Pugno di ferro anche coi ciclisti

luglio 3, 2009

Nell’agghiacciante legge sulla sicurezza del governo Berlusconi capita di scoprire “perle” che hanno dell’incredibile, come la trovata di togliere i punti della patente anche ai ciclisti.

La novità  è che chi compie infrazioni al codice della strada pedalando in bicicletta potrà vedersi decurati i punti sulla patente. Al che nasce immediatamente la domanda: e chi la patente non ce l’ha? E anche fosse, ma che c’entra? E a questo punto, perché non levare i punti della patente anche ai pedoni, per esempio a quelli che non attraversano sulle strisce?

Sembra inconcepibile che qualcuno abbia potuto immaginare, e scrivere, una norma così demenziale, in un delirante furore burocratico-legislativo che mette assieme immigrati clandestini, scafisti, badanti  e ciclisti. Cosa abbia a che fare questo con la sicurezza, quella seria, resta tutto da capire.

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6 Responses to “Pugno di ferro anche coi ciclisti”

  1. Ignorante Says:

    Purtroppo io mi trovo d’accordo. Non sulla patente ma una multa stratosferica sarebbe più utile
    Di domenica ho paura ad uscire con la macchina per non dare un colpetto a flotte di ciclisti che vanno talvolta a velocità ridicole e traballando pericolosa mente a destra e a sinistra sfiniti…. tant’è che a volte temo di ritrovarmene qualcuno sotto le ruote.
    Lo so che i tanti cicloamatori si lamenteranno ma veramente la situazione va regolata.
    P.S. E io sono di sinistra convinto con un odio innato per lo psiconano!

  2. Luca Rosso Says:

    Io lascerei a casa l’auto per giare a bici o a piedi. I vecchi che traballano o a cui dobbiamo parecchio hanno tutto il diritto di viaggiare in bici eccetera. In macchina non ho mai avuto problemi eppure guido parecchio. Anche la Santa Domenica. Mai avuto un problema. Secondo me per non pensare a certe cose ci costringono a pensare ad altro. Dite voi…

  3. Stella Says:

    Mia nonna diceva: “Le inventano anche col didietro!”

  4. Medusa Says:

    Vivendo a Ferrara, città nominata “delle biciclette” io comprendo benissimo il motivo di questa norma.
    Mai quanto nella mia città se ne sentiva il bisogno, i ciclisti fanno letteralmente quello che vogliono senza nessun rispetto per il codice stradale, e qualche volta purtroppo ci scappa il morto, cosa che non dovrebbe accadere.

    Regolamentare i ciclisti non è una brutta idea, soprattutto in posti come la mia città dove l’uso di questo mezzo è più che incentivato.
    Vi passo un link tanto per farvene un’idea ^_^

    http://criticalmasslegnano.wordpress.com/2006/11/23/ferrara-citta-delle-biciclette/

  5. a.g. Says:

    medusa, io non conosco la situazione a Ferrara e quindi non posso dire. Ti posso dire però quello della mia città, Trento, che è penosa. In città non esistono piste ciclabili degne di questo nome, ci sono solo dei “monconi” qua e là, di poche centinaia di metri.

    Io sono uno di quelli che in bici va assolutamente, dove possibile, sul marciapiede. Perché andare sulla strada signfica rischiare letteralmente la vita. Il risultato è che pochi ardimentosi continuano a usare la bici invece che l’auto, tra le ire dei vigili e talvolta dei pedoni. Meglio un “va’ in mona!” lanciato dal pedone sfiorato perchè va in giro come un ubriaco, o la multa del pizzardone, piuttosto che mesi di ospedale perché ti hanno arrotato.

    A me pare che manchi “la cultura della bici”, a partire dalle nostre amministrazioni, in cui non si concepisce l’uso della bici come alternativo all’auto.

    Ho viaggiato a lungo in Scandinavia, lì tutti vanno in bici e non c’è nessun problema: nelle città ci sono percorsi protetti, con semafori dove necessario, nessuno si fa male e si possono girare le città pedalando tranquillamente, senza quella angosciosa sensazione che si ha invece qui da noi, dove ogni metro pedalato tra mille insidie potrebbe essere l’ultimo.

  6. Giorgio Zanutta Says:

    A chi patente non ha suppongo gli tolgano la sella o il manubrio!
    A mè sembra che una sanzione basti, se è il caso, perchè la bici la usi per la libertà e mobilità che ti può dare, se poi si mettono ad obbligarti ad andare comunque in macchina bè è un controsenso!
    E certe regole pur utili ed indispensabili è evidente che non possono rendere gli uomini come automi, per cui è indispensabile una certa elasticità cosa naturale per la ns convivenza sociale.


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