Battaglie perse

giugno 30, 2009

Steven Vromman, cittadino belga di 48 anni, ha deciso di vivere con una impronta ecologica bassissima, mantenendo comunque una buona qualità della vita.

«Sulla terra ci sono sei miliardi settecentomila abitanti, dividendo il pianeta per ogni singolo individuo, la quantità di terra a disposizione di ognuno è di 1,6 ettari. Se tutti vivessero come i cittadini del mondo occidentale, come i belgi con una media di 5,1 ettari, ci vorrebbero tre pianeti!».  Steven aveva già una coscienza ambientalista e non possedeva un automobile: il suo impatto ambientale era di 3,5 ettari. Non è andato a vivere nella foresta come un eremita ma è rimasto a casa sua, a Gent, ricca città delle Fiandre a 56 km da Bruxelles. Ha deciso di modificare le sue abitudini quotidiane e ha apportato innovazioni “verdi” alla sua abitazione.

Per alimentare il suo computer, utilizza l’energia generata pedalando su una bicicletta da passeggio collegata con un generatore di corrente e una batteria. Con venti minuti di pedalate ha elettricità per utilizzare 1 ora il computer. Ha scelto un computer portatile perché consuma meno di un normale computer da scrivania. Ha un lettore mp3 che funziona a manovella con una dinamo. Ha sostituito tutte le vecchie lampadine di casa con quelle ecologiche, ha messo uno strato di carta velina trasparente sui vetri delle finestre ottenendo così lo stesso effetto delle finestre a doppio vetro. Trattenere il calore è fondamentale per consumare minore quantità energia possibile. La temperatura in casa è di 18 gradi. Tra i termosifoni e il muro c’è uno strato di alluminio, così il calore non si disperde sulla parete, ma è reindirizzato nell’ambiente casalingo. Il pavimento è isolato tramite un soppalco di 10 centimetri fatto di sughero – «È un ottimo materiale isolante ed è naturale» – dice Steven Vrommer che ha eliminato da casa la televisione, il ferro da stiro, il bollitore e il forno a microonde. I giornali non li compra, li consulta in biblioteca.

Steven ha fuori dalla sua casa a piano terra una cisterna nella quale raccoglie acqua piovana che utilizza per il bagno. L’acqua corrente del rubinetto serve solo per bere, cucinare e lavare i piatti. Bagnoschiuma e shampoo sono banditi, preferisce una tradizionalissima saponetta. Si rade con lamette usa e getta e schiuma da barba. D’estate l’impianto di riscaldamento dell’acqua rimane spento e, se serve, scalda l’acqua sul fornello a gas. Il consumo di acqua è enormemente basso: 15 litri al giorno contro i 120 litri consumati generalmente procapite. Per il cibo compra solo prodotti locali, spesso dalle fattorie, il latte per esempio. «Se compri alimenti che vengono da paesi lontani c’è il consumo di energia per il trasporto con navi e aerei». Acquista cibo non confezionato: prezzo basso e assenza di produzione di rifiuti. Nel salotto ha varie piante e coltiva pomodori e insalate. È vegetariano – infatti con la carne si produce un alto tasso di emissioni di CO2 – ma non vegano. «Ho tentato, ma con i miei due figli, è difficile».

Compra solo indumenti di seconda mano, unica eccezione le scarpe da jogging: «Mi piace andare a correre e le scarpe usate non sarebbero comode». «La mia vita costa il 20% in meno rispetto a prima». In un mese Steven produce 1 kg di immondizia generica. Il suo recipiente per le lattine e contenitori vari è lì da un anno senza mai essere stato svuotato, non ancora riempito per i suoi 500 grammi di capacità. In un anno e 1 mese è arrivato ad avere un’impronta ecologica di 1,9 ettari. Il suo traguardo di 1,6 sarà raggiunto quando a breve,  in accordo con il proprietario di casa, isolerà  anche il tetto. Il suo stile di vita vuole essere un esempio per tutti i cittadini, per questo ha rifiutato la candidatura alle prossime elezioni europee nel partito dei Verdi. «Non è difficile vivere in armonia con il pianeta, dobbiamo, però, tenere sempre in mente che ne abbiamo uno. Dobbiamo solo cambiare un po’ il nostro modo di pensare».

Tutto bello, in teoria, ma la vita “low impact” di Steven Vromman descritta dal Corriere a me pare una vita d’inferno. Tra l’altro impraticabile a gran parte delle persone. Provate a vivere senza automobile, tanto per dire, o andate a comprare il latte nelle fattorie (quali?), magari abitando a Milano o Roma. E’ quel genere di battaglie perse che a volte qualcuno, come Steven Vromman, persegue stolidamente nell’illusione di poter cambiare qualcosa.

E’ vero che spesso si possono seguire alcuni comportamenti virtuosi che limitino gli sprechi più evidenti, ma se non si cambiano le cose a livello di “sistema”, sono battaglie inutili e velleitarie. Sarà anche che io sono poco paziente, ma già mi innervosico quando non trovo la campana dei rifiuti dove dovrebbe essere (si perché dove abito io le spostano a tradimento), oppure quando devo prendere l’auto e fare svariati chilometri per andare a portare i miei rifiuti al centro di  raccolta differenziata. Ma ha senso costringere i cittadini a portare a spasso i rifiuti con l’automobile, e quindi a consumare e inquinare ulteriormente? Piccolo esempio: nel mio piccolo orto potrei fare il compostaggio. Ma la società municipalizzata Spa che gestisce i rifiuti mi “premia” con ben 5 euro l’anno di sconto sulla tassa per i rifiuti. Avete capito bene, 5 euro l’anno!

Altro esempio, notizia di ieri: la UE ha stabilito che i caricabatterie dei telefoni cellulari dovranno essere di un unico tipo. Bravi, e ci voleva tanto? Certo potevamo ricaricare il telefono con la manovella con la dinamo come fa Steven Vromman, ma ha senso? Ha senso che uno metta le lampadine ecologiche in casa e poi fuori, in strada, ci sono insegne luminose di tutti i tipi che funzionano giorno e notte?

La logica di imporre delle regole ai costuttori di telefonini dovrebbe essere applicata a tutti i settori che comportanto consumi di massa come per l’energia elettrica, l’acqua, l’industria di qualsiasi tipo. Pretendere che sia il singolo cittadino di buona volontà ad adottare comportamenti virtuosi ed ecologici è assurdo.

7 Responses to “Battaglie perse”


  1. […] Vromman, cittadino belga di 48 anni, ha deciso di vivere con una impronta ecologica bassissi Leggi l’articolo completo… Category: ambiente | | « Biomasse: in corso la conferenza europea ad […]

  2. picchiatello Says:

    Io, in materia di rifiuti, devo ancora capire come fanno a riciclare il tetrapack….l’oggetto piu’ irriciclabile al mondo dopo l’amianto….

  3. a.g. Says:

    sono convinto che la lotta ai rifiuti debba inziziare con precisi obblighi all’industria. Tanti i costi li paghiamo comunque noi, tanto vale cominciare.

  4. Luca Rosso Says:

    Io pagherei l’università per fare R&S e snellire gli imballaggi per legge secondo buon senso e migliorare il ciclo produttivo e di smaltimento. magari ne verrebbero fuori pure dei brevetti.

  5. mfp Says:

    Aghost, come gia’ accaduto altre volte non mi trovi d’accordo… questa volta fortemente in disaccordo… non te la prendere, ma l’hai sparata grossa.

    “persegue stolidamente nell’illusione di poter cambiare qualcosa.”

    Come credi che si arrivi ai cambiamenti sistemici che invochi (e io con te, lo sai)? Ogni singolo individuo che fa come Vrommann. E’ l’unico modo. Tu, tu in prima persona… no Gli Altri, quelli de Il Sistema (e tu che sei? Un marziano? Dove vivi? Non vivi nel sistema? Magari ti sei defilato sulle Alpi, ma sempre Nel Sistema vivi). Aghost, ti stai mica prendendo per i fondelli? E’ la seconda volta che ti leggo scrivere cose del genere… come quella volta con i ricevitori del dtt… “oltre a fare man bassa di soldi pubblici con questa storia hanno inculato mia madre”, e il giorno dopo che fai? Vai a comprare 2 ricevitori… ti senti bene? Questa e’ schizofrenia. Senti, io comprendo bene che discutere e’ inutile… anche perche’ con tutte le differenze di questo mondo mi pare di capire che cmq diamo un valore alle stesse cose; e alla fine ci ritroviamo sempre noi due poveri stronzi a discutere lasciando ancora piu’ spazio invece a quelli che non ponendosi questi problemi vanno dritti dritti a quello che vogliono. Pero’ e’ proprio qui il punto: non esiste alcunche’ che permetta agli uomini di convivere sotto la pressione della sovrappopolazione… nessun sistema di governo scala in dimensione e nel tempo, se non c’e’ quella disciplina individuale, intima, propria, non imposta, non per legge, ma propria. Ariascoltati Greenspan, il commissario gli chiede “dove pensa di aver sbagliato?”, “ho sbagliato a pensare che i consiglieri di amministrazione avrebbero tutelato i propri azionisti” … “ho scoperto un baco nel sistema che ero convinto essere come funziona il mondo”… e cioe’ non c’e’ sistema. Al momento non c’e’. Ci sono soltanto gli inevitabili rimasugli di un qualcosa che non funziona e che ben prima di Greenspan milioni di persone hanno cercato di dire che non funzionava… prendendo – tra l’altro – un bel po’ di botte. E perche’? Perche’ tra mercanti nel tempio e piazzisti in tv, non c’e’ la cultura dell’autoregolazione… non dico tanto… basterebbe gia’ rispettare l’idea di non gravare i figli dei propri errori… di non tradire i piu’ giovani per non mettere a repentaglio la propria specie. In fin dei conti e’ questo che fa orrore della pedofilia… non e’ l’atto sessuale… l’atto sessuale e’ una pratica antica perfino incoraggiata o addirittura obbligatoria (es: spartiati, uomini e donne). E’ il tradimento la cosa insostenibile.

    E’ proprio la spinta di milioni di persone che SINGOLARMENTE chiedono prodotti sani, poco imballati, locali, etc. che sta dettando un cambiamento. Cambiamento che non e’ sacrificio… lo e’ ora perche’ sei costretto a fare km per trovare un distributore di latte o un posto dove scaricare la differenziata… o perche’ gli amministratori locali non sono in grado di gestire la raccolta differenziata… sono inetti… con la differenziata, senza toccare i processi produttivi, si puo’ arrivare al 75% del riciclio; per andare oltre bisogna necessariamente intervenire sui processi produttivi; ma cazzo… al 75% ci possiamo arrivare. Li’ al nord un’azienda ha fatto un impianto 99% dove perfino le plastiche non riciclabili trovano nuova vita come materiali antisismici da costruzione (e perfino con meno cemento dentro!).
    Questa del “sono solo e piccolo” e’ solo un alibi per continuare a lamentarsi se qualcosa non e’ comodo, senza avere l’onere di fare. Verderti prendere per il culo un coraggioso belga, a causa delle sue scelte oggi idiosincratiche ma che sono un autentico gesto di generosita’ anche nei tuoi confronti… e’ brutto. Fattelo dire.

  6. a.g. Says:

    va bene mfp, accetto le critiche. Non c’è nulla di male ad essere in disaccordo. Tuttavia resto della mia idea. O meglio, riconosco che hai ragione in parte: e ti faccio ancora l’esempio del caricabatterie dei cellulari. Cosa può fare il singolo? Niente. E infatti per decenni ci siamo ciucciati un caricabatterie per ogni telefono.

    Dovemmo fare tutti come Vromman e caricare il cellulare con la manovella con la dinamo? Andiamo, è ridicolo. Però è bastata UNA LEGGE di buon senso (ogni tanto ne fanno una) ed il problema è stato risolto alla radice. E’ cosi difficile? Pare di sì, però vedi come sarebbe semplice, fai una legge e cambi un processo industriale. Io lo ammetto, sono un pigro: non “prendo per il culo” gente come Vromman, ma cerco di essere realista, e non ho lo spirito del martire.

    L’altro esempio sui decoder: anche in questo caso cosa dovrebbe o potrebbe fare il singolo? Può protestare, ma fine. Nel momento in cui spengono per legge le trasmissioni analogiche, sei fregato. Tu potresti dire: non guardare la tv. Bravo, ma dillo a mia madre, o a tante altre persone che, per varie ragioni, non possono permettersi altri svaghi…

    Il singolo cittadino può influire solo in minima parte coi suoi comportamenti virtuosi. E proprio tu, che hai fatto le tue battaglie sul wifi, dovresti saperlo bene.

    Gente come Vromman è ammirevole, ma non possiamo pretendere che tutti facciano come lui, perché è impossibile. Di Enrico Toti ne abbiamo avuto uno solo :). L’esempio è certamente importante ma non puoi pretendere dalla gente comune comportamenti eroici. E’ già faticoso arrivare alla fine del mese, se dici a un pendolare che si fa 2 ore di treno per andare a lavorare di andare a comprare il latte nelle fattorie, questo ti piglia a sassate.

    Grazie comunque per lo scambio di idee :)

  7. mfp Says:

    Aghost, qui nessuno si deve martirizzare, non ce n’e’ bisogno. Ne’ ora, ne’ mai. I tizi che si danno fuoco per un ideale sono assolutamente utili, per carita’… oddio, oggi come oggi non credo facciano l’effetto che facevano fino a 20 anni fa… pero’ non sono necessari. E non e’ nemmeno possibile chiedere al pendolare del tuo esempio… pero’ per esempio puo’ farlo chi ne ha il tempo… o ancora meglio puo’ organizzare la distribuzione locale del latte della fattoria locale, anche e soprattutto alle signore di una certa eta’ ed al pendolare che si fa 2 ore di treno al giorno. Il latte di fattoria costa 20-50 centesimi al litro, il latte della centrale costa 2 euro… se usi l’ICT (ie: costo marginale tendente a zero, contro i costi crescenti esponenzialmente delle organizzazioni produttive standard) il margine c’e’ per lavorarci su. Li’ da te poi c’e’ gente piu’ seria che qui a Roma… e sensibile alla natura… ci vive dentro, gli da’ tutto, non credo sia difficile trovare acquirenti per il latte sano. Soprattutto tra le famiglie con bambini… sai che il latte vaccino della centrale sembra essere il principale responsabile dell’aumento dei diabeti infantili?
    E ancora: compra un solo decoder per tua mamma! Tu che sei grande, grosso, e passeggiatore… gustati la rete e falla finita di incazzarti davanti alla tv! Vivi meglio! L’altro giorno mi sono guardato shakespeare di Carmelo Bene… cazzo che artista… suore con le tette di fuori… negli anni 60 (?)… e dei testi molto originali che seppur diversi dal testo originale, ricalcano perfettamente le idee e le emozioni dell’originale. Ed era in rete… in TV ci trovi solo quelle 4 mignotte e quei 4 leccaculo… vuoi mettere? E tu lo sai, per questo mi son permesso di farti notare la cosa dei decoder. E’ che sei stato pigro…
    E ancora: caricabatteria universale… non solo per i cellulari… i dispositivi (router, cellulari, macchine fotografiche, hard disk, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta) vanno tutti a 1-3-5-9-12 volt… elettronicamente e’ possibile selezionare la tensione di uscita misurando i carichi in corrente… te lo dico perche’ nel 2000 ho progettato una bozza di caricabatteria universale, ma non sapevo fare il dimensionamento dei componenti, cosi’ l’ho passato ad un ing. elettronico che mi dava ripetizioni di calcolo numerico… ma non ha creduto nella cosa e si e’ arenato il tutto. Insomma, non e’ difficile costruire una scatoletta senza nemmeno un bottone (easy), con un led rosso/verde, e una scorta di connettori per ogni gusto (io ne ho uno universale usb… da anni). Perfino i computer internamente vanno a quelle tensioni… e l’alimentatore a cui tu attacchi la 220v e’ un ENORME punto di sperpero elettrico sia perche’ almeno il 20% di energia si perde (i migliori rendono l’80%, ma il grosso di quelli in circolazione rende al max il 60%, il resto si perde in calore che tra l’altro diventa un problema ulteriore all’interno del case) ma anche perche’ e’ estremamente stupido dover convertire le tensioni 200 volte… ogni conversione e’ un punto di spreco di energia estremamente pregiata (l’elettricita’ e’ una forma ordinata di energia, che puo’ essere facilmente convertita in altro… il calore e’ sempre energia, ma meno pregiata). Allora se la corrente venisse prodotta in locale direttamente a 12volt… capisci bene che non convertendo, non viaggiando (la rete elettrica, proprio i cavi per aria, disperde tantissimo! L’elettricita’ viaggia a 20.000v proprio per diminuire il diametro dei cavi e con esso anche la dispersione)… PRATICAMENTE non so quali sono gli ostacoli da superare (probabilmente gli impianti domestici dovrebbero essere adeguati, e questo e’ un ostacolo enorme). Pero’ capisci bene che c’e’ tantissimo spazio per reinventare cio’ che abbiamo… non bisogna per forza finire a manovella (che comunque non e’ male come si pensa; io quando vado in campeggio uso una torcia elettrica a manovella che ha incorporato anche il caricabatteria unviersale per cellulari… roba cinese comprata ad un megastore sportivo… ma funziona da dio anche come ninna nanna! La sera trombatina, e poi tra-tra-tra-tra-tra-tra-tra… giri la manovella fino a che decidi che stai crollando di sonno!). E senza diventare eroici… hai 150 euro per un router da metterti sul tetto? Vengo io in persona a montartelo. Al momento non e’ utile perche’ non hai nessuno intorno, pero’ intanto ci attacchiamo la tua adsl e ci illuminiamo l’area… alla mia rete locale, su 15, 2 persone si sono collegate perche’ hanno visto il segnale… passo dopo passo Aghost, e senza fare gli eroi (che tra l’altro sono utili all’inizio ma poi rischiano di diventare peggio dei dittatori precedenti, guarda Fidel!)… Roma non e’ stata costruita in un giorno.


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