E’ finito il tempo dei bagonghi

maggio 5, 2009

Per caso mi sono imbattuto in Blogolandia, una rete di blog urbani tenuti da volontari. Ogni blog del network è dedicato ad una sola città o comune d’Italia ed è curato da 1 cittadino/blogger (giornalista e non) appassionato del proprio territorio comunale che prende il nome di “Sindaco di Blogolandia”. Lo scopo dichiarato di questa nuova fonte di informazione “si pone l’obbiettivo di risultare complementare ed alternativa ai media classici (carta stampata, televisione, radio), per il fatto di mettere al centro il cittadino e le persone di un territorio, facendo informazione “dal basso” dando loro voce senza dipendere da interessi di parte, politica e dalle restrizioni che altri media inevitabilmente fanno.”

Mah, sono andato a leggere meglio:

“Stiamo cercando persone (giornalisti/blogger o chiunque abbia voglia di mettersi in gioco) che amano il proprio territorio comunale o la propria città e sentano il desiderio di raccontare, fotografare e filmare tutto ciò che avviene nella propria comunità; cerchiamo persone disposte ad aprire un blog urbano nel proprio comune e gestirlo, divenendo Sindaco del blog. Se vuoi diventare un Sindaco di Blogolandia devi, anzitutto, candidarti inviandoci i tuoi dati e il nome dell’urban blog che vorresti gestire a questo indirizzo: sindaci@blogolandia.it (il comune dove vivi o lavori). Successivamente apriremo una selezione dalla quale sceglieremo il blogger più idoneo al progetto”.

Be’, non una bruttissima idea tuttosommato…

A tutti i candidati Sindaci sottoporremo un accordo da sottoscrivere con scopo di reciproca tutela. L’impegno richiesto è di scrivere un minimo di circa 12/15  post al mese e di farlo usando il proprio nome reale. In questo modo si garantisce un blog sempre aggiornato, “vivo” e trasparente. Oltre a questo minimo ogni persona deciderà come comportarsi per massimizzare la visibilità: un sito per diventare visitato e autorevole richiede tempo e dedizione.

Comincio a intuire dove si vuol andare a parare. Chiunque legga i requisiti per diventare “sindaco” si pone a un certo punto la leggittima domanda: “Si d’accordo, ma quattrini?”. Sulla spinosa questione si svicola, come al solito. Per trovare una risposta bisogna andare a scovarla in un menù più defilato, “domande frequenti”:

Vogliamo essere molto chiari: non offriamo soldi e compenso a chi curerà i blog (almeno inizialmente). L’amore, la passione e l’attaccamento al proprio territorio, città o paese, la voglia di raccontarlo e di esserne protagonista devono essere la leva portante per candidarsi alla gestione di un urban blog. Sono possibili in futuro guadagni anche economici in base ad un modello di business per obiettivi di visite declinato per singolo blog ma non è questo che deve guidare un sindaco, come non guida noi. Siamo guidati dalla passione per un progetto che potrà davvero divenire un orgoglio italiano, è chiaro che se ci saranno dei profitti (AdSense, Banner ecc…) Blogolandia è pronto a condividerli con i sindaci più meritevoli, di questo però si parlerà fra qualche tempo.

Personalmente resto sempre sinceramente affascinato da coloro che pensano che la gente sia disposta a lavorare gratis. L’entusiasmo, la passione, il volontariato sono cose certamente bellissime. La mia esperienza però mi dice che il volontariato non dura molto se le gente deve lavorare gratis mentre a monte qualcuno guadagna, foss’anche solo notorietà. E infatti molti blog urbani di Blogolandia, che nel frattempo ha annunciato il raggiungimento di ben 500 “sindaci”, sono fermi. Quello della mia città ad esempio, Trento, è inchiodato al 28 dicembre 2008!

Il motivo mi pare ovvio: per quale ragione dovrei sottostare, gratis, a degli obblighi contrattuali, quando posso aprire un blog in 5 minuti e scrivere quel che mi pare quando mi pare? 12-15 post al mese sono un impegno non indifferente, specialmente se scritti con un minimo di criterio e qualità. Se, diversamente, sono i soliti copia e incolla da giornali o comunicati stampa, la cosa non ha molto senso.

Resta il fatto che “l’incubatore” di Blogolandia, lo studio Boraso.com, pretenderebbe di utilizzare un nuovo media come il blog con la mentalità vecchia di quelli che una volta, giornali e portaloni soprattutto, dicevano “Mandaci le tue foto (o i tuoi video), noi le pubblicheremo!”. Gratis beninteso. Insomma basta, è finito il tempo dei bagonghi che lavorano in cambio di niente. Tra un po’ salterà fuori qualcuno che proporrà di lavorare gratis nei call center con la scusa del “lavora per noi, parlerai con un sacco di gente!”.

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48 Responses to “E’ finito il tempo dei bagonghi”


  1. sei il solito noneso, vuoi mettere l’emozione di essere ritenuto il più idoneo? son soddisfazioni

  2. a.g. Says:

    oscar, a parte che non sono più noneso ma semmai pinaitro, “idoneo” a far che? :)

  3. picchiatello Says:

    Idoneo..come per il militare…..
    Non serve a niente ma sai le soddisfazioni dei racconti ai nipotini ?
    “Ai miei tenmpi ero idoneo a Blogolondia…”


  4. Ciao ragazzi, mi chiamo Rudy Bandiera e sono il responsabile del progetto “sotto tiro” in questo post.
    Premetto che Blogolandia è un progetto che ha un discreto successo e migliaia di visite al giorno, che vanta partnership con Sky e con Glomera e che quindi non può e non deve essere indenne da critiche.
    Detto questo mi permetto di fare alcune precisazioni riprendendo una frase detta da te: “per quale ragione dovrei sottostare, gratis, a degli obblighi contrattuali, quando posso aprire un blog in 5 minuti e scrivere quel che mi pare quando mi pare?”
    Per quello che riguarda gli obblighi contrattuali per ora non esistono minimamente e quando esisteranno saranno solo di origine legale (come avviene per Libero, Blogger o Splinder). Ovviamente puoi chiedere conferma d uno qualunque degli oltre 500 aderenti al progetto ;-)
    Ora, sistemato il problema contrattuale, passiamo alla parte del “perchè”: tutto si basa sul giornalismo partecipativo, sul citizen journalism e sul Web 2.0.
    Fare parte di un network da una maggiore visibilità rispetto ad aprire un blog nell’immenso mare della Rete ed è per questo che uno preferisce farlo in Blogolandia piuttosto che su WordPress.com
    E’ tutto qui: c’è gente che ha iniziato a scrivere per il network, si è fatta conoscere nella propria città ed ha trovato lavoro come cronista “vero” (non scherzo) e gente che ha avuto notevoli soddisfazioni personali che, forse, da solo non avrebbe avuto.
    Per finire il problema delle assenze dai blog è oggettivo e te ne do atto, ma non essendoci appunto un contratto vincolante, la gente ha il diritto di fare quello che preferisce… o il contratto o la possibilità di blog smorti: come vedi la scelta che abbiamo fatto è ovvia.
    Rimango disponibile per continuare il dialogo a questo indirizzo rudy.bandiera[at]blogolandia.it
    A presto e buon lavoro!

  5. a.g. Says:

    grazie rudy per le precisazioni. Però non ho capito, nelle “clausole” di blogolandia si cita esplicitamente un accordo: “A tutti i candidati Sindaci sottoporremo un accordo da sottoscrivere con scopo di reciproca tutela. L’impegno richiesto è di scrivere un minimo di circa 12/15 post al mese”. Ora dici che questo accordo non c’è o non è obbligatorio?

    In ogni caso, secondo me, fino a che non pagate qualcosa la gente, difficilmente il volontario a un certo punto non si stufa. La prova sono i blog morti.

    Io non vorrei nel mio network blog morti, perché rovinano l’immagine complessiva.

    Infine il problema della visibilità: ma siamo sicuri che un blogger cerchi a tutti i costi questo? Io non lo credo.

    In linea di massima l’idea di Blogolandia non mi dispiace ma dovete decidervi, o puntate alla qualità, e cacciate le lire :), oppure restate a metà del guado… coi blog mosci che afflosciano il progetto.

    Ma restare in mezzo al fiume per troppo tempo può essere pericoloso, magari arriva l’onda di piena e ciao :)


  6. Visto che quello che è incriminato è quel passaggio delle FAQ ho provveduto a cambiarlo. Adesso recita: “A tutti i candidati Sindaci sottoporremo, anzitutto, un contratto (per ora non presente) da sottoscrivere con scopo di reciproca tutela legale. Quello che richiediamo (senza obblighi) è di scrivere un minimo di circa 12/15 post al mese e di farlo usando il proprio nome reale”.
    Grazie per la dritta: adesso è certamente più chiaro anche se nei fatti da prima non è cambiato nulla.
    Per quello che riguarda gli introiti ed eventuali pagamenti, di certo avrai visto che non vi sono ne banner ne adSense e quindi ne avrai dedotto che per ora il progetto non ha alcuna entrata ergo, è difficile per noi pagare le persone.
    Abbiamo comunque allo studio un sistema di banner a disposizione di chi scrive, partendo dalla prossima piattaforma che speriamo di mettere in piedi quanto prima, proprio per far si che i blog non vadano a spegnersi.
    Sono a disposizione e lo sono anche i 500 che scrivono per Blogolandia… a dimostrazione che non scrivo cazzate :-)


  7. Ciao a tutti!
    Sono uno dei blogger di Blogolandia, e curo, insieme ad un’altro ragazzo, il blog di Assago.

    Chi vuole creare un blog dedicato alla propria comunità cerca la maggiore visibilità e la maggiore partecipazione possibili.
    Blogolandia, avendo un indirizzo preciso, il territorio locale, è lo spazio adatto a ciò! Quindi, quando parli di un blog facente parte del network, sai di cosa stai parlando.

    E’ vero, non monetizzi direttamente, ma possiamo definirlo un B2B (Business to business): se sei bravo e riesci a farti apprezzare, piano piano ti inserisci nella tua comunità e si aprono tante prospettive, come ad esempio collaborare a progetti nel territorio e diventare parte in causa presentando poi le tue proposte direttamente all’amministrazione cittadina.

    Ovvio, ci vuole un po’ di impegno… come qualsiasi hobby… solo chi ha senso civico partecipativo e un po’ di senso politico può comprendere la spinta che ti fa fare ciò!!

    Io personalmente sto facendo una bellissima esperienza: grazie a questo blog mi sto addentrando nella mia comunità, mi sto facendo conoscere… non a caso sto diventando un punto di riferimento per le coalizioni politiche locali, che in diverse occasioni hanno messo in pratica le mie proposte…

  8. a.g. Says:

    rudy grazie per la risposta e per la modifica alle faq, la chiarezza è importante in progetti come questi. Riguardo al resto mi permetto di insistere: se volete qualità nei post, e non i soliti copia e incolla, bisogna pagarla. Potreste studiare un sistema di remunerazione, sia pure modesto, in base al numero dei post e delle visite. Insomma chi produce guadagna, chi dorme no.

    E comunque mi pare strano che con una rete di 500 blog urbani, non possiate trovare qualcuno interessato alla pubblicità, che potrebbe essere in parte nazionale e in parte locale. Quella nazionale gestita da voi, quella locale dal “sindaco”, i cui introiti complessivi dovrebbero poi essere divisi in modo equo.


  9. Fai benissimo ad insistere!
    “Insomma chi produce guadagna, chi dorme no.”
    Giusto ma per ora non ce lo possiamo permettere come ti ho spiegato sopra.
    Per quello che riguarda la seconda parte del tuo commento, come ti dicevo prima, ci stiamo organizzando e quando avremo entrate vedremo come gestire la cosa.

  10. a.g. Says:

    claudio, sono andato a vedere per curiosità il tuo blog di Assago. Rilevo che non c’è mai alcun commento. Non voglio sminuire il tuo lavoro, ma io mi preooccuperei per una partecipazione così scarsa al blog. Un blog senza commenti, e a maggior ragione appartenente a un network di blog urbani il cui scopo dovrebbe essere, perlomeno negli intenti dichiarati, quello di sollecitare l’informazone dal basso ma anche la discussione il confronto, è un blog mezzo morto :)

    Cosa ne pensi?


  11. Per quanto riguarda i Blog “in coma” è vero… proprio ieri mi sono accorto che quello di Milano latita un po’… certo è che su Milano c’è veramente tanta concorrenza!!

    Il network funziona molto meglio nei centri più piccoli…

    Magari bisognerebbe mandare dei reminder ai blogger poco fertili dopo 2 settimane di latitanza e invitarli a pubblicare qualche nuovo post… se, a distanza di un mese ancora nulla, bisognerebbe provare a capire perché e pensare anche di mettere il blog in uno stato di limbo… non so, studiare qualcosa!!

  12. a.g. Says:

    claudio, penso che mandare dei reminder non serva a nulla se a chi cura il blog manca lo stimolo di scrivere qualcosa. Ci possono essere tante ragioni perchè accade questo, ma il fatto è che un blog moscio o morto danneggia l’immagine (e anche la sostanza) di tutto il progetto


  13. è vero che al momento attuale non ci sono molti commenti, ma è una cosa su cui stiamo lavorando… come ti potrà confermare Rudy, non è da molto che scrivo sul blog… e, come ti dicevo, ho già tantissimi contatti, ed ho conosciuto tutti i principali attori della vita politica locale…

    Per radicarsi nel territorio ci vuole pazienza e dedizione… e voglia di mettersi in gioco!!

    Come ti dicevo, ci stiamo lavorando!!! ^_^

  14. fabiolanza Says:

    Devo dire gestendo un blog a Pieve P.M, riesco dare notizie prima del giornale locale”La Provincia Pavese” e questo non è poco,ti dà soddisfazione, posti idee che poi vengono utilizzate, quindi sta nel fatto che socializzi,e non bisogna per forza dover quantificare sempre in moneta quello che sono le emozioni di essere una fonte di informazione,a 360°.

  15. valentina Says:

    Ciao, anche io sono anche io una blogger di blogolandia.
    Ho anche altri blog di argomento più specifico e non appartenenti ad una rete come blogolandia.

    Sarà perchè sono una studentessa universitaria e regolarmente faccio stage non retribuiti, ma scrivere su blogolandia è sicuramente più un hobby, un passatempo, che può essere utile alla mia città di vocazione prettamente turistica.

    Gli argomenti dei blog sono assolutamente liberi: posso parlare di manifestazioni, di eventi, cercare di promuovere la mia città (che sinceramente non è molto web 2.0!). Ho scelto di occuparmi pochissimo di cronaca politica (anche perchè il mio blog non viene letto dai quattro gatti che ci sono nel mio paesello, ma principalmente da turisti)
    Insomma, utilizzo blogolandia per promuovere la mia cittadina turistica senza che nessuno mi imponga cosa devo scrivere e cosa non devo pubblicare.
    Siamo nell’era del web 2.0 nella piena condivisione dei saperi e dei contenuti, ti scandalizzi se i blogger non vengono retribuiti?
    Sinceramente sono più sconcertata di fronte a giornalisti che appartengono sfacciatamente ad uno schieramento politico ma che per andare avanti si accontentano di lavorare per una testata giornalistica di schieramento opposto.

  16. paologaz Says:

    Ciao aghost, mi permetto di entrare nel merito della questione, visto che sono uno dei primi “sindaci” di blogolandia.
    Prima di adria.blogolandia gestivo un altro blog che parlava del mio territorio ed aveva un discreto successo in fatto di visite, però essermi aggregato a blogolandia mi ha dato maggiore visibilità (non guadagnavo niente prima e non guadagno niente adesso, ma almeno non scrivo per pochi intimi).
    Da allora il blog è cresciuto sia come addetti, siamo in sei, che come visitatori (media sei/settecento visitatori unici e circa 2000 pagine viste tutti i giorni). Sono daccordo con te che prima o poi la passione può scemare, quindi bisogna trovare sempre nuove motivazioni e soddisfazioni.
    A me personalmente blogolandia ha permesso di conoscere tanta gente, collaborazione con altri siti (con possibilità di guadagno)essermi fatto una fama tanto da diventare dirigente di associazioni e non ultimo l’ ingresso in una lista civica per le prossime elezioni di giugno.
    E sono convinto che se avessi iniziato a scrivere sul blog per soldi, senza una adeguata passione, non sarebbe andata così bene!
    Saluti da Gerardo

  17. a.g. Says:

    paologaz e fabiolanz sono d’accordo, non devono essere assolutamente i soldi la prima motivazione, su questo non ci piove. Ma un riconoscimento economico per l’impegno, seppur minimo, fa piacere e aiuta a non far scemare l’entusiasmo iniziale :)


  18. Sono il “sindaco virtuale” di Castello d’Agogna (pv) e non mi sento proprio bagongo.Guardate cos’è arrivato tra scritti e commenti circa un presunto abuso edilizio. guardate il “peso” delle risposte… Certo, in un paese di meno di 1000 abitanti 12/15 post sono difficili da inviare se si rifiuta il copia/incolla. E allora abbiamo deciso di raccontare le stagioni della terra. Guardate anche Cilavegna… da queste parti a giugno si vota, guardate i siti delle liste in gioco…(es. http://www.ridisegnacilavegna.eu) guardate come ci citano…
    Insomma, io sono milanese, lomellino d’adozione, grazie a Blogolandia ho avuto un balzo nel livello d’inserimento formidabile e poi, certe cose si fanno se si sentono… non tutto nella vita può essere remunerato e talvolta è bello anche crearsi dei crediti, magari con la fantasia, magari inesigibili…Sogna, ragazzo, sogna…

  19. a.g. Says:

    i sogni sono belli ma ogni tanto conviene svegliarsi :)
    Rilevo comunque che nei blog segnalati nei commenti non interviene mai nessuno: come mai secondo voi?


  20. Su Cilavegna e Castello d’Agogna, che sono appena nati, ci sono commenti kilometrici… se non li vedi… e pure alcuni post. guarda bene


  21. c’è perfino una risposta del Presidente della Provincia pavese…

  22. Gianluca Says:

    Ciao. Sono il “sindaco” di Caccamo (PA). E’ vero, a volte non c’è molta partecipazione dei cittadini della comunità locale, ma secondo me deriva più che altro dalla comunità di cui stiamo parlando.

    Mi sembra ovvio che in blog di paesi più grandi che fanno anche da capoluoghi ci sia più movimento nei commenti. Mi sembra abbastanza normale che in un paese come il mio, di nemmeno 8mila abitanti, dove gran parte delle persone è adulta e non sta spesso davanti al pc e dove i giovani hanno altri diecimila impegni quotidiani, non ci sia una grande partecipazione collettiva. Eppure sono convinto (e me lo dimostrano i dati raccolti in delle indagini personali) che il blog è seguito, sia nel mio paese (ormai non c’è nessuno che non sappia che esiste questo sito che curo io) e anche in altri Stati o regioni (mi ha scritto gente del mio paese che si trova negli Stati Uniti o in altre regioni d’Italia).

    E’ vero, non si guadagna nulla. Ma mi sembra che nelle faq è chiaramente specificato. Non ci ha obbligato nessuno ad accettare quel contratto, la richiesta è partita da ognuno di noi con la nostra piena capacità di intendere e di volere. Posso assicurarti che il numero minimo di post non influenza in alcun modo la gestione del blog. Io, come tanti altri blog, non riusciamo spesso a fare 15 articoli al mese, a volte per mancanza di tempo, altre volte perché in piccoli paesini non c’è molto da dire. Ma nessuno ci è mai venuto dietro a chiedere perché non abbiamo scritto i post minimi.

    L’entusiasmo, ve lo posso assicurare, c’è e continua ad esserci se veramente si ama il paese in cui si abita. E questo avviene a prescindere dalla retribuzione, che se ci sarebbe fosse bello, ma se non c’è, almeno per quanto mi riguarda, è uguale.

    Certamente non sono uno a cui piace lavorare per altri senza essere pagato, ma le prospettive che ti si aprono, come hanno già detto gli altri, sono non poche. A me dà soddisfazione che qualcuno mi ferma per strada e mi dice “ma tu sei quello che gestisce il blog! complimenti..” oppure che mi scrivono cittadini che per lavoro stanno fuori e mi ringraziano perché grazie al blog possono sentirsi partecipi del nostro paese.

    Mi sembra che questo sia il più bel pagamento, che non sarà materiale, ma è sicuramente morale. Senza considerare che alcune realtà di blog di paesi più grandi sono riusciti ad essere contattati da aziende, servizi giornalistici e cose del genere, e questo porta sicuramente un guadagno economico, oltre che soddisfazione.

    Anch’io mi sono chiesto all’inizio se fosse meglio aprire un blog per conto mio, ma è importante considerare anche la visibilità. Se posso scrivere quanto voglio (un limite minimo consigliato deve esserci, altrimenti non scriverebbe nessuno!) e posso farlo all’interno di un portale ben affermato, perchè spendere risorse mie a creare un blog su altervista o wordpress che non conoscerà nessuno?


  23. ciao,
    sono Alessandro, uno dei redattori del blog di Piombino.
    Vorrei chiarire che per quel che mi riguarda non si tratta di lavoro. Noi nel limite minimo dei 12 post mensili non ci siamo mai stati ma teniamo un passo abbastanza costante e una qualita’ media dei post piuttosto alta, cosa che, tramite l’interazione con Facebook, altre realta’ locali, filiazioni dell’Amministrazione (come il Centro Giovani) ed associazioni e’ piu’ che sufficiente a dare al blog la visibilita’ di cui necessita. E’ vero, stare dentro a un network aiuta, ma tenere un ritmo appena decente e’ la chiave per far funzionare qualsiasi blog. E’ chiaro che per chi non ci conosce trovare un blog locale nei meandri di WordPress o Blogger e’ un delirio, quindi in questo caso e’ la struttura indicizzata a darci visibilita’. Indipendentemente dalla mancanza di compensi, vi assicuro che questo genere di blog e’ un mezzo eccellente per veicolare notizie a livello locale, puntualizzare problemi, pubblicizzare eventi e incrementare la consapevolezza territoriale. Abbiamo avuto commenti chilometrici e discussioni a non finire su alcune questioni prettamente locali, cosa che ci dà l’immediata percezione di quante e quali persone ci leggono; questo basta a darci soddisfazione. Nessuno di noi lo fa per tornaconto economico, ma per la voglia di esprimersi pubblicamente senza tuttavia mettersi a fare politica ne’ chiacchiere da bar.
    A me pare del tutto normale, non vedo come mai dovrei sentirmi bagongo.
    Monetizzare tutto quanto e inscenare fantascientifiche teorie del complotto su una struttura che grazie al lavoro volontario dei blogger locali fa soldi a palate mi sembra quantomeno ingenuo…
    Il fatto che alcuni di questi blog siano inchiodati e’ fisiologico; del resto non interferisce minimamente con la vivacita’ e la visibilita’ di quelli attivi. Noi promuoviamo ogni post anche tramite altri network, e la reazione a catena fa il resto. La discussione c’e’ sempre, la partecipazione idem. Poi si viene a sapere che l’Amministrazione ci legge, o che certi soggetti di cui abbiamo discusso parlano dei nostri post anche al di fuori della rete (come riportatoci di persona, o per aver captato involontariamente i commenti di persone che discutono in pubblico) ed e’ la riprova evidente del fatto che il blog giri, insomma.
    Per me va bene così. Sara’ mica uno sfogo, il vostro? :-)

  24. a.g. Says:

    “vostro” di chi scusa? :) Vorrei precisare che il termine “bagonghi” nel titolo, riferito a chi gestisce il blog della catena, era un termine affettuoso, so benissimo quanta gente ci mette entusiasmo e lavoro “gratis et amore dei” (l’ho fatto anche io per altre situazioni). La critica semmai era rivolta a chi queste cose le organizza senza riconoscere nulla a chi ci mette tanto lavoro e impegno.

    Come ho detto l’idea di base non è male ma, secondo me, così com’è impostata ora rischia di non decollare come probabilmente meriterebbe


  25. Buongiorno, mi chiamo Alessandra e sono il sindaco virtuale del blog di Cremona.
    Vorrei innanzitutto dire che non mi sento una “bagonghi” perchè impegno volontariamente il mio tempo in un progetto che mi piace e mi stimola.
    Entrare in blogolandia è una scelta personale e chi decide di partecipare sa, fin dall’inizio, che non vi è nessun tipo di retribuzione e non penso quindi che i soldi debbano necessariamente essere una spinta, una motivazione o un interesse ad andare avanti.
    La motivazione a scrivere e a tenere attivo il blog arriva da altre cose, ad esempio la voglia di far conoscere il proprio territorio da una voce diversa da quella dei giornali locali che, stringi stringi, parlano sempre delle stesse cose.
    E’ vero che ci sono dei blog inattivi, ma si può notare che, la maggior parte, sono “morti” subito ovvero dopo pochi post. Questo dal mio punto di vista non significa un calo di motivazione (troppo presto perchè lo sia) ma magari un rendersi conto di non essere completamente nelle condizioni di portare avanti il progetto. Considerazioni che andrebbero fatte prima di partecipare certo, ma delle quali a volte ci si può rendere conto solo in un secondo momento.
    All’interno del mio blog ho inserito diversi collaboratori, qualcuno scrive altri hanno risposto con entusiasmo alla proposta ma poi non hanno mai fatto un post. Mi sono chiesta come mai. Perchè una persona decide di entrate a far parte del ns. gruppo e poi non pubblica un articolo? Le risposte sono semplici: scrivere non è una cosa che riesce bene a tutti, c’è chi prova a farlo, che vorrebbe farlo, ma all’atto pratico capisce che non ottiene un buon risultato, che non gli piace; inoltre fare un post richiede anche il tempo di cercare le informazioni, prendere contatti con enti, istituzioni e alcuni hanno preso coscienza del fatto che è più “impegnativo” di quello che credevano o del tempo che pensavano di mettere a disposizione. In fin dei conti quanti blog singoli sono pubblicati in rete e non vengono aggiornati da tempo! Per cui…
    Una sorta di profitto potrebbe anche essere controproducente nel senso che alcuni blogger, con il solo intento di guadagnare, arriverebbero si a scrivere ma tanto per, sfornando articoli poveri di contenuto o “poco reali”.
    Ovvio che i soldi fanno comodo a tutti, ma personalmente scrivo per blogolandia perchè mi piace e di guadagnare soldi non mi interessa nulla. Non è che per caso c’è un po’ di invidia nei ns. confronti? ;-)

  26. a.g. Says:

    invidia alessandra? E perché mai? :) Curo questo blog da alcuni anni e come vedi non c’è neppure uno straccio di pubblicità :) A dir la verità l’idea di blogolandia di primo acchito mi era piaciuta e mi piace tuttora, solo che poi sono andato a vedere le condizioni e mi sono detto “ecco siamo alle solite…”

    Può anche darsi benissimo che mi sbagli, e tutti i “sindaci” sono letteralmente entusiasti… Ma se ci sono tanti blog morti e pochi interventi, forse qualcosa da aggiustare c’è non credi?

  27. Mauro Meazza Says:

    Vero. Molte delle considerazioni fatte nell’articolo impostano problemi reali. Sui quali forse sarebbe il caso di confrontarsi un pochino di più.

    Ma la questione è assai più complessa di quel che potrebbe sembrare. Perchè, ad esempio, per pagare qualcuno forse occorrerebbe anche mettere in campo una sorta di ufficio di selezione del personale. Tutti sanno fare tutto?

    Le regole iniziali erano spaventosamente semplici e chiare. Bastava la buona volontà. La disponibilità. Perfetti sconosciuti (come il sottoscritto) si dichiaravano ed il fidanzamento era cosa fatta. Automaticamente.

    Nel tempo il progetto è cresciuto. Nel senso che è diventato qualcosa di importante. Di ampio. Quante persone (come autori e come lettori) coinvolge ora tutta Blogolandia? In questo senso forse occorrerebbe ripensare una serie di scelte, che avrebbero bisogno di una revisione. Ma mi pare rientri giustamente in una fase di crescita, che deve essere accompagnata da qualche modifica. Rudy ci ha già detto che sta lavorando a tale ristrutturazione. Staremo a vedere.

    Un ultimo pensierino sui commenti. Lo apro e lo chiudo velocissimamente, perchè davvero non finiremmo più di tirar fuori idee. Per quanto mi riguarda, e per i segnali (virtuali e non) che ricevo, il basso numero di commenti lo spiego col fatto che è enormemente cambiato il rapporto tra l’internauta ed i blog-s.

    Prima era sopratutto un rapporto quasi intimo, personalistico. Di amicizia. Di favore. Io commento il tuo e tu commenti il mio. Ci sosteniamo a vicenda. E poi i blog erano più diari personali che altro.

    Ora invece, e Blogolandia ne è una riprova evidentissima, i blog sono davvero considerati canali informativi a tutti gli effetti. Un po’ come il quotidiano: io l’ho sempre letto, e più di uno al giorno, ma non ho MAI scritto una lettera al direttore.

    Ecco. A me pare che anche questi blog, pur con tutte le cautele del caso, sono percepite proprio come canali informativi. Ci vado, leggo, m’informo, valuto la polemica e penso si oppure no, ma poi basta. Chiuso. Non posto un commento anche perchè, alla fine, se proprio mi devo mettere a commentare tutto, bè allora tanto varrebbe aprire un altro blog. Personale.

    E il cerchio si chiude.

    Ave atque valete

  28. a.g. Says:

    ok mauro, bene le tue osservazioni. Ma secondo me un blog senza commenti è un blog mezzo morto. Ovvero non viene sfruttato per tutto il suo potenziale. A maggior ragione se è un urban blog, che dovrebbe stimolare il confronto e il dibattito sui problemi locali.

    Io non credo che i commenti siano superflui ai canali informativi, anzi. Per esempio su l’Adige, quotidiano di trento (www.ladige.it), quasi ogni notizia è commentata più o meno vivacemente. Proprio perché blogolandia punta all’informazione dal basso, secondo me sarebbe importantissimo stimolare invece una più vasta partecipazione possibile. Se l’entusiasmo ce lo deve mettere il “sindaco”, perché non anche il lettore?

    Se blogolandia diventa l’ennesimo media unidirezionale, non farà molta strada credo.


  29. Ciao Aghost,
    qualcosa da aggiustare c’è sempre e in generale si può, anzi si deve, sempre migliorare! Sicuramente ci dobbiamo impegnare ad aumentare la partecipazione e a rianimare i blog “morti”, ma quando si è in tanti ci vuole un po’ più tempo secondo me.
    Non concordo sul “siamo alle solite” perchè chi decide di entrare SA come funziona, saremmo alle solite se ci avessero fatto delle promesse non reali.
    Scrivere per blogolandia non è un lavoro, ma una sorta di hobby, di passione; se non ne guadagni niente è quindi normale, se succederà di fare qualche soldo sarà “un di più”.

  30. a.g. Says:

    aggiungo, riguardo la remunerazione: secondo me non sarebbe necessaria una selezione stretta di chi si candida, ma una valutazione sui risultati. Se il blog è letto, ci sono post stimolanti a cui i lettori rispondono, ci siamo, altrimenti qualcosa non quadra

  31. Gianluca Says:

    “Se il blog è letto, ci sono post stimolanti a cui i lettori rispondono, ci siamo, altrimenti qualcosa non quadra”.

    Giusto. Ma questo andrebbe fatto se ci fossero guadagni seri da parte di chi sta dietro al progetto. Se non viene fatto allora è palese che non ci si guadagna niente e d’altronde, di conseguenza, non ci vengono dati obblighi.

  32. paologaz Says:

    Ciao, sono sempre il sindaco di adria.blogolandia. In un tuo commento precedente scrivi “Rilevo comunque che nei blog segnalati nei commenti non interviene mai nessuno: come mai secondo voi?”, quì ti sbagli di grosso.
    Ci sono i blog recenti che hanno bisogno di un pò di tempo per essere visitati e avere commenti, per quanto riguarda gli altri non è proprio così!
    Ti butto lì un pò di numeri: 1095 post con 3888 commenti nel mio blog e se sei veramente un esperto blogger sai di certo che ci sono post che non hanno commenti perché sono solamente post informativi, mentre altri post hanno decine di commenti, tutto quì.

  33. Paolo magagnato Says:

    Ciao, mi chiamo Paolo e sono l’assessore dell’agricoltura nel blog di Castello d’Agogna. Io non è molto che sono in rete ma posso dirti che blogolandia mi sta dando una opportunità meravigliosa, considerato che io di compiuter non ne sapevo niente .A me del fattore monetario non mi interessa , evidentemente tu fai parte di quella categoria che senza soldi non ti esponi, ricorda che esistono anche quelli che lo fanno senza riscontro economico e non per quello sono dei bagonghi come ci definisci tu .

  34. a.g. Says:

    bene paologaz, sono contento, vuol dire che tieni un blog che funziona!

    @magagnato: bene anche per te allora. Riguardo all’accusa “tu fai parte di quella categoria che senza soldi non ti esponi”, rispondo che col mio blog, che tengo da circa due anni, con numero di visite non disprezzabile, non ci ricavo una lira perché non mi interessa. A differenza di molti altri blogger, nel mio non troverai la minima traccia di pubblicità. Quindi direi che la tua accusa sbaglia il bersaglio :)


  35. Beh, diciamo che i commenti a questo post non mancano di sicuro ;-)

  36. giuseppe Says:

    Roseto degli Abruzzi: visite totali 1701 da quando ho scritto il primo articolo sul blog. Pochissime ma reali (da quando ho scoperto che anche io venivo contato ho smesso di accedere al blog…). Una impennata nel periodo, tragico, del terremoto, poi lo standard basso. Non scrivo molto per mancanza di tempo o di voglia.
    Scrivere su un blog è solo la manifestazione del proprio pensiero, la voglia di comunicarlo agli altri. Il più delle volte non è indispensabile che altri lo leggano – anche se potrebbe farci piacere. E’ una sorta di sfogo: avere avuto il coraggio di scrivere ciò che si pensa – o ciò che si desidera – può essere per molti un compenso sufficiente. Lo scrittore, come tutti coloro che lasciano una traccia, ha il grande privileggio di superare il tempo, così come il radioamatore o il moderno chatter supera lo spazio. Comodamente seduto. E ti pare poco.

  37. giuseppe Says:

    PS: secondo wikipedia:
    Bagonghi è lo pseudonimo assunto generalmente dai nani che lavorano nei circhi, nelle fiere e nei baracconi. L’origine del nome è incerta. Tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900 risulterebbero aver lavorato nani con questo pseudonimo nei circhi Guillaume, Gatti & Manetti e Barnum. Più recentemente, alcuni Bagonghi celebri in Italia sono stati Giuseppe Bignoli e, in seguito, Checco Medori al circo Togni e Filippo Ruffa nei circhi Orfei e Umberto Salvatore in diversi circhi.

    Nel linguaggio colloquiale bagonghi può essere usato come epiteto scherzoso (quantomeno nelle intenzioni di chi lo pronuncia) nei confronti di una persona di statura bassa.

    Beh!, non mi sento un bagongo. Neanche per scherzo! E non per una discriminante sul mio aspetto fisico (anche se sono bellissimo!!!), ma perchè non ci “azzecca” niente. Ah!, la comunicazione che arte difficile… vero a.g.?


  38. Ciao ancora Aghost,
    penso che anche Blogolandia sia il bersaglio sbagliato! Ci comunichi che gestisci il tuo blog da circa 2 anni e che “non ci ricavi una lira perchè non ti interessa”. Allora perchè i soldi dovrebbero interessare proprio a noi?
    Noi facciamo la stessa cosa che fai tu e magari siamo spinti dalle tue stesse motivazioni, l’unica differenza è che siamo riuniti in un network

  39. luca mancino Says:

    ciao a tutti mi chiamo Luca Mancino e sono un blogger di Blogolandia!tengo a precisare che lavoro gratis ela cosa non mi impaurisce per niente.
    Grazie a Blogolandia la mia visibilita in rete è aumentata così tanto che il giornale di desio mi ha assunto come giornalista presso la propria redazione.
    Io credo che ciò che hai scritto ti ha dato tanta visibilità,quella visibilità che cercavi da tempo e che non riuscivi ad avere.
    Adesso ce l’hai fatta.Bravo


  40. Grande Luca! :-D

  41. Paolo magagnato Says:

    Devo farti i complimenti , sei riuscito con una semplice parola ( bagonghi),ad avere il tuo blog pieno di gente che ti scrive . Evidentemente in due anni che hai il blog ,non sei mai riuscito ad avere tutto questo traffico .Sei proprio un fenomeno …

  42. a.g. Says:

    paolo e luca mi spiace ma devo deludervi, il trend delle visite è piuttosto costante :)

  43. Luca Rosso Says:

    Se posso prendere le difese di questo blog, il tema trattato si è ripresentato più volte in passato. Credo che ognuno sia libero di esporre il proprio pensiero, anche i commentatori sia ovvio, liberi di far cambiare idea. Personalmente mi piacciono i modi costruttivi :-)

  44. Luca Rosso Says:

    Personalmente non sono d’accordo che pagando la qualità migliori… penso a certi giornali che si curano solo di vendere. La passione è tutta una altra cosa. :-)


  45. Credo tu abbia assolutamente ragione!
    Penso che un blog serva esclusivamente a porre delle domande: il dare delle risposte non fa parte delle nostre priorità ;-)

  46. Barbara Says:

    Due cose.
    “Evidentemente” – se allo stato attuale il progetto Blogolandia può contare oltre 500 blogger che scrivono senza percepire compenso – c’è qualcosa che va al di là del mero denaro. Ci può essere una passione che si coltiva fin da piccoli (curo assieme al “capo dei bagonghi” Rudy Bandiera il blog di Ferrara), e vedere che senza cercarli uffici stampa comunali, dell’azienda sanitaria locale etc. ti inviano comunicati, ce nel tempo aumentano utenti e numero di pagine lette etc. evidentemente qualcosa di buono hai seminato… nella vita non si sa mai!
    Seconda cosa. L’aggregazione di più blog rispetto ad uno “personale” fa sì che aumentino le probabilità di avere contatti di un certo livello, sia numericamente che dal punto di vista qualitativo. Infatti, se ti permettevi di giudicare senza conoscere un blog “singolo”, mica godevi di questo momento di celebrità e di tutte queste attenzioni
    ;-)

  47. a.g. Says:

    certo barbara, più che giusto :) Magari ci rivedremo tra un anno e faremo un nuovo punto della situazione ok? :)


  48. Caro Aghost…
    stò sistema di erigersi a giudice supremo non ho capito a cosa ti sia dovuto, e non ho capito neanche con quale meccanismo l’animo umano si pieghi immediatamente a dartene…
    Nelle vesti di San Giuda Taddeo (protettore delle cause perse) ti trovo, oltre tutto, anche un po’ noioso e banale, ma leggendo i tuoi post mi rendo conto che il tuo stile non è mai propositivo, solo lamentoso e citicone. Non è il mio, quindi con me non attaca.
    Forse è per questo che non ho molti commenti?
    “…sono-solo-fatti-miei…” ;-))))

    Da Ascoli Piceno Flaviakappa


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