Elezioni Usa: internet finanzia la tv

giugno 25, 2008

Barack Obama ha segnato uno spartiacque nella politica. Non perché è un candidato nero che forse diventerà presidente degli Stati Uniti, ma soprattutto per l’uso delle nuove tecnologie. Obama è il candidato che ha raccolto più soldi di tutti nella storia, con la cifra record di 287 milioni di dollari finora. Grazie soprattutto a internet.

Il senatore dell’Illinois ha rinunciato al finanziamento statale
, che imponeva un tetto nella raccolta di fondi. Ormai viaggia a 1 milione di dollari al giorno, in gran parte (93%) frutto di piccole donazioni di denaro sotto ai 200 dollari. Per la prima volta un candidato è sostenuto non dalle grandi lobby economiche (tipo i petrolieri di Bush) ma da una sorta di “azionariato diffuso” di piccoli azionisti.

Si calcola che da qui alla fine della campagna, Obama avrà raccolto la somma monstre di 500 milioni di dollari, mobilitando 1 milione e mezzo di persone. George Bush jr. nel 2004 aveva raccolto 258 mlioni, sfondando un record storico. Suo padre nel 1988 ne aveva raccolti 33,1 milioni (contro i 37,6 del vincitore Clinton), Reagan 21,4. Ad ogni elezione, i costi come minimo raddoppiano. Le prossime elezioni americane costeranno probabilmente la cifra fantastica di 1 miliardo di dollari. Chi si illudeva che i soldi in politica non contano, dovrà ricredersi: chi raccoglie più soldi vince.

Comunque, la notizia buona è che internet favorisce la partecipazione dei cittadini, che sostengono attivamente e volontariamente il proprio candidato con donazioni spontanee. Non come in Italia, dove la casta si fa finanziare direttamente dallo Stato, prendendo i soldi obtorto collo dai contribuenti.

Ora però la notizia cattiva
: a che servono tutti questi soldi raccolti dai candidati americani? Sostanzialmente, a fare spot in televisione :(

Nel caso di Obama un terzo dei fondi, circa 90 milioni, sono investiti in pubblicità televisiva, 9 milioni su internet, 5 milioni di dollari sulla stampa. Stipendi e affitto delle sedi per la propaganda sono la seconda voce di spesa, con 37 milioni di dollari, poi vengono i viaggi (22 milioni), 10 milioni per l’organizzazione dei comizi e 10 per i sondaggi. Dunque un sapiente mix di investimento di denaro nei media, soprattutto nella tv, sembra essere la chiave di volta della strategia politica e propagandistica dei candidati.

A questo punto avrei voluto tirare una conclusione, ma non mi sono fatto ancora un’dea chiara. Salvo che internet viene usata per finanziare la tv, e questo non mi piace.

PS: tutti i dati sono tratti da un bell’articolo su Repubblica del 23 giugno 2008.

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3 Responses to “Elezioni Usa: internet finanzia la tv”

  1. stargazer Says:

    L’unica conclusione possibile è che la televisione la fa ancora da padrona assoluta nella “formazione del consenso”. E ciò è male.

  2. Luca Rosso Says:

    In Italia al tg24 in aprile verso le 8 di sera dissero che il centrodestra spese in campagna elettorale 80 milioni di euro contro i 20 del centrosinistra. Rapportato alla popolazione americana rispetto alla popolazione dell’Italia devo dire che anche Obama è un dilettante. Buon lavoro ;-)


  3. Aghost, unisciti anoi, il Partito per Tutti fa le campagne elettorali a costo zero, è quella la nuova frontiera


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