Internet come fuga dalla realtà?

marzo 1, 2008

Secondo il sociologo inglese Zygmunt Bauman, internet è un mondo di solitudine, paura e narcisismo, dove trovare una compensazione delle sconfitte e delle umiliazioni causate dalla vita reale. Questo il duro giudizio riportato sull’ultimo numero di “Nova” allegato del Sole 24 ore.

La rete, afferma lo studioso, è solo una potente via di fuga dalle difficoltà e dalle tribolazioni della vita reale, un mondo popolato da individui narcisi, i quali sfogano la loro passione politica senza impegnarsi, in processi di partecipazione quasi mai efficaci. L’unica funzione dei blog è consentire agli utenti di vedere celebrati sé stessi e i propri interessi al pari dei personaggi tv.

Ci ho riflettuto un po’ su: credo che Bauman abbia in buona parte ragione :). Osservo tuttavia che lo stesso discorso si potrebbe fare per chi va in televisione: “La tv è un mondo di solitudine, paura e narcisismo, dove trovare una compensazione delle sconfitte e delle umiliazioni causate dalla vita reale”. Il ragionamento fila lo stesso o no?

Quando Bruno Vespa a “Porta a Porta” si chiede, attonito, per quale ragione un blogger mette in piazza sé stesso sulla rete, paragonandolo implicitamente ad uno psicolabile, e se lo chiede proprio lui che è in televisione tutte le sere, chi è più “malato”? Vespa potrebbe obiettare che quello è il suo lavoro, ma sono certo che togliere la tv a Vespa sarebbe come togliere la connessione a internet a un blogger. Le stesse perplessità di Bauman si potrebbero anche rivolgere ai giornalisti: che differenza c’è in fondo coi blogger? I primi lo fanno per professione d’accordo, ma questa potrebbe essere perfino un’aggravante :)

Internet sviluppa dipendenza, non posso negarlo. Ma è una delle tante dipendenze che alleviano in qualche modo i molti disagi della società moderna, dai quali la gente fugge in molti modi: col lavoro, con un’attività sportiva, coi videogiochi, col porno, col gioco d’azzardo, con l’alcol, la droga eccetera. Anche internet può essere dunque una “via di fuga”, e probabilmente non tra le peggiori.

La rete è uno straordinario “facilitatore” di comunicazione con gli altri: mai nella storia dell’uomo il singolo ha avuto a disposizione, con tanta semplicità, un medium di massa. L’uomo è un’animale sociale, con un prepotente e irrinunciabile bisogno di comunicare che gli serve per sentirsi parte di una comunità, qualunque essa sia.

Internet è uno straordinario mezzo di espressione, un medium sociale che permette a (quasi) tutti di esprimersi. E’ una rivoluzione epocale. Come per tutte le cose, direi che non è importante lo strumento ma l’uso che se ne fa: se uno passa tutto il suo tempo su internet, probabilmente ha qualche problema, esattamente come chi passa tutto il suo tempo al bar, o davanti alla tv che mi pare molto peggio

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12 Responses to “Internet come fuga dalla realtà?”

  1. Loreanne Says:

    Le opinioni son sempre divise tra chi vede tutto nero e chi, tutto positivo.
    La verità, si sa, sta sempre nel mezzo delle due strade opposte.
    Anne

  2. Tisbe Says:

    forse è vero
    senza internet, senza i contatti virtuali con persone che reputo intelligenti e sensibili starei male, perché nella vita reale ho a che fare con gente piccola e meschina

  3. Uyulala Says:

    Continuo a pensare che queste sparate vengano fuori da persone che:
    1. son state segate dal mondo di internet perché pretendevano un’attenzione che non meritavano
    2. non capiscono unca… di questo mondo e non vogliono mettersi in gioco
    3. il mondo mediatico per una ragione o per l’altra sta togliendo loro potere.

    Comunque son sicura che si tratti sempre di motivazioni strumentali. A certi livelli l’ignoranza pura e semplice non è ammissibile.

  4. aghost Says:

    come detto, penso che in parte Bauman abbia ragione, tuttavia la sua età avanzata, 83 anni, credo gli impedisca di valutare nel modo migliore i tempi che cambiano

  5. Herr Doktor Says:

    >Secondo il sociologo inglese Zygmunt Bauman, internet
    >è un mondo di solitudine, paura e narcisismo,
    >dove trovare una compensazione delle sconfitte
    >e delle umiliazioni causate dalla vita reale.

    mah, probabilmente ha ragione …
    però se provassimo a sostituire alla parola le parole o la frase girerebbe lo stesso (anzi avrebbe un mucchio di senso)? no? ;-)))
    bye

  6. picchiatello Says:

    Alle volte qualcuno e’ legato alle proprie idee espresse precedentemente e le porta avanti anche quando i tempi cambiano.
    Come ha gia’ detto qualcuno se nella società vuoi trovare il male lo trovi….., che mi dite poi: appartenere ad un partito e fare politica attiva in italia puo’ essere considerato “narcisismo” ?

  7. stargazer Says:

    E’ sempre la stessa storia. I media tradizionali, controllati e unidirezionali, perdono importanza a favore di internet, incontrollabile (al momento) e multidirezionale. E allora ciclicamente arrivano “esperti” internazionali che in tv e sui giornali demonizzano internet, un po’ come quegli studiosi “indipendenti” che ti dicono che respirare il fumo degli inceneritori fa bene alla salute e poi scopri che le loro fondazioni sono pagate dai costruttori di inceneritori.

    I medium sono neutri, dipende dai contenuti che ci passano sopra. A mio modo di vedere in tv, sulle radio e sui giornali c’è solo spazzatura, mentre su internet si trova di tutto, dal trash più trash all’altamente culturale. Ma nessuno che in tv parli male della tv… strano… forse nessuno sputa nel piatto in cui mangia.


  8. nel feed reader appare un articolo sul wimax

    https://aghost.wordpress.com/2008/02/29/wi-max-ed-ecco-a-voi-i-monopoli-regionali/

    ma sul blog non c’è traccia

    Not Found
    Sorry, but you are looking for something that isn’t here.

  9. aghost Says:

    si bronzo, l’ho rimosso perché era stato scritto in modo troppo impreciso :)

  10. Xanathar Says:

    La stessa storia di vent’anni fa con la tivvù.

    La tivvù rincretinisce, la tivvù emette radiazioni (erano i tempi della grande paura del nucleare), la tivvù fa male agli occhi, la tivvù è diseducativa, specialmente per i bambini perché ci sono i cartoni animati violenti e il porno (e già, quando tutti gli argomenti toppano mettono di mezzo i bambini, così in chi ti ascolta scatta l’istinto base di protezione della prole, sragiona e lascia che passino i provvedimenti illiberali che poco hanno a che vedere con la protezione dei pargoli ma soggiogano il media), e last but not least per colpa della tivvù non si leggono più libri e giornali (ah ecco dove voleva andare a parare). Sono andati avanti così per una ventina d’anni, finchè a metà degli anni novanta ecco che arriva in italia una cosa chiamata internet che si usa col computer e fa viaggiare informazioni in tutto il mondo, e non è sotto il controllo dei soliti noti. Ed ecco che la tivvù, dopo aver passato anni a controbattere alle accuse di traviare la popolazione si allea con chi li ha sempre accusati per far fronte contro il nuovo nemico, con le solite speciose argomentazioni: rincretinisce, da dipendenza, non è affidabile, ci sono i terroristi… e se il popolino non si fa fregare bisogna mettere la minaccia ai bimbi da quei siti che nessuno ha mai visto ma i cacciatori di siti di quel genere riesce a trovare in quantità enormi.
    Solita storia.

  11. Liuk Says:

    Con una battuta potrei dire che si usa internet per fuggire da una società malata e poco attenta agli altri, per lo più creata da chi non usa internet ;)

    … alla fine chi è peggio?

  12. frap1964 Says:

    OT
    Curiose mostre fanno dalle tue parti… :)


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