Questua 2.0 :)

agosto 30, 2008

Il buon Dario Salvelli ha avuto un’idea: vorrebbe tanto andare a vedere il Web 2.0 Expo, una tre giorni di conferenze sul Web 2.0 che si tiene tra dal 16 al 19 Settembre a New York , ma non ha i quattrini. Ha pensato quindi di cercare, via internet, un mecenate che gli paghi il viaggio e le spese. Ovvero 3270$, circa 2224 euro. In cambio di che? In cambio di una accurata cronaca dell’evento, essendo il Salvelli un fervido appassionato del tema.

Finora, a parte generiche attestazioni di interesse per l’iniziativa, le offerte latitano. Giustamente qualcuno gli ha detto “E perché un editore o un mecenate dovrebbe pagarti io il viaggio? Vacci a spese tue”. In effetti il ragionamento non fa una grinza, anche perché, se io fossi un editore, cercherei semmai uno del posto risparmiando un fracco di quattrini. E poi quale editore spenderebbe 2200 euro per mandare Salvelli, o chiunque altro, per un resoconto da New York? Per ricavarci uno o due articoli? Un po’ poco, in confronto alla spesa.

I tempi stringono e Salvelli, nel tentativo estremo di trovare il suo benefattore, ha aperto anche un gruppo su Facebook, invitando amici e conoscenti a spingere col passaparola. Nel mio piccolo, lo voglio aiutare anche io, facendo questo post sul mio blog.

La lamapadina però mi si è accesa leggendo il commento di Manfrys: “Io a parte qualche spicciolo, posso augurarti solo buona fortuna! Ciao!”. Dario gli risponde, vagamente piccato “Grazie caro ma non ho intenzione di fare una colletta, quelle meglio lasciarle per iniziative di solidarietà!”.

Questo però mi sembra un clamoroso errore: perché non una colletta invece? Io, per dire, dieci euro a Salvelli potrei anche darglieli :)

Se trova altri 200 donatori, che non sono poi tantissimi da trovare col passaparola, il giuoco è fatto. Magari qualcuno meno micragnoso di me potrebbe passargli 50 euro o anche più: il famoso editore forse 100/200 euro li potrebbe cacciare, in cambio di un articolo…

Augurando quindi a Salvelli di trovare il suo mecenate, direi che la prossima volta non dovrebbe assolutamente scartare l’ipotesi della colletta. Altrimenti la rete a che serve? Un blogger spesato da altri blogger che lo mandano a raccontare un evento: questo sì che sarebbe un vero fenomeno web 2.0! :)

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8 Responses to “Questua 2.0 :)”

  1. Luca Rosso Says:

    A conti fatti un blogger potrebbe anche farsi un partito a suon di collette…


  2. Ciao Aghost, grazie per il tuo post. Non ho risposto piccato a manfrys che per altro conosco di persona ma credo che ci siamo appunto altri fini più alti di spendere soldi senza dunque sprecarli (sai bene che qualiasi editore,imprenditore cerca sempre di limitare i costi).
    Perchè non ho fatto una colletta? Perchè sono partito in forte ritardo, ci sarebbe voluto più tempo. Inoltre non ho fatto la questua perchè ho semplicemente appurato sulla mia pelle che la cosa non funziona.

    A volte queste iniziative le propongo (pur già sapendo che “falliranno”) per sperimentare, stimolare e notare le risposte delle persone: capire se il “2.0” esiste davvero, è concreto, o sia solo un termine coniato in un attimo d’ottimismo.

  3. a.g. Says:

    si però il caso del pianoforte non mi pare paragonabile. Cosa avrebbero avuto in cambio i donatori? Un bel nulla (se non la soddisfazione morale di farti strimpellare) :)

    Nel caso ti pagassero il viaggio ad un evento come il web 2.0 di new york, avrebbero ingaggiato una sorta di loro inviato speciale… cioè tu piglieresti sì dei quattrini ma in cambio di qualcosa. Non mi pare una strada così peregrina, come neppure la colletta, è la via più semplice in fondo…

    E comunque le collette FUNZIONANO, ma devono avere uno scopo serio: se io indicessi una colletta per comprarmi un suv raccoglierei solo pernacchie… :)

    Ma ad esempio Grillo ha raccolto un sacco di soldi per aiutare gente con problemi di salute o per altre situazioni difficili…

  4. arwen_h Says:

    scusa caro dario, ma con tutti i problemi di soldi che ha la gente, perche’ dovrebbe darti soldi per pagarti un viaggio a new york, quando il materiale delle conferenze lo trovi su internet?
    o quando il resoconto lo puo’ fare uno degli N che vi partecipano?

  5. picchiatello Says:

    veramente gli editori o i redettori pagano per NON produrre un pezzo , vedi tutti gli inviati speciali della rai a Londra o New York vengono pagati per raccontare il nulla…chiaro che se la Sua inenzione era di produrre qualcosa di accettabile non lo pagheranno mai.


  6. A me sembra che abbia ragione Salvelli, le collette si fanno per solidarietà, questo assomiglia più che altro ad un´offerta di lavoro.
    E appena scritto questo mi accorgo che Dario nel suo commento ha dato altre motivazioni, meno nobili secondo me

  7. a.g. Says:

    cioè quali?


  8. Perchè non c´era tempo e perchè non funziona


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