Rc auto, come risparmiare almeno 500 euro

agosto 19, 2008

Avete un famigliare che sta per essere taglieggiato dall’esoso “premio” dell’assicurazione? Segnalo il post de “Il sentiero giusto” che spiega come, sfruttando una sconosciuta e inapplicata norma del decreto Bersani (che le asssicurazioni si guardano bene dal far conoscere) si può risparmiare mediamente fino a 500 euro!

Questa norma ignota ai più prevede infatti che, per legge, l‘assicurato acquisisca la classe di merito del famigliare convivente. Il caso tipico è quello di un figlio che paga moltissimo di rc auto mentre i genitori, assicurati da anni, pagano molto meno perché sono in una classe di bonus maluso inferiore. La novità è qui: il figlio può prendere la classe di bonus/malus dei genitori e risparmiare tanti bei soldini.

In ogni caso preparatevi ai soliti muri di gomma: le assicurazioni, specie le peggiori (cioè quasi tutte) faranno una discreta resistenza. Ma la legge, una volta tanto, è dalla parte del cittadino.

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5 Responses to “Rc auto, come risparmiare almeno 500 euro”

  1. nicola Says:

    E da quando i genitori intestano al figlio *convivente* auto e relativa assicurazione?

    Questa norma potrebbe essere utile, semmai, fra coniugi, uno dei quali particolarmente indisciplinato.

    Pur ritenendo le compagnie di assicurazione [autocensura @#!], non penso sia giusto obbligarle alla classe di merito del convivente. Dovrebbe essere semmai la media (o qualcosa di analogo) delle classi di merito di chi utilizza prevalentemente l’auto (famigliari conviventi patentati).

  2. frap1964 Says:

    Diciamolo chiaramente: la norma esiste, ma è davvero ridicola (e pure discriminatoria).
    Il neo-patentato convivente in famiglia ha forse una probabilità inferiore di causare un incidente rispetto al neo-patentato che sia andato a vivere da solo?
    A me pare evidente che nell’assicurare un nuovo veicolo si debba invece necessariamente tenere conto dell’effettivo livello di esperienza alla guida del guidatore prevalente del mezzo (da quanti anni hai preso la patente, da quanti effettivamente guidi, quanti incidenti hai causato).
    Che ovviamente non potrà certo essere sempre la stessa persona, nell’ambito di un nucleo famigliare.
    Qui si voleva forse tutelare il figlio convivente che da tempo guida l’auto di famiglia e che un bel giorno finalmente decide (e può) comprare un’auto propria (in teoria partirebbe comunque in classe 14).
    Una rigida applicazione di questa norma avrà invece un’ovvia conseguenza per le compagnie assicurative: inizieranno a spalmare allegramente i rischi residui imposti su tutti gli assicurati, incrementando quindi le tariffe medie RC auto per tutti quanti.

  3. aghost Says:

    la norma effettivamente pare un po’ bizzarra, ma contempera in qualche modo le molte assuridtà di come sono strutturate le tariffe in italia. A cominciare dal fatto che assicurare la stessa auto può costare di più o di meno a seconda delle zone d’italia. Ma che roba è?

    In pratica gli assicuratori hanno spalmato dei presunti rischi su tutti gli assicurati, prentendo a pretesto età, residenza (il peso no? e l’altezza? il colore dei capelli?) e tutta una serie di parametri per continuare a ingrassare sulla assicurazione obbligatoria eliminando ogni rischio.

    Non a caso in italia abbiamo un robustissimo cartello dove le tariffe, guarda caso, sono le piu care d’europa. Assicurare il motorino quando non era obbligatorio costava 50 mila lire, oggi 500 euro! Essù

  4. frap1964 Says:

    Aghost è abbastanza normale che laddove esiste una maggiore concentrazione di veicoli vi sia anche un maggiore rischio di incidenti. A questo aggiungi le personali statistiche che ogni compagnia ha raccolto negli anni rispetto alle varie zone d’Italia.
    Su cartello e tariffe concordo, l’ISVAP per anni ha fatto finta di non vedere e difatti il governo Prodi (Bersani) ne aveva previsto l’abolizione.
    http://blog.panorama.it/economia/2007/12/17/lisvap-chiude-dal-governo-un-boccone-amaro-per-draghi/
    Ma non so poi come sia finita (temo in un nulla di fatto… sic!).


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