Socio Cai-Alitalia? Bastano 10 mila euro

novembre 17, 2008

I “16 cavalieri bianchi” che hanno costituito la nuova compagnia di bandiera, cioè la Cai che dovrebbe prendere il posto della defunta Alitalia scaricando i debiti sui contribuenti, hanno versato 10 mila euro a testa (diecimila) per creare la Cai srl.

Mi pare si ripeta la storia del capitani coraggiosi all’italiana, che  suo tempo rilevarono Telecom Italia pur non mettendoci quasi una lira, indebitando l’azienda fino al collo e controllando quindi un grasso monopolio con percentuali di azionariato dello zero virgola qualcosa.

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7 Responses to “Socio Cai-Alitalia? Bastano 10 mila euro”


  1. Non so se sia buffo o normale, ma secondo alcuni 7 milioni circa di italiani fanno fatica a rilevare una quota CAI.

    Sai che spasso se questo fattore diventasse lo ‘zero termico’ della soglia di povertà.

    E’ povero, non può neanche permettersi una compagnia di bandiera……..

  2. picchiatello Says:

    Mi sempbra che SanPaolo la banca di Cai darà i capitali anche a quelli che compreranno i cargo la Alis Aerolinee Italiane S.p.A…c’e’ qualche correntista che ci legge per sapere se i costi del conto corrente aumenteranno ?

  3. K.Hiei Says:

    Semplicemente ridicolo

  4. ff Says:

    Ho visto alcuni giorni fa un film con Alberto Sordi (“il marito”?). C’era una scena in cui un onorevole (all’epoca era ancora così) lo rimproverava di voler fare il capitalista senza capitali. Frase profetica.
    Rivedendo i film di Sordi o di Manfredi, perché gli sceneggiatori sono gli stessi, rimango colpito dal fatto che allora gli italiani ed oggi non abbiano capito che volevano essere catartici, ovvero che quelle cose non dovevano essere fatte.

  5. riccardo Says:

    Si ma entro la fine dell’anno i cavalieri bianchi dovranno versare un miliardo di euro. E chi ce l’ha?

  6. a.g. Says:

    loro no di sicuro, glieli prestano le banche, come per telecom. Con l’ennesimo monopolio ci vanno a nozze

  7. paolo Says:

    venerdì 9 gennaio 2009

    Il cavallo “kippahtaro”

    Non vi è miglior catartica sintesi, meravigliosa nemesi capaci di fare affacciare la più vera essenza di questa italia terminale del caso Alitalia.
    Di come esista una SOLA antitesi incontrovertibile, quella tra Nord e Sud. Roma e Milano, Padania e italia, tra lavoratori privati precari e inamovibili dipendenti Alitalia.
    I giornali e telegiornali si sforzano disperatamente di mascherare ciò facendo credere i veri antagonismi siano quelli destra-sinistra, operai-padroni, credenti-atei, Grande Fratello-Isola dei famosi, Victoria Beckham-Ilary Blasi, calciatori gay-calciatori etero.
    Moratti contro Alemanno, Formigoni contro Gasparri, Calderoli contro Matteoli.
    Ci troviamo viceversa davanti ad un evidentissimo confronto ETNICO, come non avveniva forse dal primo periodo post-unitario. Lo dimostrano le prese di posizione di certi politici eletti in Lombardia come La Russa che pure con i soliti “distinguo” del caso si schierano sempre col tricolore romano. Il richiamo del sangue levantino è più forte del collegio elettorale di elezione.

    Si tratta, tuttavia, di uno scontro impari.
    Roma capitale controlla sial il potere legislativo che i cordoni della borsa ricolma dei soldi statali oltre al sistema informativo.
    Fin dalla sua apertura l’aeroporto di Malpensa è stato sabotato, dileggiato dalla stampa “italiana” come Repubblica ed il Corriere così come dai telegiornali Rai, che ha sede A ROMA, il cui canone però si paga quasi tutto in certe regioni.
    “Malpensa in crisi” scrivono falsamente i giornali quando è invece l’Alitalia ad essere in crisi COME QUALUNQUE AZIENDA PUBBLICA ROMANA O MERIDIONALE i cui deficit vengono sempre ripianati con i soldi pubblici ricavati nei meandri delle leggi finanziarie o nei vari decreti “omnibus”.
    Le FS, che hanno sede A ROMA, hanno rifiutato i finanziamenti per i collegamenti veloci con la Lombardia e con Torino in modo che poi i “fustigatori” potessero dire che l’aeroporto della Brughiera è “una cattedrale del deserto”. Magari!! Se tale grande opera avesse ricevuto UN CENTESIMO dei finanziamenti, destinati in decenni, per le supercattedrali nel deserto meridionali Gioia Tauro, Termini Imerese, Melfi “in giù” solo per citàre, Malpensa 2000 sarebbe il più galattico degli aeroporti europei. Oppure ricevuta una frazione dei 2 MILIARDI (!!) di euro versati per la questione rifiuti nella sola Campania, senza alcun esito, o i 500 milioni dati al comune di Roma, senza titolo, nel solo 2008.
    D’altronde, sempre in materia di trasporti, le uniche autostrade e ferrovie aggiornate sono quelle verso Roma e il Sud. Così come “promozioni” e “sconti” sui biglietti aerei e ferroviari sono applicati unidirezionalmente Nord-Sud con passaggio nella “capitale”. Ogni minuscolo aeroporto ha immancabilmente il suo volo giornaliero per Roma anche se nella zona non vi è particolare mobilità verso la “capitale”.

    Malpensa 2000, caso unico al mondo, sta lentamente soffocando non per la crisi globale del trasporto aereo ma perché PER LEGGE fatta A ROMA gli è stato tolto lo status di hub E BLOCCATI GLI SLOT dal governo Prodi con DI PIETRO come ministro delle infrastrutture. Fulgido esempio di cosa il “Sistema (Al)italia” intenda per “competitività” e “apertura alla concorrenza”.
    Era tutto organizzato contro Malpensa, inclusa l’apertura anticipata della alta velocità ferroviaria Milano-Bologna, l’accordo con Air France annunciato il 31 dicembre con la gente distratta dal come raggiungere i luoghi del veglione sotto la neve.

    Avrete visto come i media abbiano “pompato” la presunta velocizzazione del viaggio Milano-Roma per convincere i coglioni del Nord, che sì, in fondo si potrebbe anche andare a Roma ad imbarcarsi per i voli intercontinentali.
    La TAV Milano-Roma viene sbandierata come conquista epocale del trasporto italiano quando: per circa metà tracciato l’alta velocità esiste dal 1992, anno di apertura della “direttissima” FI-RM; sulla Bologna-Firenze la linea veloce non è stata ancora attivata e, se vogliamo dirla tutta, sulla nuova MI-BO tra Modena e Bologna l’ETR 500 non supera i 240 Km/h poco più di quanto il Pendolino possa correre sulla linea “storica”.
    Tutta la baraonda attorno ai collegamenti tra la Lombardia e la capitale del Lazio cela invero l’ALLUNGAMENTO dei tempi di percorrenza, sulle altre tratte, anche dotate di TAV!
    Non ci credete?
    Da Roma a Napoli si risparmiano oggi, CON LA TAV, 3 minuti (1 ora e 27 anziché 1 ora e 30, via Formia) rispetto al 1970. Sulla Milano-Vemezia 2 ore e 15 minuti occorrevano 40 anni fa mentre ora minimo 2 e 20 nonostante il quadruplicamento della Milano-Treviglio e la TAV tra Padova e Mestre. Tenendo sempre come riferimento l’orario ferroviario del 1970, tra Roma e Ancona (vecchia linea sino ad Orte e binario unico tra Orte e Falconara) c’erano 2 ore e 50 di viaggio. Anno 2009, (con TAV fino ad Orte e tratte raddoppiate tra Orte e Falconara), 3 ore nette con l’Eurostar!
    Dove sta l’”alta velocità”?
    In Lombardia e Veneto invece con una densità economica e antropica da Sudest asiatico Trenitalia aumenta indiscriminatamente i prezzi dei biglietti allo scopo di scoraggiare l’uso del treno. Poi qualche organo di informazione immancabilmente con sede A ROMA scrive che “il Nord non ha bisogno di nuove infrastrutture”, il tutto impacchettato in una raffazzonata confezione simil-ambientalista.
    Lo stesso giochetto con cui i “pifferai magici” dei media, facendo eco a Giorgio Napolitano, il capo di stato dei Casalesi, accusarono il Nord per il disastro ambientale della spazzatura in Campania.

    Tutto questo si inquadra nel progetto di CENTRALIZZAZIONE di stampo comunista perché i poteri forti hanno paura che, se si arrivasse ad una grossa cri economica, avverrebbe la SECESSIONE.
    Le multinazionali straniere sono costrette a dotarsi di una sede a Roma anche se il centro operativo rimane a Milano poiché l’inefficienza capitolina corroderebbe anche una rigorosissima holding giapponese. I concorsi pubblici vengono spostati nel Lazio in modo da incrementare l turismo e i posti di lavoro. Idem per i archi naturali regionali i quali, facendo finta che sia un “avanzamento”, vengono trasforamti in “nazionali” così da avocarne il controllo e la relativa inefficiente burocrazia a Roma.

    La questione del trasporto aereo italiana è assai interessante poiché costringe, forse per la prima volta Berlusconi in persona a mostrare il suo vero volto. Cioè di colui che è stato mandano sulla scena politica ad UNIRE il paese togliendo voti alla Lega al Nord e alla morente DC al Sud. Attraverso il concepimento di Forza italia, un partito artificiale, dalla ideologia indefinibile, ricettacolo della peggiore feccia politicante rimasta “orfana” dei moribondi PSI, DC e il resto del “pentapartito”. Berlusconi non ha la stoffa del politico, gli mancano l’acume, la sottigliezza dialettica perfino riscontrabile nei leghisti (!). Fateci caso, lui sembra sempre essere fuori posto, tratta le riunioni internazionali tra governanti alla stregua di rimpatriate tra vecchi amici, da qui la sua irrecuperabile tendenza a compiere gaffe di ogni genere.

    Berlusconi HA MENTITO su Air France in campagna elettorale per togliere voti alla Lega Nord, unico scopo nell’essere stato mandato in politica.
    Se Il Cavaliere Blu non fosse mai “sceso in campo” il partito di Bossi avrebbe prima o poi preso la maggioranza assoluta dei voti in Padania e fatto la secessione, nessun problema ci sarebbe stato per Malpensa.
    Il “premier” blatera di “riforma della giustizia”.
    Finora l’unica riforma vista nel settore è un alto indulto chiamato “depenalizzazione” che ha fatto rilasciare un fior di criminali. Nel dibattito mediatico in materia quasi nulla si evince sul come risolvere le effettive priorità del settore come le agghiaccianti statistiche sull’IMPUNITA’ quasi assoluta per i furti (97%), rapine (85%) e degli omicidi (60%). Forse perché a commettere reati sono quasi sempre MAFIOSI e STRANIERI che, con i DIPENDENTI STATALI, sono “categorie protette” perchè lo stato-zombie spera formino lo “zoccolo duro” antisecessionista in cabina elettorale.

    Che altri danni può fare Berlusconi prima di andarsene?
    Sicuramente su un paio di cose: un altro restringimento dello stato sociale e sul voto agli immigrati.
    Finché la “solidarietà sociale” era utilizzata per sovvenzionare le finte aziende clientelari del Sud, create apposta per spillare contributi statali a fondo perduto, e poi piazzarne i lavoratori in Cassa Integrazione perenne tutto andava a posto.
    Adesso che sono le vere aziende settentrionali, in crisi altrettanto reale, per gli “ammortizzatori sociali” improvvisamente urge “fare le riforme”. Naturalmente col pretesto di “allargare” la “coperta sociale”. Probabilmente perché i denari scarseggiano e necessita avvantaggiare la marea di immigrati fatti entrare in modo da persuaderli a rimanere nella penisola a generare il “popolo italiano a colori”. Dopo che già Prodi aveva estorto il TFR ai legittimi proprietari SOLO del settore privato, che come molti fingono di ignorare, a breve costringeranno anche le aziende con meno di 50 dipendenti a affidare il malloppo di fine rapporto ad un fondo del ministero del Tesoro che ha sede A ROMA..
    Perciò poi seguirà il voto agli extracomunitari ma prima solo amministrativo. Il quale servirà al potere centralista per controllare “democraticamente” la Padania dove stanno l’80% degli stranieri. Non subito il voto politico perché in questo caso, risiedendo, come si è detto, gli stranieri quasi tutti al Nord, il voto “padano” peserebbe di più di quello italiota.

    Se la fiducia nal “Cavaliere” crollasse e la sua stella si eclissasse chi la casta avrebbe in serbo come possibile successore a capo di un governo di “salvezza (dell’unità) nazionale”?
    E’ presto detto, ma non ve lo scrivo.
    Vi do comunque qualche “illuminante” indizio.
    State bene attenti. Qual è quell’uomo politico, sedicente di destra, ma che su certi temi come Israele, ingresso della Turchia nell’UE, fascismo, matrimoni-gay e voto agli extracomunitari (cioè tutto!) potrebbe comodamente fare pure il segretario di PRC? Colui che ha criticato uno stato sovrano, il Vaticano, per non essersi opposto alle “leggi razziali” emanate 70 anni fa IN ITALIA e che non si accorge OGGI dello sterminio di un intero popolo, scientemente portato avanti in spregio di ogni norma internazionale, da un altro stato confessionale in una certa “Striscia” mediorientale. Un nuovo “bombardamento di Dresda” è in pieno corso, altri “campi di concentramento” in fervida attività mentre la nostra politica “omosessuale” discute amabilmente se Hamas sia idealmente più vicina al PD o al PDL.
    Chi dovranno biasimare tra 70 anni?

    Il caso Malpensa-Alitalia tratteggia probabilmente l’inizio della fine dell’attendibilità di Berlusconi, sempre erosa, sinora puntellata dall’impressionante potenza di fuoco mediatica che lui è riuscito a scatenare grazie alle sue televisioni, per la qual cosa fu scelto a “deus ex machina” capace di coagulare i babbei teledipendenti attorno ad una pallida “italianità” per fottere i cittadini onesti.
    Sta forse arrivando il momento in cui i Padroni del Vapore al Vertice della Piramide, punteranno su un nuovo “cavallo”.
    E state bene tranquilli che morto Mangano, lo stalliere di Arcore, i futuri “stallieri” del “nuovo cavallo kippahtaro”, mandati a morire per Sion con le scarpe di cartone, sarete proprio voi poveri e onesti.
    Con partenza da Fiumicino, naturalmente!

    F. Maurizio Blondet

    http://falsoblondet.blogspot.com/


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