Musica popolare

novembre 15, 2008

Anni fa a Trento si esibiva il famoso pianista jazz Keith Jarrett in piazza Duomo. Indispettito perché non c’era un perfetto, assoluto silenzio durante le sue lunghe pause tra una nota e l’altra (in una piazza, figuriamoci), il grande Jarrett a un certo punto, dopo aver scosso la testa in segno di disapprovazione come a dire “cosa applaudite, imbecilli” si alzò dal piano e se ne andò, lasciando di stucco gli spettatori.

Mi è venuto in mente questo fatto ravanando su Youtube, cercando musica balcanica. Ho scoperto così una serie di fisarmonicisti a dir poco formidabili, pressoché sconosciuti da noi, come Petar Ralchev, Ionica Minune, Stefan Georgiev, Marian Mexicanu, Aca Nikolic, Dejan Kostic, che si esibiscono spesso durante sagre, feste e banchetti. Talvolta sono feste e banchetti un po’ equivoci, in mega alberghi di lusso dove sembra di assistere a riunioni di clan mafiosi, dove i boss di turno infilano grosse banconote nel mantice dello strumento mentre l’artista si esibisce. I musicisti suonano con passione mentre la gente chiacchiera, mangia, beve, fuma, va a spasso per la sala o si fa gli affari suoi. Spesso sono circondati da gente alticcia che gli parla nelle orecchie mentre suona o li bacia in fronte.

Ci sono delle bellissime registrazioni amatoriali dove si vedono questi grandi fisarmonicisti intrattenersi dopo la festa, rilassatissimi, quando hanno sbaraccato quasi tutti, per il puro gusto di suonare e stare insieme. In uno di questi si vede un tizio dell’ormai sparuto pubblico, visibilmente alterato dall’alcol, che sputa su una banconta e l’appiccica in fronte al grande virtuoso Dejan Kostic che, imperterrito, continua a suonare come se nulla fosse! Mi chiedo cosa sarebbe successo se l’avesse fatto a Keith Jarrett.

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4 Responses to “Musica popolare”

  1. Uyulala Says:

    Eh… Cosa vuol dire la differenza tra suonare per amore del pubblico, per amore del proprio egocentrismo o per amore della musica stessa….


  2. Ho partecipato a qualche edizione del Festival di Sanscemo, dove il rito sacro era il tirare addosso verdura ai musicisti. Mai divertito così tanto

  3. renzo Says:

    Anche a me è successo di veder Jarret andarsene dall’Arena di Verona perchè gli davano fastidio i flash e tutto sommato lo ritengo sopravvalutato e un pochino “viziato” ma l’accostamento è…. vogliamo dire..azzardato?

  4. a.g. Says:

    l’accostamento non era un giudizio di merito ma per evidenziare due modi diversi di intendere la musica (ps: a me Jarrett piace parecchio tra l’altro)


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