere.it proponeva un video “milanese” qualche giorno fa.


  17. Non sono così favorevole alle ciclabili, tanto per non smentirmi mai.
    Secondo me le risorse andrebbero concentrate sui servizi pubblici, per favorire gli spostamenti anche dei più piccoli e delle persone anziane, o quantomeno di quelli che hanno problemi e non possono tutti i giorni (in tutte le stagioni) usare la bicicletta.
    Non credo ci siano soldi per entrambe le soluzioni (ciclabili-trasporti pubblici)e che qualche volta l’atteggiamento ambientalista/ciclofilo sia più demagogico che pragmatico.
    A Conegliano (TV) ci sono diversi percorsi ciclabili, non siamo messi male, ma mia nonna non può fare la spesa se non l’accompagna mio padre.
    Visto che hanno chiuso tutti gli alimentari bisogna andare al supermercato ed il più vicino è ad almeno 3/4 chilometri, duri da fare con una cassa di acqua minerale che pesa 9 chili.
    Dico proprio cazzate?

  18. aghost Says:

    ma no, però pensa a quante persone potrebbero usare la bici se ci fossero percorsi sicuri, degongestionando tra l’altro l’uso dei mezzi pubblici. Con la bici invece si rischia la vita senza percorsi protetti, cosi tutti preferiscono usare l’auto. Credo che tutti si siano resi conto di quanto sarebbe piu vivibile la città durante le domeniche coi blocchi (per inquinamento). Ma si può andare avanti seriamente senza provvedimenti strutturali?


  19. Che ci vogliano provvedimenti strutturali è pacifico, sono d’accordo.
    Nelle città come la mia sono in grande difficoltà per decongestionare il traffico del centro città perchè l’asfalto è ancora quello degli anni ’70 ed esistono percorsi praticamente obbligati.
    Se penso che in 20 anni hanno fatto una bretella, mi rendo conto che per fare percorsi protetti ce ne vorrebbero almeno 100.
    Pensa se le macchine fossero grandi quanto basta e funzionassero ad idrogeno…..


  20. A bolzano le piste ci sono, sono i ciclisti ad essere un po’ troppo arroganti. Ci sono anche tantissime bici elettriche, sfrecciano che è un piacere vederle


  21. Sembri Gioele Dix quando fa l’automobilista incazzato su Zelig……..

  22. ricky Says:

    Cologno monzese ha una pista ciclabile che passa la città da un capo all’altro: peccato che sia fatta in autobloccanti e quindi abbastanza poco facile fa percorrere…
    discorso diverso per la ciclabile lungo il martesana: c’è, è lunga e sarebbe molto percorribile, se non ci fossero vari tratti che somigliano alla salerno-reggio calabria come trascuratezza…

  23. Stefano Says:

    che senso ha mettere la foto? è utile a comprendere il problema degli incidenti sulle strade? tutti sanno o immaginano che il corpo della vittima venga deturpato!

  24. arwen_h Says:

    a genova e’ impossibile avere piste ciclabili. si pensa di fare corsie preferenziali per i motorini, altro che biciclette!!!
    e cmq ci sarebbero grossi problemi, siamo in discesa/salita ovunque, e le salite sono signore salite, moltissime da fare in prima.. sarebbe impossibile.

    penso che sia fattibilissimo in citta’ “piatte” come bologna, padova..

  25. aghost Says:

    ricky cosa sono gli autobloccanti?

  26. aghost Says:

    stefano hai ragione, la foto era veramente orribile e l’ho rimossa :)

  27. aghost Says:

    arwen d’accordo, a genova sarebbe difficile, ma nelle città di pianura le ciclabili sarebbero una manna. Pensa anche solo al problema dell’inquinamento. Anche qui il comune adotta provvedimenti demenziali come finanziare le bici elettriche! Ma a che serve?

  28. MaXimus Says:

    Personalmente non vado in bici, le distanze mi obbligano al massimo allo scooter, ma nella città dove vivo, Ferrara, sul cartello stradale all’entrata delle maggiori strade c’è scritto: benvenuti a ferrara, la città delle biciclette. Piste ciclabili e “parcheggi di bici” ovunque! C’è addirittura una sorta di ente che ti assicura la bici dai furti (molto frequenti) e ti applica una targhetta identificativa. Davanti alla stazione dei treni è una distesa di bici parcheggiate… :)

  29. schatten Says:

    A Roma, dove abitavo, lo scooter era una necessita’ (e anche un piacere, devo dire) anche se mi sarebbe piaciuto ogni tanto poter usare la bici. Siccome pero’ non desideravo la morte, me ne sono sempre astenuta. Ora abito a Monaco di Baviera, un vero paradiso per i ciclisti. Km e Km di piste ciclabili coi relativi semafori; unico pericolo i turisti a piedi che spesso, inconsapevoli, transitano o sostano sulle piste dedicate ai ciclisti i quali a loro volta li eliminerebbero volentieri investendoli. Da quando sono qui non uso piu’ la macchina. D’inverno ottimi e puntuali mezzi pubblici mi portano ovunque, questo per far notare a Marin Faliero che concentrarsi su entrambi gli obiettivi e’ possibile, se l’amministrazione pubblica non e’ del tutto disonesta. Un caro saluto a tutti

  30. Stefano Says:

    grazie, questa foto è migliore, più espressiva e meno angosciante!


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