Democrazia?

novembre 7, 2008

oligarchia

La democrazia rappresentativa, la liberaldemocrazia, «la democrazia reale», quella che concretamente viviamo, è una parodia, una finzione, un imbroglio, una truffa. E un ingegnoso sistema per metterlo nel culo alla gente, e soprattutto alla povera gente, col suo consenso.

Perché non è la democrazia. Ma un sistema di minoranze organizzate, di oligarchie, politiche ed economiche fra loro strettamente intrecciate, legate spesso a organizzazioni criminali e, in parte, criminali esse stesse, che opprimono l’individuo singolo, che rifiuta di infeudarsi, di sottomettersi ad umilianti assoggettamenti, di baciare babbucce, e cioè proprio quell’ uomo libero di cui il liberalismo voleva valorizzare capacità, meriti, potenzialità e che sarebbe il cittadino ideale di una democrazia, se esistesse davvero, e che ne diventa invece la vittima designata.

In proposito la scuola elitista italiana dei primi del Novecento (Vilfredo Pareto, Gaetano Mosca, Roberto Michels) ha detto parole definitive muovendo alla democrazia rappresentativa obiezioni che in seguito nessuna alchimia giuridica è riuscita a superare.

Scrive Gaetano Mosca ne La classe politica: «Cento che agiscano sempre di concerto e d’intesa gli uni con gli altri trionferanno sempre su mille presi uno a uno che non avranno alcun accordo fra di loro». Il voto del cittadino singolo, libero, non intruppato, si diversifica e si disperde, proprio perché libero, laddove gli apparati dei partiti prima scelgono i candidati e poi, facendo blocco, anche gli eletti (nel sistema maggioritario o nel proporzionale con liste di preferenza preordinate, come quello adottato recentemente in Italia, non devono prendersi neanche questo disturbo: gli eletti sono scelti e calati direttamente dall’ alto). Il voto di opinione, cioè quello veramente libero, non ha alcun peso rispetto a quello organizzato. Lo stesso Norberto Bobbio, che pur ha dedicato tutta la sua lunga vita allo studio e alla difesa della democrazia, è costretto ad ammettere: «Oserei dire che l’unica vera opinione è quella di coloro che non votano perché hanno capito, o credono di aver capito, che le elezioni sono un rito cui ci si può sottrarre senza danni».

Con le elezioni, falsate in partenza perché le minoranze organizzate prevalgono sulla maggioranza dei cittadini singolarmente presi, le oligarchie politiche si impadroniscono innanzitutto dello Stato e delle sue Istituzioni attraverso le quali esercitano un potere formalmente legale, ma sostanzialmente arbitrario, per il modo con cui è stato ottenuto, che è la fonte delle ulteriori sopraffazioni sul cittadino. Infatti le oligarchie possono agire anche in quella vastissima area grigia, che non è legale ma neanche apertamente illegale, e quindi inafferrabile, degli abusi e dei soprusi contro i quali il cittadino è privo di difesa proprio a causa della loro indeterminatezza giuridica e perché è un isolato. Si pensi, per fare solo due esempi, a tutto il sistema clientelare organizzato dalle oligarchie e intorno ad esse col quale si favoriscono i propri adepti e seguaci a danno e mortificazione degli altri, oppure, specialmente in Italia, all’occupazione della tv di Stato ad opera dei partiti.

Infine i membri delle oligarchie possono operare nell’ombra, del tutto fuori dalle leggi o in contrasto con esse, cioè in maniera inequivocabilmente criminale, sicuri di una sostanziale impunità grazie all’intreccio di interessi che legano il mondo politico, economico, finanziario, bancario, giornalistico e i loro attori che, nell’insieme, costituiscono una vera e propria classe di privilegiati, anzi l’unica classe rimasta su piazza dopo lo sbiadirsi delle contrapposizioni fra le vecchie categorie di Destra e Sinistra  e, sociologicamente, l’omologazione della popolazione in un indistinto ceto medio. Questa classe, divisa al proprio interno dalla lotta per la spartizione del potere, si ricompatta immediatamente, per un riflesso di autoconservazione, di fronte al pericolo, quando contro di essa o alcuni dei suoi esponenti di rilievo si profili l’intervento della Magistratura per richiamare anche costoro al rispetto di quella legge che obbliga tutti gli altri.

Non esistono giudici a Berlino. E anche qualora esistessero verrebbero resi innocui e ricondotti rapidamente all’ordine, come è avvenuto con Mani Pulite, o, uscendo dalla tinozza italiana, com’è stato per Chirac o Giscard d’Estaing che fu pescato, a suo tempo, a farsi regalare dei diamanti dal cannibale Bokassa (indagine partita da un’inchiesta del «Canard Enchaìné») e che oggi ritroviamo nelle vesti di principale estensore della Costituzione europea. E se per caso i magistrati si intestardiscono a voler considerare la democrazia rappresentativa e la loro funzione di garanzia una cosa seria, allora ci sono le leggi a tirar fuori d’impaccio l’oligarca. E poiché il Parlamento, che è il centro del potere oligarchico, è sovrano, tutto resta nella legalità formale e democratica.

Le democrazie sono quindi delle aristocrazie mascherate. Ma con sostanziali differenze rispetto alle aristocrazie storiche. Innanzitutto quelle erano dichiarate. In secondo luogo gli appartenenti alle aristocrazie vere e proprie dovevano possedere delle qualità specifiche e ottemperare ad alcuni, e precisi, obblighi. Per limitarci al feudalesimo europeo, il nobile è colui che sa portare le armi (e per ottenere questa capacità si è sottoposto a un lungo e faticoso tirocinio), che deve difendere il territorio e amministrare giustizia nel proprio feudo. Le aristocrazie mascherate, le oligarchie democratiche non posseggono qualità specifiche, prepolitiche. La classe politica democratica e formata da persone che hanno come elemento di distinzione unicamente, e tautologicamente, quello di fare politica. La loro legittimazione è tutta interna al meccanismo politico che le ha prodotte. L’oligarca democratico è un uomo senza qualità. La sua sola qualità è di non averne alcuna. Gode dei privilegi delle aristocrazie senza averne né le caratteristiche né gli obblighi.

Il rito delle elezioni serve unicamente a legittimare le oligarchie, politiche ed economiche, a continuare a macinare in tutta tranquillità i propri interessi e i propri affari, a godere in santa pace dei propri privilegi, a danno della maggioranza della popolazione. Ha la stessa funzione dell’«unzione» del re medievale senza averne la credibilità. E al cittadino di una simile democrazia non resta che scegliere da quale oligarchia, da quale aristocrazia o meglio mediocrazia, preferisce essere oppresso, umiliato, offeso e, sempre più spesso, anche sbeffeggiato.

da “Il Ribelle” di Massimo Fini, Marsilio editore

PS: Massimo Fini ha fondato un nuovo giornale, Il Ribelle. Penso che mi abbonerò

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15 Responses to “Democrazia?”

  1. ilcomizietto Says:

    Una mezza verità che può portare ad una totale bugia. Primo perché è dimostrato matematicamente che le elezioni perfettamente rappresentative non esistono, e secondo perché si pretende di far poggiare tutto il sistema democratico sulle elezioni. Ovvio che così il sistema non può funzionare. Ma anche nel migliore dei mondi possibili, dove fosse possibile stabilire una maggioranza e trovare un modo per rappresentarla, non sarebbe auspicabile una sua “dittatura”. La democrazia è qualcosa di più complesso e le elezioni sono solo un piccolo ingranaggio di qualcosa di ben più grande.

    Ottimo spunto di riflessione, direi.

  2. marinfaliero Says:

    La scuola ELITISTA è stata soppiantata dalla scuola ETILISTA.
    Allora tutto si spiega

  3. picchiatello Says:

    Bel post grazie della segnalazione!
    A.G. La foto sul sito del ribelle a sinistra per caso non sarà la trincea sul Col Quaterna ?

  4. a.g. Says:

    non conosco il col quaterna, dov’e’?

  5. picchiatello Says:

    Stradale: Prima di Passo Monte Croce Comelico proveniendo da Sappada 8 prima di ponte pissandolo) stradina sulla destra vai avanti per due tre km poi incomincia il sentiero, praticamente una spelonca brulla ( d’estate ci arrivi in cima cotto) manco un filo d’erba con sopra qualche trincea italiana e propio in sommita’ un cilindro di cemento incavato nella roccia per le sentinelle avanzate .
    http://www.panoramio.com/photo/6198835
    La foto mi ricordava proprio la prima linea italiana in pratica un grande sette con davanti gli shutzen di Dobbiaco e a lato i kajserjager austriaci di Kartitsch…come facevano a resistere lassu’…

  6. Bruno Says:

    il non votare in linea di principio potrebbe essere una forma di protesta contro la democrazia(?) rappresentativa, protesta condivisibile…

    ma in pratica cosa risolve il non votare? nulla, anzi chi non vota commette il grossolano errore di fare di tutta l’erba un fascio tra coloro che si mettono in gioco in politica

    chi non vota perché ha capito che la democrazia rappresentativa è un’oligarchia mascherata potrebbe utilizzare ancora una volta usare le sue capacità per individuare, fra le tante o poche opzioni di scelta che ci sono, quella che è meno peggio o che a suo giudizio potrebbe rivelarsi una scelta migliore di altre…

    insomma sono dell’opinione che bisogna scindere la vita reale dalle elucubrazioni mentali… l’analisi sulla falsità della democrazia rappresentativa la condivido pienamente, ma sono altrettanto convinto che bisogna lottare con ogni mezzo e nel modo migliore possibile… e il non voto mi sembra solo una protesta inutile e sorda

  7. marinfaliero Says:

    e’ stupenda la naturalezza con la quale deviate dalla politica alla paesaggistica.
    W il Col Quaterna!

  8. a.g. Says:

    bruno, può darsi che il non voto sia “una protesta inutile e sorda”, ma tu siederesti al tavolo con giocatori che hanno le carte truccate?

  9. picchiatello Says:

    Io rincarerei la dose: “gioceresti al tavolo con due giocatori con carte truccate , con due pistole e che inciuciano tra loro ?”
    Comunque il secondo numero me lo sono fatto mandare si sa mai…

  10. stargazer Says:

    Ha ragione Bruno. E ovviamente ha ragione Bobbio. Il fatto è che non c’è scelta. Puoi andare a votare, e puoi votare solo qualcuno che ti opprimerà. Puoi non andare a votare, e questa scelta quindi la faranno gli altri. Comunque uno scelta, il risultato è identico. Quindi alla fine non c’è nessuna scelta.

    Può solo Robespierre…


  11. Aghost, sai he il Partito per Tutti ha una soluzione per tutto
    http://oscarferrari.wordpress.com/2006/12/14/la-casocrazia/

  12. mfp Says:

    aghost, io sono allineato… lo sai da tempo…

    Tai-hui: “Se la chiamate canna affermate, se non la chiamate canna, negate. Mettendo da parte ogni affermazione e negazione, come la chiamereste?”

    Quello malato e’ colui che prova a rispondere… non chi si rifiuta di farlo.

    Aspe’, ne sparo una piu’ occidentale che sono italiano: “Gli italiani mentono”.

    E una piu’ corta: “Falso”.

    E una piu’ lunga: http://www.courses.fas.harvard.edu/~chaucer/teachslf/wbt-par.htm

    Infine lo psichiatra consiglia che “Dall’esame di tutti questi modelli si può trarre la stessa conclusione: dall’interno non si può provocare nessun cambiamento, può verificarsi un cambiamento soltanto uscendo fuori dal modello.” (P. Watzlawick, “Pragmatica della comunicazione umana”, Astrolabio, pag. 229)

    Ovvero chi vota e’ un pazzo. Buon divertimento.


  13. Grande questo pezzo di Massimo Fini. In un giorno solo ho scoperto 2 persone che la pensano esattamente come me (e pensavo di essere ormai un extraterrestre):
    – Massimo Fini
    – Giuseppe De Rita

    Allora qualcuno inizia a capire finalmente che siamo ancora sotto monarchia…

  14. a.g. Says:

    de rita chi, quello del censis???

  15. stargazer Says:

    Io, per non sbagliare, mi sono subito comprato il libro di Fini, così come a suo tempo presi “Il Denaro” sempre su segnalazione di aGhost…


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