La crisi? Colpa della globalizzazione

dicembre 12, 2008

Eugenio Benetazzo, giovane trader e consulente indipendente,  è stato tra i pochi a prevedere la crisi finanziaria mondiale. Anzi dice di più: “Ci raccontano che si tratta di una crisi finanziaria ma in realtà è il risultato della globalizzazione“. La crisi attuale è solo una delle prime avvisaglie.

Quando nell’estate 2005 la maggior parte degli analisti prevedeva nuovi incredibili vette per i mercati azionari, lui pubblicò a sue spese un volumetto dal titolo “Duri e puri. Aspettando un nuovo 1929”.

La mia analisi finanziaria era partita da considerazioni macro-economiche elementari” dice Benetazzo. “Ovvero su come l’occidente rischiasse con l’ingresso della Cina nel Wto la perdita del benessere dei suoi consumatori con l’esplodere progressivo di tutte le contraddizioni di un capitalismo finanziario sempre più rapace. La bolla immobiliare e la crisi dei subprime sono solo un sintomo dello squarcio che è stato aperto. Milioni di consumatori si trovano a non avere più sufficiente potere d’acquisto e la contrazione economica rischia ora di diventare depressione”.

Nessuna salvezza? Per Benetazzo occorrerebbe salvare più che le banche i loro clienti, supportando con interventi economici le famiglie italiane bisognose. E poi tornare all’autarchia, alzando in tutto l’Occidente le barriere protezionistiche. “Non ci sono vie d’uscita e si rischia di fare la fine dell’Argentina”.  E intanto consiglia di essere più prudenti di uno scoiattolo: privilegiare solo le banche ancorate sul territorio che non abbiano cavalcato l’onda della finanza creativa. Resistono poche certezze in tempi di crisi: oro, terreni. Insomma c’è poco da stare allegri. Altro che cambiare l’auto, come dice Berlusconi.

fonti:
signoramoneta.blogspot.com
www.eugeniobenetazzo.com
it.youtube.com/eugeniobenetazzo

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10 Responses to “La crisi? Colpa della globalizzazione”

  1. picchiatello Says:

    Per me non esiste al momento attuale nessuna volontà ne’ politica ne’ economica dall’uscire da questa crisi almeno nel nostro paese.
    Uscire dalla crisi non significa comprare e quindi produrre di piu’, significa dare la possibilità alle famiglie di avere un futuro.
    Vedremo come sarà governato questo paese con due-tre milioni di veri disoccupati in piu’ il prossimo anno…

  2. a.g. Says:

    picchiatello, il problema è che ormai nessun paese può uscire DA SOLO da questo sistema mostruoso basato sui consumi e sulla crescita perpetua


  3. ci sono in giro ancora parecchi terreni incolti, d’inverno patate e capussi al posto dei pomodori olandesi

  4. picchiatello Says:

    Aghost, il problema principale “politico” nel nostro paese non e’ uscire dalla crisi attraverso misure mondiali,ma cercare di non approvare quelle che la possano ingrossare o renderla irreversibile in Italia.
    Ci hanno smarronato per mesi con la CAI quando si sa benissimo che tra qualche altro mese farà la fine di Alitalia-bad company a meno che non la vendano subito ai francesi.
    Si daranno aiuti al settore auto quando le auto stesse le importiamo dalla polonia e per i prossimi mesi semplicemente non c’e’ mercato…
    Le poche aziende competitive le abbiamo svendute e quelle monopolistiche sono di 10-15 anni addiaetro in tecnologia a quelle europee.

  5. K.Hiei Says:

    Ei aGhost,Martedì si saprà chi è il nuovo presidente dell’Abruzzo,secondo te”Lui”,c’è la farà?


  6. Picchiatello, non è un problema solo dell’Italia (che comunque sta peggio di tutti gli altri paesi). Ford e GM stanno chiudendo negli USA, non in Italia. Il fatto è che capitalismo sta crollando esattamente come è stato fatto crollare il comunismo: questo è un sistema mondiale dove pochi si arricchiscono sulle spalle di molti che si impoveriscono. Non poteva durare in eterno. Ora semplicemente il numero dei poveri sta aumentando in modo accelerato e stanno arrivando alla fame. Quando tutte le aziende – tutte – chiuderanno, anche i politici nostrani dovranno prenderne atto. E’ una reazione a catena innescata ormai. E’ solo questione di tempo.

  7. Alberto Says:

    Benetazzo l’unico che l’aveva prevista? Ma rotfl.. lo sapevano in molti, ed in molti se la aspettavano e ci hanno speculato.

  8. picchiatello Says:

    Maurizio, condivido, il nostro paese ha fatto fortuna con le braccia ed il cervello ( vabbe’ un po’ anche con le crociate ed il commercio) non avendo o comunque usando male le poche risorse del territorio disponibile.
    Quando le braccia (lavoro) viene supertassato (da dipendente o autonomo) ed il cervello va all’estero o non viene usato si rimane nella situazione attuale ad interim.
    La crisi economica in USA e’ grande e’ vero pero’ loro si salvano sempre avendo potenzialmente uno dei grandi granai del mondo e delle ricchezze nel sottosuolo ancora inesplorate ( alaska e la vicina groenlandia) ed in parte mettendo in galera chi fa il “furbo” cosa inattuabile nel nostro paese.

  9. Ron Paul REVOLUTION Says:

    E’ vero che la Federal Reserve è INCOSTITUZIONALE?!?!
    Ecco il video di Ron Paul candidato alla Presidenza nel 2008 e membro del Congresso. Ron Paul (Repubblicano, Texas) ha presentato il H.R. n° 2755 ”Per abolire il Consiglio dei Governatori del Sistema della Federal Reserve e della Banca della Federal Reserve, per abrogare la Legge sulla Federal Reserve e per altri scopi”. Questa legislazione contribuirebbe a ristabilire la costituzione degli Stati Uniti, che stabilisce che soltanto il Congresso può coniare soldi (Articolo I, Sezione 8, Comma 5) e che i debiti degli Stati Uniti siano depositati in argento ed oro (Articolo I, Sezione 10, Comma 1).

  10. United States Note Says:

    *Perchè nessuno di voi parla dell’ordine eseuctivo 11110 firmato dal Presidente J.F. Kennedy il 4 giugno 1963, che dava al Ministero del Tesoro il potere “di emettere certificati sull’argento contro qualsiasi riserva d’argento, argento o dollari d’argento normali che erano nel Tesoro”. Kennedy fu assassinato dopo appena cinque mesi e non vennero più emessi certificati garantiti da argento.

    Ne parlava anche Grillo nel 1998, poi ha smesso
    pure lui…


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