Tutti i direttori

agosto 6, 2009

Sul caso Guzzanti non mi pronuncio, avendo il personaggio una credibilità non proprio cristallina (vedi quando militava con Berlusconi ed era presidente della famigerata commissione Mitrokhin), ma quanto egli scrive sul suo blog, se fosse vero, è piuttosto inquietante. Non tanto sulle vicende del “gran porco”, ormai tristemente note, ma sul ruolo dell’informazione nel nostro paese.

Dice infatti il Nostro: “Un famoso direttore ha mostrato e fatto leggere a un numero imprecisato di persone (deputati e deputate di Forza Italia per lo più) i verbali che tutti i direttori di giornale hanno, ma che avrebbero deciso di non usare su sollecitazione del Presidente Napolitano”.

Napolitano ha smentito, e va bene, ma i direttori? Secondo Guzzanti tutti i direttori dei più importanti giornali italiani hanno i verbali ma nessuno li ha pubblicati.

Io so solo questo, negli Usa una cosa del genere non sarebbe mai potuta accadere. E un Berlusconi americano sarebbe stato mandato a casa a calci nel sedere, e da un bel po’ di tempo.

44 Responses to “Tutti i direttori”

  1. arwenh Says:

    mi chiedo perche’ non le pubblica su internet… che faccia un video e lo metta su youtube, lo possiamo linkare a migliaia.

    forse non lo fa.. perche’ aspetta di mettere il contenuto dei verbali in uno dei libri che sta per pubblicare..

  2. picchiatello Says:

    Una gran parte del nostro paese ( sopratutto la parte maschile) si immedesima nel soggetto e per dirla tutta una gran parte dell’econonomia del nostro paese si basa su questi “scambi” sessuali per andare avanti…..
    Se domani venissero fuori i nomi altro che Lehman Brothers…..crollerebbe subito la borsa italiana poi ad effetto donino tutti i titoli anche pubblici….

  3. Luca Rosso Says:

    Secondo me, a forza di fare favori in giro finisce che ti dimentichi di qualcuno, fai uno sgarro di troppo e la vendetta sarà servita fredda. Quella è gente che non scherza, non dimentica. Come disse Napoleone, dagli amici mi difenda Iddio, dai nemici mi difendo io!! Buon lavoro ;-)


  4. Il problema è proprio la credibilità di Guzzanti, il fatto che scriva continuamente di essere l’unico italiano ad esser sceso dal carro del vincitore dimostra solo che era stufo di starci sopra senza guadagnarci granchè

  5. mfp Says:

    Aghost, Guzzanti e’ stato tardo a capire che il nano non ragionava in termini liberisti ma solo piazzisti (loro liberisti chiamano i piazzisti “mercanti nel tempio”)… e ora sta cercando di rimediare… in ritardo, e’ tardo di suo (le ideologie, politiche economiche sociali, abnubilano la mente e parassitano il popolo)… ma le intercettazioni a cui fa riferimento sono cosa nota e stranota in vari ambienti. Secondo te di cosa parlano giudici, cancellieri e principi del foro, quando vanno a cena e dopo aver sistemato il figlio di, e il nipote di? Io ad esempio ho letto una trascrizione (una fotocopia di quello che appariva essere un documento formale) in cui una ministra spiegava ad un’altra parlamentare come fare a farglielo addrizzare (come prenderlo in mano, come massaggiarlo, cosa fare una volta che e’ in bocca, etc). E di quello che ho letto in effetti non c’era niente da pubblicare; nel senso che bastava dire che i due onorevoli avevano avuto relazioni intime con il nano… punto (quello e’ pubblico interesse; i dettagli meccanici no). Ma certo e’ che se non fai leggere quella roba ai talebani del nano, e non la spiattelli sui giornali… tenderanno a non crederci a sufficienza da rinunciare ai loro privilegi familistici, o cmq il nano potra’ continuare a fare family day e piazzare veline in parlamento. Allora al di la’ del Tardo Guzzanti, bisognerebbe chiedersi perche’ per esempio non sono state pubblicate delle intercettazioni parziali (solo per lasciare al pubblico la facolta’ di giudicare da se: chi, cosa, e via i dettagli); e cioe’ segnarsi i nomi e i cognomi di tutti quelli che hanno contribuito alla cancellazione rapida delle intercettazioni… perche’ sono corrotti.

  6. Luca Rosso Says:

    Ma LOL!!!

    Chiedo venia, sarebbe possibile divulgare copia di come si faccia a “succhiarlo” al “premier”?

    Perdonate la mia licenziosità, ve ne prego. Anche se pure trattandosi di informazione… non vorrei mai che i bambini giocassero al premier e alla velina… magari prima di diffondere certa roba che scotta potremmo criptare sostituendo i vocaboli… poi sapete benissimo che i bambini sanno essere più tremendi dei grandi ed imparano pure in fretta. Insomma vedete voi se sia possibile.

    I bimbi ci guardano.

  7. Luca Rosso Says:

    PS: certi coloriti termini li ho presi in prestito dalla saga di “Apple Pie”. Spero conveniate si prestano sia per il succitato comportamento dei protagonisti, che per l’ambientazione frivola di chi governa e spesso di chi sta a guardare.

  8. a.g. Says:

    @mfp: ma appunto, anche io mi sono meravigliato che le intercettazioni fossero state “distrutte”. Ma da chi, e perché?

    Certo intrattenere relazioni sessuali con onorevoli (?) non è reato, ma se la poltrona è stata ottenuta con favori sessuali la cosa cambia parecchio… o no?

  9. mfp Says:

    No Luca, non si puo’. Testimonio volentieri in modo informale, ma non mangio facendo finta di fare il giornalista, ne’ mi sono mai votato al martirio; e soprattutto tutte le persone che formano il percorso fatto da quei fogli (alcune delle quali a me care) non credo si siano votate al martirio. E’ il motivo per cui tanti ne hanno parlato, ma nessuno li ha tirati fuori. Se non vuoi credere alle decine di persone che hanno affermato queste cose sono problemi tuoi… curati… perche’ o e’ paranoia atavica, o e’ curiosita’ morbosa nei Cazzi De Gli Altri (l’ho scritto maiuscolo perche’ in questo caso e’ particolarmente vero).

    ag, te lo ha detto De Magistris… qualcosa tipo “parte della magistratura e’ corrotta”. Ora, quando parla De Magistris bisogna fare attenzione ad almeno 3 cose che effettivamente traggono in inganno chi non ha confidenza con il diritto dal punto di vista tecnico. Le carriere dei magistrati sono gia’ separate dal punto di vista logico e corticalizzate nella testa dei magistrati stessi… in modo organico piuttosto che procedurale. E cioe’ se tu metti una persona a cercare il filo logico di un crimine – ie: il lavoro del PM, una delle carriere possibili per i magistrati – e gli fai ripetere quel lavoro centinaia di volte, tendera’ per sempre ad essere paranoico perche’ la mente si struttura per “cercare in reverse”… talvolta azzeccando, talvolta sbagliando… e De Magistris era un PM che credeva nella sua professione (come Di Pietro) di Cerbero della Costituzione Italiana. Pertanto tendera’ a dire che la magistratura e’ corrotta ogni volta che rilevera’ un’incongruenza tra la sua logica personale – ovvero l’insieme dei collegamenti neurali formatisi durante la sua vita – e la sua disciplina di riferimento (costituzione, c.p., c.d.p.); ricorrendo freudianamente ad espressioni del genere anche se non e’ magari propriamente cosi’ (l’altro magistrato potrebbe semplicemente aver fatto un ragionamento diverso dal suo ma sempre all’interno di quel 5% di flessibilita’ che l’impostazione rigida dei nostri codici lasciano per forza di cose al magistrato). Le altre 2 te le dico un’altra volta se no qui scrivo ‘n’artra bibbia delle mie…
    Questo per dire che quelle intercettazioni sono state cancellate per qualche motivo, ma che sia un magistrato corrotto o una procedura legittima onestamente non lo so… sono solo le mie ipotesi migliori. Come ti ho detto ad una valutazione superficiale dal mio punto di vista andavano tenute agli atti in versione parziale, pubblicate in versione parziale, e poi la versione integrale cancellata. Probabilmente pero’ le procedure giudiziarie non sono cosi’ granulari; sono piu’ grezze; anche perche’ non credo esista un discriminante unico per giudicare quale parte occorre tenere e quale parte stralciare. In ogni caso li’ quelli che non hanno fatto il loro lavoro sono stati i giornalisti; perche’ se e’ vero che un magistrato non puo’ muovere una foglia che non sia prevista da una procedura, il giornalista invece puo’ eccome.

  10. halnovemila Says:

    @mfp

    Assai condivisibile il tuo ultimo commento, tranne, dal canto mio, l’ultima affermazione che riconosce al “giornalista” un “potere” maggiore di quello del magistrato.

    Credo sarai daccordo con me nel riconoscere che LA VERITA’ è qualcosa che sfugge all’uomo.
    La Verità “umana” è solo e sempre una parte della Verità.
    Poichè è sulla base della “Verità umana” che alcuni uomini poi condannano e puniscono altri uomini, nelle società cosidette “di diritto”, si è scelto di basare le condanne sulla “Verità giuridica”.
    La “Verità giuridica” non è quella che si trae dall’osservazione di una sola testimonianza, prova, indizio, o da una sola “ricostruzione degli eventi” ma è quella a cui si giunge dopo un spesso lunghissimo percorso durante il quale vengono raccolte tutte le possibili prove, indizi, testimonianze, ricostruzioni degli eventi, e queste vengono messe a confronto e debitamente valutate… si tratta di un “processo”.
    Alla fine del “processo” si “forma” la “Verità giuridica” e solo allora, in uno Stato di Diritto, è possibile stabile se debba essere emessa o meno una condanna.
    La “Verità giornalistica”, invece, non è affatto “un processo” ma solo la pubblicazione di qualche “frammento”, di qualche “prova”, o qualche “indizio” o qualche “testimonianza”…
    nondimeno sulla base di quel QUALCOSA, di quella “Verità giornalistica” che è solo una piccola frazione della “Verità giuridica”, spesso e in via del tutto naturale, succede che scaturiscano giudizi di “condanna” che hanno “effetti reali” sul soggetto, sulla persona, ben prima che si giunga ad una qualsiasi forma di “Verità giuridica”.
    E’ questo giusto?
    Se a volte, consci del fatto che pure la Verità giuridica è fallibile, si dubita della giustezza di una condanna o di una assoluzione, non è forse inacettabile che, consci del fatto che la Verità giornalista per la sua natura parziale, discontinua e frammentaria, non vale che una briciola della Verità giuridica, si continui a “concedere” al giornalista il “potere” di creare le condizioni perchè si formino sentimenti e “pre”giudizi di condanna prima, molto prima ancora che sia possibile giungere ad alcuna “pur fallibile” Verità giuridica?.

    No ai processi in piazza.
    I “processi in piazza” fatti “a colpi” di notizie “giornalistiche”, sono la negazione dei principi di una società “di diritto” che considera “giusto” che NESSUNO possa condannare “un uomo” (chiunque esso sia, indipendentemente dalla sua statura) prima che la “Verità giuridica” sia stata formata, cioè prima della conclusione di un “regolare processo”.

    Per quanto riguarda quindi le informazioni che possono essere finalizzate a formulare un’accusa e un giudizio di condanna verso qualcuno, NON E’ GIUSTO che ai giornalisti sia concessa maggiore libertà o potere di divulgazione rispetto a quella dei magistrati dato che, oggettivamente, i giornalisti NON POSSONO giungere alla “Verità giuridica” prima e/o meglio di quanto non possano fare i magistrati.

    Se i magistrati sbagliano (ogni processo che si conclude con l’assoluzione dell’imputato SANCISCE l’errore di chi ha formulato l’accusa, foss’anche il PM)… figurarsi i giornalisti!

    La libertà di informazione non deve diventare libertà di istituire processi “in piazza”.
    I processi vanno fatti “in tribunale”…

    … e se non si possono fare in tribunale perchè mancano pure i minimi elementi per poter formulare un accusa di reato…
    perchè rammaricarsi che “inutili” verbali/intercettazioni vengano cancellati?

    Non si può chiedere che “La giustizia” Italiana si faccia carico di raccogliere e conservare documenti utili solo chi vuol portare avanti, a torto o a ragione, dei “processi morali”, giornalistici, e “di piazza”.

    Saluti.
    Alessio
    .

  11. a.g. Says:

    alessio, non posso essere d’accordo. Qui si discetta sulle linee di principio, ma il caso è molto concreto e non riguarda un signor nessuno, ma chi ci governa, e così la faccenda acquista una rilevanza del tutto particolare.

    Non spetta al giornalista fare processi, ma informare sì. E se ha un frammento di quella che lui considera una “verità”, ha il dovere di dirla.

    Se una diventa ministro perché la dà via al premier, forse l’elettore dovrebbe saperlo. Così come dovrebbe sapere che il premier medesimo da una parte predica valori cristiani, come quello della famiglia, che poi impone alla società tramite leggi,
    mentre dall’altra parte, nella sua vita “nascosta” di quei valori se ne strafotte.

    Questo non è solo mancanza di “coerenza”, il fatto grave cioè non è tanto l’andare con le escort, ma l’inganno nei confronti dei cittadini. Per non parlare di persone che diventano ministre per delle “doti” che poco, anzi niente hanno a che vedere con la loro funziona pubblica.

  12. mfp Says:

    Alessio, tra i magistrati e i giornalisti del caso non si tratta di potere maggiore o minore; si tratta di obiettivi diversi, procedure diverse, professionalita’ diverse, della stessa entita’ (societa’ civile, sempre che te ne senta parte anche quando c’e’ da fare la parte spiacevole del tuo mestiere… e non solo cioe’ quando ad esempio corri in ospedale per qualcosa che t’e’ capitato…). La vita di un personaggio pubblico e’ al 99% pubblica (come per altro spesso ribadito dai garanti privacy e illustri giuristi); ci sono persone a cui interessa sapere che il proprio rappresentante non va a mignotte (a me non importa, ma di bacchettoni ce ne sono tanti), altre a cui interessa sapere che filtra meritocraticamente la squadra di governo (ecco, questo mi importa, anche se non l’ho votato io e ci ha venduto al migliore offerente estero, e’ pur sempre il mio presidente del consiglio; come da Costituzione rappresenta purtroppo tutti), ad altri interessa soltanto il rigore logico o semplicemente sono dei fan morbosi che vogliono essere come lui ma non lo sanno… (es: se sei sposato e ti produci nel family day, allora non devi andare a mignotte) …che e’ ridicolo, talvolta malato, ma questo e’.
    E in questo senso il giornalista ha l’onere preciso di “notificare e documentare con delicatezza” (qualcuno lo chiama Stile, o Classe) che il presidente del consiglio ha avuto relazioni intime extraconiugali con… un enooooooorme branco di mignotte, alcune delle quali poi elette ministre e senatrici. Lo stile e la classe consiste nel dirlo, provarlo, con il minor numero parole possibili, e senza essere scortese con quelle signore che a meno di essere schiavizzate da qualcuno e/o non ignorano le norme igeniche, fanno un mestiere nobile. E’ il motivo per cui gli si paga lo stipendio e con il prezzo del giornale e con i finanziamenti pubblici (ai giornalisti; le mignotte purtroppo non prendono finanziamenti pubblici). Troppo facile prendere lo stipendio (per altro in genere i loro stipendi sono in buona parte da soldi pubblici, quindi sono nostri dipendenti part-time) e poi non fare la parte difficile del lavoro. Gli operai rischiano la pelle tutti i giorni, le mignotte concedono il proprio corpo a pagamento tutti i giorni, il giornalista rischia solo la liberta’ personale, e… non lo fa? Poi non si puo’ lamentare se lo mandiamo a fanculo al v-day…

    I magistrati vengono DOPO questa professionalita’, e solo se qualcuno li chiama. Allora si puo’ e si deve discutere dell’abrogazione dei reati d’opinione, o che tangono i giornalisti, e se rimpiazzarli eventualmente con altro. Cosi’ come si puo’ discutere del fatto che un povero cristo si debba mettere le mani in tasca quando gente come quell’ottuso leghista di merda fa qualcosa come 150 querele a bloggers vari (che nemmeno scrivono per professione) al solo fine di sfiancare la gente dove reato non c’e’… ma questo non e’ un alibi sufficiente a non fare il proprio lavoro di giornalista. E anzi motivo in piu’ per eliminare i reati di opinione (per lo meno depenalizzarli perche’ Costa di piu’ il reato che l’illecito). Ma questa e’ cosa che risale addirittura a prima della Costituzione… risale ai Greci Antichi… forse prima. Ora come ora con Internet non ha nemmeno piu’ senso starne a discutere; perche’ i pattern dell’informazione sono diversi, e richiedono un’impostazione completamente diversa.

    Ad un livello di astrazione superiore: se vai su Punto Informatico troverai un mio vecchio articolo in cui rispondevo all’allora capo dell’associazione dei duplicatori italiani (“copisterie del cd”) che si lamentava per l’introduzione della tassa sui supporti vergini, dicendo che loro dovevano essere esclusi dalla tassazione in quanto commercianti del cd; analogamente se cerchi in rete (forse anche su PI, ma non a mia firma) troverai tantissime associazioni di commercianti che in passato hanno chiesto di eliminare la norma che li rende responsabili nei confronti dei clienti per tutto cio’ che vendono perche’ in genere i loro fornitori – soprattutto se esteri – non hanno gli stessi oneri nei loro confronti. E’ l’approccio che e’ sbagliato: sono persone che stanno cercando di esternalizzare sulla societa’ civile i propri oneri (per massimizzare il proprio profitto) inventando una motivazione logicamente plausibile. Ovvero stanno dis-integrando la societa’ civile. Perche’ il path corretto sarebbe quello di chiedere alla societa’ civile di quadrare il cerchio (ie: chiedere al legislatore che i detentori dei diritti d’autore… che purtroppo non sono gli autori ma gli editori… si strutturino in modo da essere economicamente autosostenibili invece di parassitare le altre filiere perche’ diseconomici; o nel caso dei negozi che anche i fornitori, soprattutto se fuori dall’unione europea, siano gravati dello stesso onere di 2 anni di garanzia nei confronti dei negozianti; e poi i fornitori con i distributori, e i distributori con i produttori… se un prodotto e’ difettoso in uscita dalla fabbrica perche’ lo dovrebbe sostituire il negoziante? E come fa un consumatore anche solo a parlare con un taiwanese che sta 12000km piu’ a est? E ad esigere i diritti di garanzia di conformita’? Per un’azienda piu’ grossa e’ piu’ facile, ha gia’ canali aperti, ha gia’ giuristi d’impresa al lavoro…etc). Purtroppo questo non avviene perche’ sopra (legislatore) c’e’ il muro di gomma, e sotto (consumatore) Nessuno. Hai presente i bambini quando vanno da mamma a chiedere il permesso per qualcosa e la mamma gli dice di no, allora vanno dal papa’ a chiedere il permesso per la stessa cosa cercando cioe’ di eludere le proprie responsabilita’? (o viceversa, dipende dalla loro valutazione su quale dei due genitori e’ piu’ probabile che gli dica di si)

    E analogamente con i giornalisti: il path corretto sarebbe quello di chiedere l’enforcement della liberta’ di esprimersi e comunicare gia’ prevista e codificata world wide, non solo sul web. Un bene preziosissimo, a maggior ragione per un professionista della favella. Caro Alessio, siamo alle prese con una generazione di persone – giudici inclusi – non cresciute che hanno filiato un’altra generazione di persone cresciute ancora meno… un po’ per l’abbondanza mai guadagnata in cui sono cresciute, un po’ perche’ in assenza di una societa’ locale coesa (per cultura, per ignoranza, e perche’ c’e’ un difetto architetturale nella nostra Costituzione che non permette la facile identificazione dei nodi di rete rogue/leech/etc, e cioe’ quando un banchiere, un industriale, un qualsiasi manager pubblico o privato che sia, si vende le chiappe, noi ce ne possiamo accorgere solo dopo decenni… quando cioe’ si e’ gia’ mangiato la mazzetta, o addirittura e’ morto; quando cioe’ non e’ piu’ umanamente punibile) abbiamo sempre subito gli interessi di questo o quell’altro governo estero… se vai a vedere la storia italiana ci troverai dentro un numero infinito di aziende italiane di successo che hanno adottato tutta una serie di scelte che da fuori appaiono semplicemente illogiche, fino a chiudere (l’esempio piu’ clamoroso e’ Olivetti). Quelle idiosincrasie sono indice di una corruzione. Esattamente come nel pubblico. E in quelle condizioni non si poteva produrre una maggioranza di esseri umani adulti. I giornalisti sono solo piu’ esposti perche’ di professione prendono la parola in pubblico…

  13. halnovemila Says:

    @a.g.
    @mfp

    Grazie per le vostre risposte che ho letto entrambe molto volentieri.

    Senz’altro mi unisco a Voi nel riconoscere l'”importanza” e la “necessità” per il cittadino/elettore di venire a conoscenza di “Verità” che, pur non costituendo reato e non essendo quindi di interesse per “La giustizia” Italiana, sono invece utili ad esprimere un giudizio “morale”,”politico”, su coloro i quali rivestono funzioni di amministratori dei pubblici interessi (dal più “piccolo” impiegato pubblico, quindi, fino al presidente della Repubblica) o svolgono attività di interesse “sociale”.

    Tuttavia non posso non rilevare che il nostro ordinamento giuridico riconosce che l'”onore” di una persona (qualunque, indipendentemente dalla sua statura fisica e morale) è un “valore” soggettivo e oggettivo che deve essere tutelato perchè il danno “ingiusto” ad esso arrecato comporta sempre, a catena, altri “ingiusti” danni alla persona… danni morali senz’altro (che in taluni casi possono anche essere tali da indurre una tale forme di disperazione da portare al suicidio) e con ogni probabilità patrimoniali in via indiretta.

    Non si vuole quindi evitare il “giusto” danno all’onore di una persona, quello che segue ad una condanna emessa sulla base di “Verità giuridiche” formate, ma si vuole evitare l'”IN-Giusto” danno, quello che segue ad una “pubblica condanna”, una condanna “di piazza”, la quale però non si basa sulla “Verità” (che non è umanamente raggiungibile) e nemmeno su quella parte di verità così faticosamente raggiungibile, la “Verità processuale o giuridica”, ma su una “micro-verità”, quella basata su ricostruzioni “di parte”, senza “contraddittorio”, senza uno sforzo sufficiente a raccogliere prove e/o indizi “contro” ma anche “a favore”…insomma una “Verità”, quella giornalistica, talmente “parziale” che può con tutta probabilità essere, inVero, una “Falsità”.

    I giornalisti non hanno solo “il dovere” di informare… hanno “il dovere” di dire “La verità”, soprattutto quando da “essa” può derivare danno “irreparabile” (e qui mi viene in mente in caso Enzo Tortora) alla persona.

    Vi racconto una storiella…
    Un giorno una donna notoriamente “pettegola” va a confessarsi dal Prete.
    Quella volta però, il prete non diede l’assoluzione senza che prima la donna assolvesse tre compiti che il prete decise di assegnarle.
    Compito numero 1: andare la mercato e comprare un pollo e tornare dal prete per riceve le istruzioni per il compito successivo
    Compito numero 2: spennare il pollo, spargere le penne al mercato, e tornare dal prete per riceve le istruzioni per il compito successivo.
    Compito numero 3: RACCOGLIERE TUTTE LE PENNE DEL POLLO sparse al mercato.
    La donna osservò che l’impresa era impossibile… e il prete le rispose… così è impossibile riparare ai danni dei tuoi pettegolezzi.

    Putroppo, nella dimensione in cui viviamo, non è possibile ad alcun uomo, seppure giornalista, raggiungere la “Verità” ed è quindi sempre larga e ben transitabile la strada della “Verità parziale” che è tanto più prossima alla possibilità di essere una falsità, quanto più essa è “parziale”.

    Non ci sono che queste due alternative:
    – Condannare sulla base di una “Verità giuridica”, cioè sulla base di una “Verità parziale” raggiunta dopo un “accurato” percorso di raccolta di informazioni e di dibattuta ricostruzioni dei fatti e d in cui accusa e difesa siano messi “a confronto”.

    – Condannare sulla base di “Verità giornalistiche”, ovvero sulla base di “ricostruzioni dei fatti” necessariamente “parziali” e “di parte” in cui manca del tutto il dibattito e il confronto con “il difensore” e non rimane altro che l’accusatore; non è forse questo il processo “tipico” del “Santo Inquisitore”?

    Si sa che pure la “Verità giuridica” è fallibile, perchè essa non è mai “la Verità”.
    I “garantisti” vorrebbero che le condanne venissero emesse solo al raggiungimento della Verità… il che vorrebbe dire al termine di un tempo infinito.
    I “giustizialisti” vorrebbero che le condanne venissero emesse sulla base di una verità raggiunta “in tempi rapidi”, in cui, ovviamente, questa verità è tanto più parziale e passibile di essere falsa, tanto più breve è il tempo e le risorse a disposizione.

    In entrambi i casi si corrono rischi:
    Nel primo si corre il rischio di non emettere condanne a chi se le meriterebbe, in tempi “compatibili” con la durata della vita umana.
    Nel secondo si corre il rischio di condannare innocenti, o di emettere condanne sproporzionate.

    E non mi si venga a dire che la “pluralità” dell’informazione giornalistica è “la cura” alla parzialità dell’informazione giornalistica.
    Sarebbe forse giustificabile il venditore che tacesse i difetti della propria merce sostenendo che “qualcun altro” della concorrenza provvederà a renderli pubblici?

    I giornalisti, come i venditori, non possono sottrarsi all’obbligo di “Verità”.
    Non possono cavarsela (come è tipico di Santoro) dicendo… io “racconto LA MIA” di Verità, tanto ci sono “Altri” che provvederanno a raccontarne delle “Altre” (come la controversa puntata “Palestinese” contestata in studio dall’ospite Lucia Nunziata)
    No, non è questo “il modo” per “scaricarsi” dell’onere (invero “insostenibile”) di informare VERAmente, ovVERO, con VERITA’.
    Perchè se la verità parziale porta con sè il rischio di essere una falsità, il pluralismo dell’informazione può contemperare la falsità solo con altre mezze verità o altre falsità, ma SOLO SE IL DESTINATARIO dell’informazione (falsa o vera) è esso in grado/disposto di/ad attingere ad altri fonti… attitudine/disponibilità che, credo sia facilmente ricontrabile, riguarda una esigua minoranza di tutta la società.
    Cosicchè, l’eventuale danno ingiusto causato da una verità_parziale/possibile_falsità non solo sarà “irrimediabile”, ma sarà “permanente” perchè “in-scritto” nella memoria di una moltitudine di persone che non potrà/vorrà attingere ad altre fonti di informazione, di “verità parziale”.

    Pur unendomi a Voi, nel ritenere NECESSARIO poter conoscere “Verità” dai quali possano seguire giudizi morali/politici su chi ci amministra/governa, non posso accettare che l’aspirazione a soddisfare quella necessità si concretizzi fondandosi su una Verità “facile”, una verità parziale e “economica”, una quindi possibile “falsità”, che potrebbe (come di fatto può) condurre ad “ingiuste” condanne e ad “ingiustamente” danneggiare (se non addirittura rovinare irreparabilmente) la vita di una come di un intera popolazione (penso alle migliaia di verità_parziali/falsità che sono state scritte a danno dell’immagine degli Ebrei, in tutti i tempi, e degli Israeliani negli ultimi tempi).

    Bastano già i nostri umani giudici, con i nostri umani processi ad avere questo potere (di condannare “ingiustamente”) non ci si mettano pure i giornalisti.

    Ricordiamoci che i giornalisti non sono, in quanto tali, i “detentori” della “Verità”.
    Non hanno essi, in quanto giornalisti, maggiori possibilità di giungere alla “conoscenza” della Verità, di quanto non possano altri uomini.
    E se ad essi non è umanamente dato di conoscere “La verità” prima e più degli altri, perchè mai ad essi dovrebbe essere riconosciuto il “diritto” di agire in modo tale da arrecare danno all’altrui onore, all’altrui vita, maggiore di quello che già viene riconosciuto a giudici e magistrati?

    Magistrati e giornalisti sono professioni diverse, con diversi obiettivi, certo… ma entrambi devono trovare giustificazione del loro operato nella “Verità”.
    Ed io credo, questa è la mia convinzione, che la “verita umana minima” di cui pure un giornalista dovrebbe disporre prima di scrivere/pubblicare “cose” che potrebbe creare danni irreparabili alla vita delle persone, è quella raggiungibile solo tramite un “processo”, ovvero quella in cui, come minimo, accusa e difesa sono messi assieme e a confronto.

    Concludendo, credo quindi che il tipo di “informazione” giornalistica che più possa umanamente rispondere alla necessità di poter esprimere giudizi morali/politici su chi ci amministra (e non) e contemporaneamente soddisfare il “vincolo di Verità”, è quella che vede pubblicate assieme, fianco a fianco, nella stessa pagina dello stesso giornale, o nella stessa puntata della stessa trasmissione, due letture/ricostruzioni diverse degli stessi “fatti”: una che tende a formulare un’accusa, e l’altra (sempre possibile) che tende a scagionare dall’accusa.

    Non c’è affatto bisogno di “censurare” Santoro… ci sarebbe, invece, molto bisogno di un secondo Santoro…
    uno che si occupi di scavare e pubblicare con altrettanta tenacia e teatralità ciò che il primo Santoro ha “scelto” di tralasciare.

    Un solo Santoro non può non far danni ingiusti… due Santoro a confronto, non potrebbero che portare giovamento a tutti.

    Saluti.
    Alessio

  14. a.g. Says:

    alessio la verità non esiste, ciascuno ha la sua. Compito del giornalista non è stabilire la verità ma di raccontare con onestà la sua. Il tribunale deve stabilire la verità giuridica, che ovviamente non è infallibile. Del resto Tolstoj disse “Dov’è tribunale è l’iniquità.”

    Detto questo, io ho il sacrosanto diritto di sapere se il premier predica bene e razzola malissimo. Il premier ha tutti i mezzi per difendersi, quei mezzi che un cittadino normale può solo sognare

  15. halnovemila Says:

    “Detto questo, io ho il sacrosanto diritto di sapere se il premier predica bene e razzola malissimo.”
    Hai detto bene, diritto di SAPERE.

    E che SAPERE è senza il presupposto della verità?

    Ma dato che la Verità non esiste, l’unico sapere “giusto” o “accettabile” quando è finalizzato al “giudizio” verso qualcuno, è quello che vede assieme accusa e difesa.

    Cosa, che, nel nostro panorama giornalistico, è quasi del tutto assente.

    Che poi il premier abbia mezzi per difendersi che un cittadino normale può solo sognare…
    è senz’altro vero…
    tuttavia questi mezzi, per quanto grandi essi siano, al pari di un qualsiasi altro uomo, non possono metterlo al riparo e nemmeno rimediare totalmente eventuali “ingiusti” danni che venissero arrecati al proprio onore e reputazione.

    Putroppo contro la morte e la “cattiva reputazione”, meritata o immeritata che sia, non c’è cura disponibile nemmeno per il più ricco dei ricchi di questo mondo.

    Di nuovo cordiali saluti e grazie per l’attenzione
    :)

  16. Luca Rosso Says:

    Signori grazie di dibattere, non sono al Vostro livello ma andando con gli “Zoppi” spero di imparare a “Zoppicare”. Sopratutto del tempo dedicato a scrivere “le pappardelle”. :-D

    Sono d’accordo con l’ultima frase qui sopra: devo essere messo in grado di capire quali sono le dinamiche di pensiero di chi governa, sia che uno vada a vedere il viale dove sono i trans per mettersi in condizione di legiferare al meglio (e ci va non in auto blu ma con la propria), sia che uno scelga l’alcova di casa sua o della reggia pagata anche da me perché sa già in che condizione versa la strada e sceglie di non occuparsene veramente.

    Detto questo giudico interessante la trascrizione per due motivi: i fessi che seguono tutte le norme ma che non sono stupidi, hanno solo una enorme coscienza e solo quella, hanno la possibilità di vedere nero su bianco le dinamiche. Con queste informazioni potrebbero aggiungere al ventaglio delle loro conoscenze un grado di libertà in più che non hanno mai usato. Il quale servirebbe a scardinare implicitamente o direttamente i meccanismi lassù in alto. Un esempio: se tutti sapessimo con certezza come ci si comporta lassù e tutti adottassimo certi mezzi, il sistema si sovraccaricherebbe e si romperebbe. Di fessi in giro ce n’è molti ma la differenza fra chi fa certe cose e chi non le fa, non sempre si riduce a chi vuole abbassarsi o a chi non vuole: le altre sfumature comprendono chi non ha il coraggio ma saprebbe esattamente seguire il canovaccio della trascrizione, senza leggerla e chi invece avrebbe bisogno del canovaccio. Questa non è farsi una Dose di Cazzi Altrui. Esempio: il boom di chirurgia estetica e stato lo sdoganamento mediatico. Pensate invece allo sdoganamento sessuale: il mondo attuale imploderebbe su se stesso. Affaristi che si contraddirebbero fra loro come Politica e Chiesa. Oppure Mafia e Politica che si drogano a vicenda per controllarsi, come da qualche parte si diceva che Putin fosse legato alla Mafia Russa e il Berlusca a quella Italiana. Ci manca solo quella cinese, che vincerà per grandi numeri come certi fumetti anticipano e per certi versi sta già avvenendo con gli Iuguri. Poi ogni Mafia comanda sui suoi territori quindi sarà dura sopraffarsi a vicenda (ma questa è una altra storia).

    Il secondo fatto non è la mancanza di fiducia. Potrei far finta che sia tutto vero come nel migliore dei romanzi. Però con un pezzo di carta potrei andare a prendere per le orecchie una certa serie di stronzi perbenisti per finta e non come al punto uno perbenisti per davvero. Come questi ultimi possono far leva sulla coscienza del cittadino, con un documento in mano potrei spostare il fulcro e ridurre la loro azione a vantaggio di chi non confonde giustizia per perbenismo.

    Vengo ora alla disquisizione filosofica sulla giustizia, ingiustizia, vero, falso, tendenzioso, fazioso. Capisco che la vera verità non esista, sia che il programma televisivo sia “Verissimo” o il giornale ceceno sia “Verità” e la Politovskaia e gli altri due morti ammazzati lavorassero per loro e prematuramente scomparsi in condizioni poco naturali. In questo caso Nomen Omen?
    Sta però di fatto (e mi ricollego all’ultima volta che qui ho scritto) che se al bambino non dici una cosa sostituendo una possibile verità o perlomeno un punto di vista con la frase: , il bambino si staccherà dall’adulto capendo in realtà per i cavoli suoi ciò che l’adulto non vuole dire. Dal punto di vista psicologico questo meccanismo è perverso e non volendo allungare il brodo passo all’analogia con la società: si forma una frattura dal momento che i meccanismi sono gli stessi. Ovvero, la frattura si formerebbe se al bambino non si ottenebrasse il cervello dandogli il gelato o una droga molto più forte. Nell’analogia ricorro all’espressione droga più forte in quanto le dinamiche mi sembrano identiche. Esempio: i genitori litigano e non riescono ad ammettere al bimbo che la colpa è di entrambi. Nessuno spiega al bimbo ma lui vede e capisce la stupidità. I genitori possono fare come gli struzzi e ignorare le richieste del bimbo oppure comprarlo o peggio ancora fargli fumare una canna. Attenzione, è un ipotetico esempio che spero non possa mai accadere. Oppure riesci a litigare quando lui è a scuola o lo mandi in palestra o gli dai una serie di attività per saturargli completamente la giornata e non sei in grado come genitore di accollarti la responsabilità di crescere un figlio. Le informazioni cucite ad hoc dissertando sulla vera verità mi sembrano qualcosa del genere. Vasco docet: . Non voglio puntare il dito con chi non sa fare il mestiere di genitore che credo sia il più difficile sulla terra. Non voglio nemmeno dire che “la verità” sia che un Presidente del Consiglio non sia mafioso come tutti quelli prima ma che e quindi, per questo, sia più giusto degli altri. Non voglio nemmeno giudicare le scelte politiche in quanto possono esser giuste come sbagliate ma per giudicare servirebbe riavvolgere il nastro e vedere anche gli altri finali. Non voglio nemmeno dire che i politici siano meglio o peggio in base alla loro attività sessuale, ci sono fior di studi su come si sviluppi l’intelligenza in base a quanto si tromba e gli effetti pure su sistema immunitario, su umore. Addirittura c’è un esempio di governante (forse più d’uno nelle varie passate dinastie) in Cina che beveva l’umore femminile in quanto fonte di eterna giovinezza. Quello che voglio dire è che sarà vero ciò che disse S.Filippo Neri facendo raccogliere le penne e le piume della gallina per la città, ma io per scegliere devo sapere tutto grazie all’etichetta. Poi che l’etichetta sia contraffatta e/o non abbia gli strumenti e/o qualcuno che mi tuteli non importa, esiste il libero arbitrio. Altra piccola parentesi ci sono studi che favoriscono il pettegolezzo nella società, la irrobustiscono. Si dice che ognuno non sia votato a fare il martire o come Don Abbondio non sia nato con il cuor di leone, che tutti dobbiamo mangiare, ecc… allora ok non giudico la coscienza altrui.

    Ho solo voluto dire la mia ;-)

    Qualcuno disse che questo è il migliore dei mondi possibili.

    Avrei voluto esser più sintetico ma il flusso di idee voleva uscire dal suo naturale alveo…

  17. Luca Rosso Says:

    ehm, chiedo scusa ma quando ho scritto “frase qui sopra” intendevo quella di a.g. non di Alessio che contraccambio. Quanto al Sapere a molti non frega nulla. A me si e di tutto quello che mi interessa, non solo che il Premier è cornuto e non solo per farmi una dose di cazzi altrui. Le spiegazioni le ho scritte prima. La verità spetta poi al libero arbitrio e sarà pure individuale. Vale per chi si informa a tutto tondo che non per chi sceglie di guardare o leggere solo attraverso certi canali. Personalmente nutro un vivo sentimento di fastidio per chi vuole farmi sapere solo certe cose e solo in un certo modo dopo che sono state digerite. L’età degli omogeneizzati l’ho passata da un pezzo, purtroppo. Passando all’anaologia con il cibo, vuoi mettere la differenza e la varietà della cucina Italiana rispetto a quella tedesca? Io sarei d’accordo cn la Lega a valorizzare in questo modo i dialetti e le differenze locali. Non come strumento per dividere gli sfigati che si tengono i mafiosi e gli altri che li hanno ma non li sanno vedere.

  18. a.g. Says:

    luca, mentre qui si disquisisce di “verità”, io trovo preoccupante che “tutti i direttori” abbiano deciso di non pubblicare una notizia (checché se ne dica, era una notizia grande come una casa).

    Credo che un nessun altro paese del mondo, come ho scritto, un premier simile al nostro sarebbe rimasto al suo posto

  19. Luca Rosso Says:

    Il problema diventa anche: se tutti facessero comunella, se il giorno dopo ciascuno potesse smentire se stesso, se i collaboratori potessero rispondere con ammiccamenti alla Bonaiuti per distogliere l’attenzione, se ci fossero dei Cicchitto che hanno ben in mente i piani ma non fossero da una parte sola… viva allora la beata ignoranza che ti impedisce di farti i problemi. Se usciva un pezzo del genere finiva come le registrazioni della escort quarantenne… tanti per pudore e mancanza di tempo non hanno letto e nemmeno ascoltato gli mp3 ed io fra questi. A proposito: sono in giro anche gli mp3? Poi uno dovrebbe avere il tempo di ascoltare e sentirsi dire all’unisono da TUTTI I DIRETTORI che non sono informazioni sugose, che non si capisce l’utilità della discussione, che è questione di privacy e che come disse il Dio Nettuno i cazzi suoi non se li fa mai nessuno…

    Ma nemmeno nel peer to peer si trova questa robba???
    A parte che non uso e fuori da un certo circuito non uscirebbe… sarebbe un bel regalo ai posteri, agli storici per esempio. Come sapere che il D’Annunzio non si masturbava solo a mano, roba che non sempre i professori raccontano. Io per esempio l’ho saputo da una cameriera… :-P
    Certe volte i pettegolezzi aprono proprio la testa… conoscere certe cose fanno capire meglio la storia…

  20. mfp Says:

    Onore e dignita’ sono due facce della stessa medaglia, ed e’ una medaglia che svanisce mano mano che “aumenti i gradi di separazione”… tu puoi essere onorevole con i tuoi 300 conniventi (famiglia, amici, colleghi, conoscenti)… ma non ti rendi nemmeno conto che se fai l’operatore finanziario con una firma sul foglio fai finire in rovina 3000 persone di un paesetto in Peru’ perche’ gli chiude la miniera di rame. O piu’ semplicemente che assumendo una velina in parlamento per essere onorevole con lei (con cui hai un debito di onore 100), fai danni a milioni di altri italiani (con ognuno dei quali hai un debito di onore 1) che ti hanno pure votato. In estrema sintesi: l’onore non scala; e cioe’ 60 milioni che eleggono 800 onorevoli sconosciuti e’ una cazzata. In termini logici: http://it.wikipedia.org/wiki/Dilemma_del_prigioniero . Quello che c’e’ nel nostro ordinamento e’ uno strascico medievale, e ancor prima cristiano, e ancor prima romano. Che erano tempi in cui i tradimenti di ogni genere venivano puniti con feedback piuttosto pesanti (dalla morte istantanea per mano di un centurione, alla semplice pubblica fustigazione per non aver saldato un conto, o ancora in chiave commerciale ma in tempi piu’ recenti la messa all’asta dei propri beni mentre tu eri insalamato nudo sulla pietra posta all’uopo nel centro della citta’ per garantire affluenza all’asta, punizione allo spudorato, e esempio per tutti); se vuoi eliminare quelli (no violenza, no pena di morte, etc), allora devi produrre anche dei feedback altrettanto adeguati ai tempi… e al momento non ci sono… toh, divertiti:

    http://www.meganetwork.org/index9.html

    Credimi, ho cercato tanto, e io sono solo l’ultimo di una lunga serie di cercatori digitali del Santo Graal… sono partito da quello che avevano fatto i grandi informatici 30 anni prima che nascessi io… e non ho trovato NULLA. L’unica soluzione e’ ridurre le entita’ piu’ grandi di 300 persone, o uccidendo tutti quelli in eccesso, o relegandoci tutti in circuiti infoeconomici autocontenuti contando sulla speranza che nessuno al giorno d’oggi metta in discussione il fatto che dipendiamo l’uno dall’altro e che quindi non gli venga in mente di fare scalate deleterie… visto che tanto una volta arrivato in cima gli rimane solo che fare la guerra ai cinesi (o ad un qualunque Nemico, in una qualunque evoluzione successiva; hai letto 1984 di Orwell?)… ed e’ semplicemente ASSURDO. Li hai contati i Cinesi?

  21. mfp Says:

    Diamine rega’… “se tutti facessero comunella”… ma perche’, in genere cosa facciamo!? E soprattutto: per quale motivo inventarsi una struttura formale artificiale, centralizzata, imperativa, che prima centralizza e poi redistribuisce le risorse… ovvero una roba che non esiste in natura… quando poi le cose funzionano sempre e comunque cosi’ come siamo stati programmati?

    E cioe’, perche’ a parte le pratiche truculente, non ammettere che Stato, Mafia, Azienda, Chiesa sono la stessa cosa e quindi regolarsi di conseguenza?

  22. Luca Rosso Says:

    Quindi arrendiamoci eduniformiamoci al pensiero comune. Ció che colpisce maggiormente la mia attenzione é che una informazione possa diventare facilmente pettegolezzo con la manipolazione. Non viceversa cioé un pettegolezzo non si riesce a farlo diventare seriamente informazione? …a parte la storia del coraggio, si intende. Sto scruvendo da un cellulare… Molto scomodo… Torneró piú tardi…

  23. halnovemila Says:

    L'”informazione” è una “notizia” sostenuta dalla “verità”… il “pettegolezzo” è una “notizia” senza, o con scarso, sostegno della “verità”.
    Quando si addentra nella vita privata delle persone il giornalismo è quindi molto più votato al pettegolezzo che all’informazione, non per incapacità dei giornalisti, ma per i limiti intrinseci di tempo e di risorse caratteristici di quell’attività che, come dicevo sopra, spesso non consente il dovuto approffondimento e il necessario contraddittorio tra opposte ricostruzioni degli eventi basate sugli stessi fatti.

    Invero, credo che “i direttori” abbiano scelto di non pubblicare i verbali proprio per evitare di pubblicare notizie più propense ad essere “pettegolezzo” che non “informazione”.

    Mi ricordo di una grossa polemica avvenuta qualche anno fa in Inghilterra in cui una testata giornalistica invocava il “diritto all’informazione” nel momento in cui sono stati condannati per aver pubblicato “notizie” sulle abitudini sessuali del principe Carlo.
    E’ allora che ho compreso una volta per tutte un sostanziale differenza:
    Diritto all’informazione NON sisgnifica diritto di pettegolezzo.

    Saluti.
    Alessio

  24. a.g. Says:

    purtroppo non si tratta di pettegolezzi, ma di cose ben più serie che riguarda chi ci governa. Ripeto ancora una volta: in nessun altro paese civile uno come Berlusconi sarebbe ancora premier. Anzi dico di più: non avrebbe mai potuto diventarlo.

  25. Luca Rosso Says:

    Ok, concordo che il pettegolezzo fine a se stesso non abbia senso. Quando però fatti privati vanno a toccare la sfera pubblica mi sento toccato non nel mio privato ma nell’intimo proprio.
    Perché un imprenditore paga una escort? Perché gli sta a cuore la salute sessuale del capo del Governo?
    Perché un capo di governo dovrebbe portare in dono un collier stimabile 6000 euri? Potrebbe incoraggiare o istigare un simile comportamento in pubblico, analogo comportamento nella società? Si parla tanto di meritocrazia e invece finisce che per schiacciare l’avversario lo si corrompe? Questa italietta sarebbe il genio italico?
    Nella mia testa c’è qualcosa che non quadra. Che non quadra proprio. Ho visto bambini alle elementari venire da famiglie non agiate impegnarsi a mille e genitori preoccupati dai risultati. Ho visto viceversa bambini di famiglie agiate non frequentare la scuola e puntare al minimo sindacale. Ora con i giusti appoggi e le giuste mazzette, chi all’epoca si era fatto il culo rovinandosi l’esistenza spesso non ha raggiunto grandi risultati nella vita. Viceversa chi non si era preoccupato fra i banchi ora gode di una salute di ferro. Non sarebbe allora più corretto sdoganare la realtà e dare pari opportunità a tutti? In effetti conosco certi trans che saprebbero fare dei bocchini super… e pure certi omo fare dei giochi mica da ridere. A loro diamo le chiavi dei forzieri della Banca Europea se riescono a mettere le mani sugli intimi gioielli dei principali governanti europei?
    Guardate al tizio della F1: gli piaceva divertirsi ed ora lo hanno estromesso. Forse che quello sia un mondo più serio? Eppure alle Iene mi pare che Massa abbia lucidamente ammesso di aver fatto non dico orge ma almeno rapporti a tre (che gran porcone ;-). Qui non si tratta di sapere se a un premier piace esser penetrato con il medio (spero di essere fra adulti) mentre una biondona gli fa un lavoretto di lingua e di palato. Non si tratta di sapere se l’operazione alla prostata fu fatta in assenza di cancro per prevenire o se gli tiri ancora grazie al massimo esperto del S.Raffaele… per altro vorrei sapere perché al padre del mio amico non debba tirare più, non poteva sapere grazie al pettegolezzo che c’era un super esperto al S.Raffaele?… qui si tratta di sapere che al governo si governa meglio quando il controllo è massimo senza muovere un dito (al massimo si muove il bacino).
    Ora, fino a prova contraria, il parlamento servirebbe a legiferare, non a ratificare a colpi di fiducia. Il parlamento dovrebbe essere dotato di pensiero critico proprio, non di debito di vita (di denaro, successo, carriera, e molte altre cose credo che siate in grado di pensarci da soli) verso sette persone. Inoltre le persone nel governo dovrebbero esser competenti di ciò che fanno e non avere il vicino di scranno che pensa a una legge al posto tuo e tu la firmi e gli dai il nome perché sei lì su favore e non per competenza e per non fare figure di mmerda (si con due m) firmi. Con l’ultima espressione intendo due cose: da un lato che non sono in grado di pensare e sopratutto agire, dall’altro bisogna coprirsi a vicenda.

    Per estensione aggiungo l’ennesima analogia: se da una parte dei ministri/senatrici/direttori_di_cui_sopra sono state nominate (vedi alla voce reality), dall’altra ci sono quelli per favori mafiosi, quelli per favori mediatici.
    Qui il giusto torna a far parte della sfera soggettiva, però perché non sdoganare in modo da mettere tutti allo stesso livello? Di nuovo la risposta sarebbe: perché il giusto fa parte della sfera soggettiva.

    Alla Beppe Grillo la risposta potrebbe essere… già la sapete.

    In questo modo il modello che ho desunto è senza via di uscita. Si autogiustifica. Si autoalimenta.

    Voglio però illuminare ancora un aspetto: quando saltò fuori la storia delle escort… e lo chiamano sacrosanto diritto se il parlamentare sta in parlamento e la famiglia è lontana… in certi telegiornali (in televisione, a voce, davanti ad un bacino d’utenza potenziale circoscrivibile all’Italia intera) si cominciò a riferirsi a tale notizia come al pettegolezzo. Questo modo d’agire si diffuse a macchia d’olio. Se da un lato ci sta che per patriottismo il governo di un paese debba essere difeso da paese stesso, analogo comportamento non ci fu nella legislatura precedente, spesso ricorrendo a stratagemmi di bassa lega: il mortadella (su bambini dell’asilo smettetela!) il giustizialista (bambini bambini) e così via i vari termini usabili da un comico ma soggettivamente parlando non da un politico. Se un politico non lo fa a viso scoperto lo fa però sguinzagliando e diradando un certo modo di delegittimare. Certo mettere a confronto questa maggioranza con la lucidità mediatica e potenza di comunicazione di quello precedente mi fa pena. Però perché quando ci si muove in un caso non ci si può muovere in piena libertà anche nell’altro?
    Per dare risposta a questa domanda ed altre, mi ricordo del post sopra: siamo tutti a fare comunella.
    Io dico tutti no. A volte si sceglie di fare comunella per stare con i prepotenti e non subire, altre volte si fa squadra per educare i prepotenti. Si ma nell’ambito di quando si è bambini. Signori, qui siamo fra adulti!
    A questo punto perché non scoprire le carte già dall’infanzia favorendo i soprusi? Ti ho detto di no perché no. Così uno cresce regolato e si abitua ai soprusi oppure si abitua ad avere le spalle coperte e farne di cotte e di crude come nella migliore tradizione dei bulli. Finché non aumenta di volume e copre a sua volta le spalle davanti agli educatori e perdona qualsiasi cosa. Ok torniamo al soggettivo: dove sta il limite? Siamo italiani e ce ne freghiamo? Siamo bulli ma non stupidi quindi questo è il modo di vivere?

    Cosa ci rimettiamo a sdoganare il tutto? Potrebbe implodere la società?

    Il problema a sdoganare di colpo sarebbe la lacerazione e non parlo di quella intima e personale appartenente alla sfera privata di ognuno. Sarebbe di quelli che si incazzano, di quelli che non saprebbero come coprire le proprie contraddizioni, di quelli che entrerebbero nel sistema ma senza appartenere al sistema lo farebbero oscillare e magari rovesciare. Occorre continuare? Non credo. Tanto la risposta l’ho sopra: tutti facciamo comunella. Ma qui comunella si fa per sopravvivere, per vivacchiare più che sopravvivere. Oppure per andare a mignotte senza pietà e tutti insieme tanto c’è chi paga. Signori, nella mia sfera soggettiva vorrei tanto pagarmi una mignotta perché ne ho un tremendo bisogno, la ragazza mi ha lasciato e la famiglia l’ho lontana. Facciamo un bel coca party a casa tua che va tanto di moda e se ci scappa il morto non importa ci possiamo riabilitare? Perché siamo tutti amiconi, giusto? :-)

    Ironia a parte ed analisi di coscienza pure… ne ho basta, ora vado a farmi un bel bagnetto. :-P

    PS: che poi finisce che se uno è ammaliato dal potere non è lucido per pensare. La logica di un tempo era di montare fasti, templi, opere. Chi le faceva per necessità, chi per avere un migliore controllo sulla popolazione. Se devo scegliere un modello stabile di società preferisco la prima chance. Non perché io non sia direttore e mi piacerebbe esserlo ma non ho titoli e men che meno i meriti di cui sopra per non parlare degli altri. Penso ai romani (quelli antichi) che fecero acquedotti strade e opere maestose non per comprare maestranze ma per crescere e mangiare meglio (anche per scopare). nel secondo caso, penso alla Russia dei comunisti con il Cremlino ed il deserto intorno, penso agli Egizi con le piramidi e tanti poveracci al giogo. A fare Malpensa o il ponte sullo stretto, ok che avremo l’opera, ok che la manovalanza arriverà dall’estero come per la metro di Torino o di Milano, ok che la popolazione si spaventerà come nelle chiese gotiche pensando alla potenza dell’altissimo, però siamo nel 2000 in Italia e questi mezzi per favore no.

    PPS: scusate le idee emergono con il contagocce: il mucchio di denaro in giro è X. Se il 99,9% della popolazione ha il 30% della ricchezza ed il 60% si concentra nelle mani dello 0,1% si fa la fine dei Russi del XX secolo. Dove X=poco e Russi=tanti. Quello era comunismo. Ora il modello è stato importato con successo nel xxI dai capitalisti in Italia. Dove andiamo a finire? Viva le grandi opere concentrate, ovvero pochi che si fanno le escort anziché tutti che poi fa male, o le grandi opere distribuite in modo che tutti possano crescere perché ne hanno la possibilità? Nel secondo caso X si distribuisce diversamente: il 99.9% della popolazione avrebbe il 90% degli sghei: l’equalizzazione non sarebbe a livello di comunisti e forse io non sarei obbligato nel 2009 a collegarmi con la 56k senza possibilità di uscita ed in piena pianura padana. Solo perché chi governa si deve giustificare, ha due idee e non accetta quelle degli altri (potrebbero destabilizzare la società e portare via il potere costituito). Per questo già prima di Grillo dicevo: due legislature (e dieci anni sono tanti) e poi medaglia al valore ma torni fra i civili a lavorare. Lo capirono i greci e noi secoli dopo siamo qui a scannarci. Dicendoci evoluti.

  26. Luca Rosso Says:

    Essendo mezzogiorno mi sa che opterò per un bagnetto verde con la lingua e non uno in acqua.
    Metto un link:

    http://www.davidegiacalone.it/index.php/politica/la_partita_sbagliata

    Alcune cose le condivido, altre meno. Nel senso che devo digerirle non le avevo notate e dovrei capirle. Però devo anche fare altro nella vita… vedremo. Buona lettura e buon appetito!

  27. mfp Says:

    Datemi retta, provate a mettervi nell’ottica in cui non c’e’ un governo… ovvero ognuno di voi puo’ proporre progetti a tutti gli altri e/o destinare (ie: ICT, ma diverso da quello che conoscete OGGI, ovvero c’e’ da investirci sopra; ma meno di quanto uno possa immaginare… il grosso e’ stato fatto dai volontari del free software! Solo 3 anni di doppi turni, contro i 20 anni che vi possono offrire uomini oggi al potere, corrotti, e castrati da forze estere) granularmente (ie: avete un 50% di tasse da pagare… come oggi… pero’ scegliete voi dove metterlo: 5 euro sul progetto tot per l’energia, 3 euro sul progetto tot per l’acqua, 20 euro sul progetto tot per lo sport, 13 euro sul protetto tot per il sociale, etc; superata la scadenza invece, il vostro contributo fiscale viene aggregato a quello del vostro amico locale, subcomunale, che avete indicato come rappresentante/tecnico/fiduciario) le risorse di cui disponete tramite la proprieta’ e il lavoro. E’ una cosa che fino a 20 anni fa non si poteva fare. Una novita’ assoluta degli ultimi 5000+ anni. E senza cambiamenti apocalittici come puo’ sembrare (minimo minimo tanto mangiate oggi, tanto mangiate domani; agendo su energia e materia bisognerebbe fare fatiche bestiali tipo quello delle lampadine a manovella… agendo sull’informazione invece il processo diventa automatico e indolore per almeno il 78% degli italiani… che anzi dovrebbero guadagnare intorno al 20% di tenore di vita… gli altri qualcosina lo perdono se e solo se si oppongono al cambiamento). Quello che avete visto fino ad oggi; l’abbassamento del tenore di vita (che in certi casi diventa difficolta’ ad arrivare a fine mese) e’ “solo” un abbassamento del 10%, ed e’ probabile che dovremo arrivare al 33%. Non serve a niente continuare a parlare nei termini che state facendo… che Berlusconi sia un piazzista buffone (e non perche gli piace scoparsi belle donne, mangiare bene e ruttare di gusto; a voi non piacerebbe? A me si! Sto con una donna da 6 anni e sono fedele per fede antropologica, non perche’ disprezzo le cose goderecce) ce lo avevano gia’ detto sia Montanelli che Ricca… che la sinistra fossero talebani lo sapevamo gia’… ma non e’ quello il punto, il punto e’ che gli schemi formali a cui aderiamo non sono piu’ in grado di garantirci la convivenza. Da molto tempo. E fondamentalmente solo perche’ non sono in grado di tutelare la rete (i cittadini) dai c.d. “nodi rogue” (ie: chi tradisce, vuoi che sia un bugiardo patologico o un banchiere o un politico che si vende al governo americano, cinese, arabo, o a chissa’ chi), e dai c.d. “nodi leech” (ie: chi prende dal granaio comune senza mai contribuire; es: chi va all’ospedale di corsa per dolori lancinanti ai reni dopo essersi sparato per anni qualche droga del cazzo… psichedelici additivi, eroina, cocaina, anestetici per cavalli, e cose cosi’). Con questa architettura sociale basta un rogue o un leech nell’anno 2000, che nel 2050 il sistema e’ completamente corrotto. Uscite da questi schemi intuitivi, o non usciamo dalla cacca. Pensate a come potrebbe essere se lo stato non esistesse; e potreste comunicare a costo zero qualunque informazione (ivi incluse le destinazioni delle tasse, i messaggi di pagamento comunemente chiamati denaro, etc). Tutto cio’ che c’e’ stato da Mani Pulite in avanti, nonostante anche innumerevoli tentativi di persone che credevano nel loro lavoro, e’ stato solo grattare il fondo del barile…

  28. Luca Rosso Says:

    :-)

    Scusami ma non capisco granché del discorso. Un riassunto?

  29. picchiatello Says:

    Mai visto discutere tanto intorno a un sistema totalmente “arteriosclerotizzato” come il giornalismo italiano…..

  30. halnovemila Says:

    A parte che mi diverte molto leggere mfp, non credo che un sistema sociale orizzontale possa fuzionare, per il semplice motivo che di fronte ad un “problema” e ad una scelta ci sono attorno sempre varie possibili alternative… il chè vuol dire che c’è sempre bisogno di “scegliere”, ed è impossibile “scegliere” in tempi congrui e con “competenza” se a fare la scelta è chiamata una moltitudine di persone e non un gruppo “ristretto”.
    E’ così pure per i progetti Open Source.

    Comunque tornando alla “notizia” non pubblicata dai direttori.
    Trovo che Luca Rosso sia la classica “vittima” di una esagerata fiducia nel sistema “informativo/giornalistico”.
    Luca si trova a fare tutta una serie di riflessioni (molte condivisibili anche da parte mia) intorno al fatto che sia giusto o meno quello che fa Berlusconi e tutto “l’andamento” partendo dall’evidente presupposto che la “notizia” che non è nemmeno stata pubblicata, sia Vera.
    Capisco che l’idea dell’uomo ricco, prepotente e porco sia molto comune e verosimile.
    Del resto il peggior insulto che un arabo userebbe contro un Ebreo è quello di dargli del maiale, del porco… si sà, gli Ebrei sono storicamente considerati ricchi, e, in quanto tali, arroganti e prepotenti (nulla di più falso… ma questo è quello che ci “insegna” la nostra cultura fatta di millenni di Cristianesimo Cattolico).
    Credo che se venisse fuori un verbale nel quale si capisse che SB ha origini Ebraiche… beh… sarebbe la classica cieligina sulla torta per completare l’odioso quadretto caro a chi non lo sopporta.

    Il fatto è che NON E’ AFFATTO DETTO che le cose stiano come Luca e migliaia di altri Italiani scandalizzati sono convinti che stiano.

    Vediamo…
    un “verbale”, che non viene pubblicato, dice alcune cose… quali sono le fonti?
    sono state verificate?
    da chi?
    da dove viene quel verbale?
    siamo sicuri della sua originalità?

    A furia di seguire con attenzione le “notizie” che riguardano il conflitto arabo-Israeliano, ho capito senza alcuna possibilità di errore che nel giornalismo (italiano in particolare) la “verifica delle fonti” (pratica prescritta dalla deontolgia professionale del giornalista), nella pratica non viene fatta.
    Il bambino mohammed al-durrà muore, ripreso da una telecamera, fra le braccia del padre durante uno scontro tra palestinesi e Israelani.
    Chi l’ha ucciso?
    Gli Israeliani, ovviamente… almeno così riportano tutti i TG e i quotidiani.
    Profonda commozione e rabbia contro gli Israeliani infanticidi.
    L’ONU emette la solita risoluzione di condanna contro Israele…
    Sul sito dei Comunisti Italiani compare un fotogramma del filmato con sovraimpresso (fotomontaggio) un soldato israeliano visto di spalle che punta il fucile contro il bambino.
    Ebbene… mesi dopo, da un attenta ricostruzione degli eventi e dall’osservazione del filmato, risulta chiaro che i colpi che hanno ucciso Mohammed non potevano essere stati sparati dal “fortino” dove erano asseragliati i soldati Israeliani… anzi i colpi sono stati sparati da una posizione proprio vicini all’operatore che ha ripreso la scena, il quale si trovava dal lato degli “insorti” Palestinesi.
    Ovviamente, la “nuova”, più “documentata”, e più “veritiera”, versione dei fatti, non è arrivata a conoscenza che ad una infitesima minoranza di tutti quelli che, invece, sono stati raggiunti dalla notizia che Mohammed è stato ucciso dagli Israeliani; questi, quindi, continueranno a credere “IL FALSO”, perchè IL FALSO è quello che hanno ascoltato dai giornalisti.

    Il ministro della propaganda Nazista, Goebbels, diceva: anche la più bassa menzogna, ripetuta un numero sufficiente di volte, diventa verità.

    Auguro a tutti di non arrovvellarsi troppo attorno all’immagine del Premier ricco, porco, e che assengna incarichi istituzionali in base alla “qualità” dei favori sessuali ricevuti.
    Potrebbe essere Vero… ma anche NO…
    E visto che non ci sarà mai dato di sapere la Verità, perchè arrovellarsi? meglio pensare ad altro…
    Molto verosimilmente i ministri più importanti (tra cui quello dell’Economia e delle finanze, quello degli Interni, quello delle Politiche Agricole alimentari e Forestali) non sono stati chiamati a ricoprire i loro incarichi istituzionali per aver sessualmente compiaciuto il premier…
    Tanto basta… il resto sono solo “pettegolezzi”
    :)

    Saluti.
    Alessio

  31. Luca Rosso Says:

    @Picchiatello: Si è vero… solo che mi serviva un tema per svegliare dal torpore questi due neuroni ammuffiti che una volta dovevano pur funzionare a detta di qualcuno… non una arida discussione :-)

    @Alessio: Non è che sia convinto del fatto. Sono convinto che sdoganare comunque dei modi di agire verosimili per quanto ipotetici possa dare una boccata di ossigeno ad un certo modo di pensare comune. Inoltre non dico di divulgare nome e cognome in modo di poter puntare il dito. So che sarebbe brutto ma L’informazione non richiede il pettegolezzo. Vedi al punto in cui ogni direttore lo ritengo colpevole di ridurre certa informazione a pettegolezzo e di elevare a volte il pettegolezzo ad informazione. Esempio lampante è il tg4. Concordo in pieno con la frase che descrive il metodo del nazista: tanto è che l’ho visto attuato innumerevoli volte. Non ci vedo nulla di male ad applicare la legge del taglione, se no non si impara a rispettare le regole. Da una parte si infrangono e dall’altra no? Proviamo per un attimo a metterci tutti allo stesso livello e visto che gli altri non si alzano qualcuno si dovrà abbassare. Inoltre è anche grazie ai ministeri deboli che quelli importanti agiscono quasi nell’ombra: si vedono sempre i risultati buoni e nella scorsa legislatura spesso il contrario. Che siano realmente efficienti?

  32. mfp Says:

    halnovemila, tu stai parlando del paradiso dei talebani del comunismo di varie decadi fa (qualche trotkista resiste ancora in qualche angolo remoto, ma si parla di poche decine di esemplari, per fortuna), oppure, immagino guardando il tuo nick, pensi al w-o-t (sai cos’e’?). Quello non funziona (piu’ che altro non si riesce ad innescare senza rischiare asimmetrie che vanificano le spese necessarie all’eventuale innesco, perche’ ognuna di quelle asimmetrie e’ un sasso nello stagno della paranoia di chi e’ temporaneamente super partes… dopo X anni cioe’ ti ritrovi un sistema di nuovo corrotto). Gli hacker lo hanno gia’ testato a fondo da varie decadi in varie forme e salse. Non ti sto parlando di un sistema piatto… tu pensi ad una rete di 60 milioni di nodi paritetici… io no. Penso a 200.000 comunita’ da 300 nodi ciascuna, organizzate con procedure software (ie: imperative, non e’ legge applicata agli uomini, ma software applicato ad una macchina che sa fare solo cio’ per cui e’ programmata) ricorsive. Questo elimina i meccanismi di concentramento-redistribuzione (es: banche, tasse, siae, e tutto cio’ che e’ attivita’ immateriale). Ci sono degli impegni da prendere… ma sono grossomodo i diritti umani… la consapevolezza che il pianeta e’ tondo (ie: limitato), che quindi bisogna prima applicare il principio di precauzione (ie: risparmiare) e poi una volta pagato il proprio costo e il costo dei propri figli consumare (ie: spendere), e che interdipendiamo l’uno dall’altro. Con questo meccanismo si puo’ tranquillamente lasciar decorrere qualunque tipo di comunita’ locale… collettivi, dittature, mafiette, chiesette, etc… ma va visto in modo flessibile (ie: non puoi mettere soglie quantitative; al massimo percentuali; ad esempio subordinare il reddito al numero di figli da mantenere ed educare e’ un meccanismo autocontenuto di controllo delle nascite che non crea scatafasci tipo la cina… qualche scemo ovviamente c’e’, ma paga la comunita’ di 300 persone, quindi lo terranno a bada loro). Ed e’ organico: niente controllori e controllori dei controllori e controllori dei controllori dei controllori (tutti piu’ o meno corrotti nel tempo, e periodicamente nel tempo), ne’ computer eletti a controllori degli uomini, ma piuttosto uomini che si controllano a vicenda (ie: avendo un meccanismo di feedback economico sopra la testa… stai tranquillo che se io faccio parte della tua comunita’, quando tu vai a commettere l’errore di prendere un rumeno per uno stupratore, fargli fare 1 mese dentro, e poi io devo pagare 1000 euro… beh… 1, 2, 3 errori poi alzo la cornetta del telefono, chiamo gli altri con cui ho dovuto fare colletta per pagarti l’errore, e veniamo a fare 4 chiacchiere: parlare, no violenza, pero’ ti si fa capire che ti tocca scendere nell’organico perche’ il tuo naso non funziona bene; analogamente se io faccio una porcata e la racconto alla mia ragazza, la quale la racconta all’amica parrucchiera… beh… difficile che tu non lo venga a sapere; e ci sono tantissimi meccanismi sociali analoghi, ti basti guardare i cortocircuiti che fa Facebook).

    Ed e’ via obbligata; a meno che non riusciamo ad aumentare l’efficienza di sfruttamento delle risorse… senza questo non staremo bene senza prima farci tanto male (ie: abbattere la popolazione). Non ti sto dicendo cazzate; e’ l’ipotesi di Malthus gia’ contestata da Emerson e da Sen… che si e’ cioe’ rivelata sbagliata grazie a variabili che Malthus non aveva preso in considerazione (es: l’aumento della capacita’ tecnica… la rivoluzione industriale cioe’ ha stravolto i modelli del malthusianismo o come diavolo si dice). Io comprendo che vi sembrano tutte cazzate… e in effetti lo sono… perche’ sto solo descrivendo dei pattern naturali sempre esistiti e resi formalmente solo all’inizio del secolo scorso; che pero’ tengono conto dell’aumentata potenza tecnica (ie: Internet), che non puoi eliminare. Ci devi per forza convivere. La bomba atomica ci fa paura, ma nessuna potenza atomica se ne privera’ mai del tutto. Analogamente la polvere da sparo in Giappone venne proibita per non rendere obsoleti i Samurai (spada); solo che il risultato fu disastroso… i combattenti onorevoli (ie: che rispettavano il patto sociale) perivano, e i traditori proliferavano. Con l’ICT e’ GIA’ successa la stessa cosa; solo un conto e’ che lo facevano un centinaio di banchieri, un conto e’ che lo fanno i 2 banchieri rimasti dopo la globalizzazione, e altre migliaia di furbetti qui e li’… come e’ successo ad esempio con i paradisi fiscali (negli anni ’60 era una cosa abbastanza limitata; negli anni ’90 era la norma)… o la corruzione come strumento principe di finanziamento dei partiti… e qualunque procedura umana che come tale dopo un po’ di tempo viene exploitata. Con le macchine di mezzo non e’ cosi’ facile. IETF, FSF, PWS, CC, sono inziative tese a produrre una disciplina sociale che permetta la convivenza; non lamenti di ecologisti e pacifisti. Ridurre le unita’ amministrative a 300 individui e’ il piu’ avanzato controllo sociale democratico e meno costoso mai visto da quando Atene e’ caduta. Ed e’ organico. L’unica differenza da allora e’ che non abbiamo piu’ bisogno ne’ degli schiavi, ne’ degli stregoni. C’e’ poco da ridere; pure io mi son rotto i coglioni di fare l’informatico, e di correre dietro alle mezze tacche che fanno i politici, i giornalisti, i banchieri, i markettari e i giuristi, voglio tornare in abiti laici! ;)

  33. Luca Rosso Says:

    @mfp: chiedo scusa per la mia gnuccaggine ma continuo a non capire. Provo a riassumere quello che ho inteso: in ogni quartiere ci deve essere politica attiva da parte degli abitanti e ogni palazzo all’interno dei quartieri sarebbe una unità a sè stante nel grande insieme della federazione dei palazzi? Cioè anziché palazzi nei paesi ci si riconduce a veri e propri quartieri per non dire frazioni o paeselli sperduti? Sarebbe il modello siciliano del secolo scorso, con la mafia ben radicata nel territorio. Non mi pare una grande idea. In Sicilia chi gestisce le acque prende più di un milione di euro e non mi pare che abbiano l’acqua. Nemmeno di che vivere. Quei pochi non fanno alzare la testa ai tanti soggetti al giogo… fanno bello e brutto tempo. Poi guarda la gran competenza… tutta tesa ad avvallare la propria soggettività rispetto a cose pure oggettive.
    Inoltre le microcomunità le vedo proprio male nel confronto con la globalizzazione. I gradi di intreccio e intersezione sarebbero innumerevoli, il modello non lineare da gestire e la concorrenza spietata. Non comprendo nemmeno la fantascienza dei computer… finisce come a South Park dove basta un bambino di 9 anni che stacca e riattacca la spina per riattivare tutta Internet compreso i siti porno.

    Non capisco cosa c’entri con il fatto che ogni direttore si sia convinto del fatto che sia solo un pettegolezzo l’ipotesi di merce di scambio alla pari con potere politico da una parte e il culo dall’altra.

    Qui si gioca con il debito pubblico da una parte (mi sento coinvolto) ed un modello di crescita vecchio che non tiene conto degli aggiornati meccanismi. Siamo rimasti al sesso da una parte ed il placebo dall’altra. Avete mai visto un gruppo di 10 uomini che si è fatto 10 canne di fila in una stanza chiusa e voi non fumate? Io sì. Alla fine vedete delle persone imbambolate e voi un po’ tra lo stufo, il narcotizzato, il rimbambito ecc. Questi qui pensano solo alle canne ed intanto la vostra serata è passata guardandovi negli occhi gli uni con gli altri. Stessa cosa al governo. Gli unici che vedo lucidi, con una prospettiva sono quelli della Lega, cominciano con il fare quello che possono perché in un certo senso secondo l’ideologia di parecchia anni fa sarebbero anche più integralisti, quasi fascisti, non nazisti. Solo che a mio avviso vanno incontro al compromesso del potere attuale per non compromettere almeno quello che hanno senza lasciarsi confondere da ciò che potrebbero avere. Lo disse anche Andreotti: il potere logora chi non lo ha e loro lo hanno capito in pieno.

    Ammetto che tutta questa discussione sia nata da un possibile scherzo, da fotocopie di documenti ben falsificati. Allora pubblichiamo, facciamoci un libro dicendo:

    “Ogni riferimento a personaggi e/o cose realmente esistite o esistenti è puramente casuale e non voluto per cui ci vogliamo scusare anticipatamente con i diretti interessati.”

    Mi pare un modo sufficientemente elegante e coglierebbe due piccioni con una fava: farebbe contenti i complottisti, mostrerebbe un possibile aspetto della realtà, mostrerebbe anche ai legislatori le falle nevralgiche del sistema, sia che siano di una frangia o di quella opposta.

    Però insomma, non imboschiamo.

    Una volta ho visto un servizio di Studio Aperto. Primissimo piano di una donna con l’etichetta: madre del figlio. Uno che ha appena cambiato canale cosa capisce? Dice: chi è questa che compare in televisione? Ah già, è madre del figlio! Allora segue gli avvincenti eventi personali di una signora che deve avere un figlio o deve averlo pur avuto. Poi scopre che singoli episodi come quello del servizio ne esistono a bizzeffe ed uno non si capacita di cosa possa elevare questo caso specifico a farlo sottotitolare: “madre del figlio”.

    Signori: i casi si montano e si smontano ad arte. Perché tutti i direttori non si sono avventurati nel mare burrascoso di un certo tipo di politica che dovrebbe condurre l’Informazione(lettera maiuscola)? Politica è gestione della cosa pubblica ed i giornalisti si dovrebbero preoccupare di fare il loro lavoro nel proprio ramo, nella propria competenza di gestione della cosa pubblica. A cosa servono le inchieste? I finanziamenti che percepiscono sono per informare o per mangiare? O per sollazzarsi con chi ha più potere di loro?

    Inoltre: sono contento che alcuni miei ragionamenti siano condivisibili ma sono interessato a quelli non condivisibili, per vedere cose nuove.
    Riguardo alle altre due cose di cui stare attenti quando parla De Magistris? Uno stringato riassunto? Così presto attenzione e ci ragiono… Sicuramente ho da imparare parecchio :-)

    Buon lavoro! ;-)

  34. halnovemila Says:

    Luca, credo che Travaglio asseconderà i tuoi desideri in men che non si dica… solo che nel libro si “dimenticherà” di fare l’annotazione introduttiva in cui si avverte che ogni riferimento a cose e persone realmente esistite è puramente casuale ;-)

    Per contro, non sono affatto convinto sia giusto che “i giornalisti”, almeno quelli dei TG nazionali e dei quotidiani, si dedichino a scrivere articoli privi di sufficiente fondamento di Verità i quali non sarebbero fonte di Informazione ma di “pettegolezzo”.
    Come ho detto l’Informazione si fonda sulla Verità, ed è l’Informazione che soddisfa il “diritto di sapere” a cui si riferiva a.g. qualche post più sopra.
    Il pettegolezzo, invece, soprattutto quando in virtù della fonte che lo pubblica (il giornale/giornalista) viene confuso per “informazione”, non solo non soddisfa il “diritto di sapere”, ma non fa altro che creare altra confusione nella già limitata e precaria percezione della realtà che ognuno, in quanto essere umano, ha.

    Chi ha avuto il piacere di leggere “Il pendolo di Foucault”, scritto dal professore semiologo medievalista Umberto Eco, ha senz’altro avuto modo di toccare con mano quanto labile sia il passaggio dall’ipotesi alla realtà… ma non nel senso che è l’ipotesi ad essere vicina alla realtà, ma nel senso che la realtà, almeno quella percepita, può essere conseguenza di ipotesi sufficientemente articolate da permettere che i suoi elementi fondanti si “sostengano”, richiamandosi, l’uno con l’altro, creando così una “parvenza di Verità” tale da poter creare una modificazione nella realtà.

    Io credo, quindi, che il “giornalismo” ed in particolare quello italiano, farebbe molto meglio ad investire più tempo nella verifica delle fonti, nella “selezione” delle “notizie” (separando quello con scarso o nullo fondamento di Verità da quelle con “sufficiente” fondamento di Verità) e nello sviluppo del “contradittorio”, per produrre più Informazione e lasciare meno spazio alla Dis-informazione.

    Informare è un Diritto, perchè costituisce un’importante Utilità sociale… ma se questo adempie ad un servizio pubblico ma si compie un pubblico dis-servizio, i cui danni possono essere anche molto consistenti.

    Decidere se è meglio avere poche notizie “vere” (Informazioni) piuttosto che molte non VERIficate è un po’ come decidere se è meglio rischiare di mandare in carcere un innocente (cosa che costituirebbe un ingiustizia individuale) o lasciare libero ed impunito un criminale (cosa che costituirebbe un ingiustizia sociale).

    Il nostro modello di “giustizia”, come è facile riscontrare, preferisce avere “meno” condannati ma “quasi” certamente colpevoli, piuttosto che “più” condannati ma con ampi margini di dubbio sulla Verità che sostiene la condanna emessa.

    Allo stesso modo io preferisco avere “meno” notizie ma che posso considerare “quasi” certamente “informazioni” e che assecondano il mio “Diritto di sapere”, piuttosto che “più” notizie di cui non so che fare dato che non posso fidarmi della loro “veridicità”.

    Per quanto riguarda la “teoria” di modello sociale di mfp…
    Anch’io come Luca, non credo di aver capito appieno la struttura del modello, ma non credo che sia questo il luogo più adatto per discuterne.
    Noto solo che, nella realtà, poche persone violente sono in grado di “controllare” molte persone “miti”.
    Noto che “il programma” non potrebbe essere altro che l’applicazione meccanica della “Legge” (stabilita da chi?) la qual cosa è possibile solo in limitatissimi campi dell’esistenza sociale umana (cosa potrebbe fare, il programma, se “lo straniero” o il criminale non si sottopone alle regole? chi della microcomunità avrebbe la forza di imporre le regole?) e per essere massimamente efficace dovrebbe poter escludere completamente l’uso del denaro liquido e di qualsiasi forma di baratto (abbastanza inverosimile).

    Concludo facendo notare che se i “talebani” trotzkisti che vagheggiano un modello di società basato sulla “Democrazia diretta” (che, secondo alcuni di loro, sarebbe ora possibile grazie ad Internet) sono “poche decine di esemplari”, credo che tra loro possa avere una posizione di assoluto rilievo il famoso Beppe Grillo il quale conta al suo seguito migliaia di fan…
    questo per dire che la “fede” in quel modello non è così limitato e circoscritto come si potrebbe pensare.

  35. Luca Rosso Says:

    Peccato per Travaglio, ma comunque non credo proprio: si basa sempre su atti ufficiali e giudiziari come fonte degli articoli. Non su fonti di dubbia provenienza o difficilmente dimostrabile. Preferirei un Tinto Brass o qualche regista del vecchio cinema erotico italiano degli anni ’60-’70 anche se al momento non saprei nominarne ne ho visto giusto il pezzo di uno stanotte su una televisione locale. Solo immagini candide e statiche, la trama verteva sulle differenze fra servitù di colore e padronato bianco milanese industriale classico… peraltro forse c’era qualcosa di molto meno erotico ma sullo stesso tema anche su Retequattro.

    Se il sistema informativo non funziona come dovere e rimaniamo nel campo delle ipotesi che dovrebbe riformarsi non se ne esce. Ci sarà ben qualche bravo figliuolo che le mette on-line sotto mentite spoglie queste brave fotocopie di falsi documenti. In questo senso non potrebbe assolutamente nuocere gravemente alla salute. Anche Gesù Cristo disse di porgere l’altra guancia ma prese a bastonate gli ambulanti nel tempio. Dipende tutto da quanto deliberatamente agisce.

    Sul tema del labile confine fra realtà e pettegolezzo… mi viene in mente la saga di Harry Potter, Agatha Christie e quella di Matrix: « Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà? ».
    Sulla prima saga mi viene in mente quell’editore che pubblica un giornale su cose non ufficiali e smentite dalla potere pubblico costituito. Sembra il modello italiano. A forza di scrivere e parlare di complotti, quando ne salta fuori uno vero coglie il segno… arrivando però da anni di pubblicazioni.
    Con Agata Christie mi viene invece in mente che tre indizi fanno una prova. Ok, sto esagerando… potrei dialetticamente parlando giocare scorretto e fare come Eco. Però attenzione che qui bisogna fare i cittadini e non le bambole come capitò a Gulliver nel mondo dei giganti. Almeno a mio avviso.

    Ho un amico marocchino che si chiama Abdel Khabir. Cioè figlio di Dio. In verità il Supremo non può mai esser nominato direttamente come per gli ebrei e nella Bibbia ricorrono mi pare 99 espressioni per indicare L’Altissimo, Il Grande, ecc. Nel deserto il rigore verso la vita, verso la morte e tutta la sfera personale di un certo tipo si riflette e si propaga nella serietà dei rapporti umani. Là ci sono i talebani, gente che non ragiona ma nemmeno permette lo sgarro. Là bisogna rigare dritto secondo la legge che non può esser discussa. In Italia invece lassismo a manetta e gli stranieri arrivano come all’eldorado infatti sanno cos’è il rigore ed approfittano delle maglie aperte. Idem per i colletti bianchi: sanno bene cosa sia il rigore o meglio, cosa non lo sia. Per questo che dico che se la Montagna non va da Maometto, Maometto dovrebbe andare alla montagna.

    PS: ammetto di tirare un po’ la corda per sbilanciare i ragionamenti… normalmente vorrei essere più equilibrato. Oggettivamente sono tutti caratteri inutili, il risultato attuale è dovuto ad almeno 50 anni di storia. Ne servirebbero altri 50 ma tanta buona volontà per un mondo uguale ma diverso. Forse.

    PPS: Si prova e si vede ;-)

  36. mfp Says:

    Luca:

    – “Sarebbe il modello siciliano del secolo scorso, con la mafia ben radicata nel territorio. Non mi pare una grande idea.”; premesso che 2 mesi fa mio zio Pippo da un paesetto nel catanese mi raccontava di cosa e’ successo con l’acquedotto comunale, la mafietta nel comune, etc. cosi’ come che quest’anno (alla veneranda eta’ di 76 anni) mollera’ aranceto e uliveto che probabilmente, soprattutto il secondo, prenderanno fuoco nel giro di un anno e due, eliminando anche alcune piante secolari perche’ tra costo dell’acqua, costo del concime chimico, non gli conviene piu’, e nessuno vuole ereditare quel rischio imperativo (la terra e’ l’unico dei sovrani ineliminabili: decide lei senza appello sulla vita e la morte)… quindi capisco BENE a cosa ti riferisci. E’ esattamente quello l’unico dei modelli possibili se uno vuole eliminare la corruzione sistemica che si verifica ogni tot anni come descritto (solo a titolo d’esempio) dalla scuola economica austriaca. Ora probabilmente tu starai o rotolandoti per terra dal ridere (“Bwauahhahahaha, sono 2000 anni che globalizziamo, 50 che cerchiamo la democrazia, e dovremmo fare, volontariamente, tutti e 60-300-600 milioni, retrofront? Illuso.”), o con le mani in testa (“questo e’ matto, pazzo furioso, fuori di zucca, piscia fuori dal vaso, caca in salotto, scrive dal balcone di un manicomio: che diamine lo leggo a fare ‘sto scemo? E io che ci stavo pure spendendo tempo…”); spero sia la prima… almeno tu ridi, e il tuo profitto ci fa bene a tutti. E non ho idea come comunicarti il perche’. L’Entscheidungsproblem? Se ti dico che il nostro pensiero (cogito ergo sum) e’ un bug ti pisci sotto dal ridere come sopra? E se parlo in termini di disponibilita’ di energia e materia? E se ti indico il libro di un medico che 20-30 anni fa affermava che abbiamo sviluppato 3 secoli di scienza che ci hanno stranamente riportato teoricamente all’anno -312 (e cioe’ che l’uomo preistorico stava meglio di noi perche’ beveva, mangiava, trombava, liberamente, in un ambiente sano)? E cioe’ che la nostra Costituzione non e’ altro che una versione deterministica della bibbia (che e’ invece uno dei testi sacri probabilistici), pensi che sia uno 007 del Vaticano? Se vuoi ti posso ripetere quello che gia’ dice Grillo (->Casaleggio=Arrow+Sen+Stiglitz+Yunus+Stallman+Lessig+etc)… ma poi sono un grillino? Io non so chi sei tu, tu non sai chi sono io, e entrambi non avremo mai modo di sapere se ci stiamo dicendo la verita’. Rimane dunque solo la fiducia in chi ha analizzato alcune questioni o in termini scientifici o in termini umanistici e ti sta umilmente chiedendo di collaborare per spingere tutti insieme in direzione della distribuzione piuttosto che della centralizzazione dei sistemi a rete (ie: non sta concentrando nelle proprie mani). Il resto e’ paranoia.

    – “Inoltre le microcomunità le vedo proprio male nel confronto con la globalizzazione.”; la c.d. globalizzazione, iniziata piu’ di 2000 anni fa, qui da noi e’ finita nel 2002. Tutta cioe’ la tua esperienza empirica derivante dall’osservazione di cio’ che e’ esterno a te, senza l’ausilio di un computer, da ora in poi e’ campata per aria. E questo spiega anche perche’ TUTTE le microcomunita’ (dai gruppi di acquisto, filiere corte, etc sulla grande distribuzione organizzata; le coschette mafiose sulla grande mafia organizzata comunemente detta Stato; le chiesette minori sulla grande chiesa organizzata che qui da noi si chiama Chiesa di Roma) che fino ad oggi sono state schiacciate una ad una… iniziano invece a prendere il sopravvento sulle entita’ di livello enterprise (spa, ma anche Stato)… il -5% secondo te da dove arriva? Quando un contadino sceglie di non usare piu’ costosi concimi chimici sostituendoli con concimi organici presi dall’allevatore a fianco, quanto PIL in meno produce?

    Io non posso continuare a scrivere qui queste bibbie nel disperato tentativo di farti smettere di diffidare del cambiamento in atto per non trascinarmi insieme a te nello sfacelo piu’ totale. Posso pure continuare a cercare composizioni diverse e piu’ fantasiose per dirti sempre la stessa identica cosa, ma se tu non ti liberi dalla paranoia di stare a vedere sempre qualcosa che non c’e’ …continueremo sempre ad aumentare il volume delle nostre comunicazioni, perdendoci nei dettagli, mentre la c.d. verita’ e’ gia’ sotto il nostro naso.

    La strada proposta dal Club di Roma vari decenni fa (e ancora prima da altri) non e’ un optional. Devi solo decidere se opporti o abbracciarla. E se ti opponi ci ritardi a tutti questa evoluzione delle cose. E ci metti nella merda. Nel macroscopico lo puoi osservare dal fatto che in USA, che fino ad ora avevano fatto una politica di centralizzazione (dell’informazione, delle risorse, dell’energia, etc), adesso INTERNAMENTE stanno abbracciando la filosofia diametralmente opposta (mentre all’esterno no; e’ una coperta, qualunque popolo minimamente coeso la tira a se… usa, cina, india lo sono… noi europei e gli africani no…).

    Per concludere: chissenefrega come si fa a far alzare il pisello a Berlusconi! Abbiamo talmente tanto da imparare, non solo tecnicamente (ie: teoria dell’informazione) ma anche umanamente (ie: come tramutare le coschette in comunita’ armoniose), e ancora peggio “da fare”, che e’… stupido perdersi in questi dettagli. Cosi’ come nei dettagli tecnico-giuridici. O piu’ in generale – l’attivita’ primaria di un magistrato – su cosa e’ vero e su cosa e’ falso in relazione a questa o quell’altra faccenda accaduta! Quel problema e’ stato gia’ risolto il secolo scorso (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Entscheidungsproblem ), e ri-risolto migliaia di volte da migliaia di persone, all’interno di sistemi formali diversi. Non solo; ma purtroppo li’ dove s’e’ alzato il rumore di fondo (es: 11 settembre, era Bin Laden? Erano i cinesi? Era un autogol? O semplicemente e’ stata prodotta la reazione sbagliata?) non c’e’ piu’ verso di comprendere alcunche’ fino a che non si sara’ ridepositato tutto il polverone e qualche storico con pazienza certosina si andra’ a cercare prove che secondo il suo sistema formale sono affidabili. Come ad esempio e’ accaduto quando uno storico italiano e’ andato a ravanare nell’archivio dei servizi segreti inglesi e ha tirato fuori i patti tra Cavour e gli Inglesi (prestare soldi a Garibaldi per comprare il vaporetto, metterci sopra 40 uomini fidati tra i 1168 pecoroni che andavano a combattere per un’ideale di liberta’, mandare l’Argus e Intrepid a prelevare 3 milioni di franchi dati dai francesi in piastre d’oro turche e pagarci gli alti ufficiali borboni per far vincere Garibaldi; appoggiare i due vascelli da guerra davanti a Roma e a Palermo per assicurarsi che Garibaldi arrivi a Marsala sano e salvo; e tornarsene a casa; il tutto possibilmente senza dare troppo nell’occhio; tu lo sapevi o come me a scuola avevi studiato del grande condottiero che ha unificato l’Italia?). Ci sono dei limiti sistemici ineliminabili che sono stati toccati… ora prima facciamo a cambiare andatura, direzione e verso, meno ci facciamo male; che ti piaccia o no.

  37. Luca Rosso Says:

    Ok, comincio da Garibaldi: lo sapevi che ci sta dietro una storia di corna che il Cavour mandò un mazzo di fiori a un diplomatico inglese pazzo di una italiana per agevolare tutto il resto e ci sta pure del dannato sesso? Obviously per la causa italiana si intende.

    Comunque seriamente ci ho capito una quasi fava. Per esempio ho letto da te ma so di mio che se devo concimare uso il letame mio o di mio zio e non prendo quello chimico anche se pomperei il PIL. A me non interessa il lordo ma il netto, il guadagno. A me non interessa fare numeri da circo per spostare un oggetto da qui a lì. Questa però è la mia posizione personale che mi hai ricordato con quello che hai scritto ma di cui non capisco il leitmotiv.

    Poi non ho capito la cosa della strada di Roma e delle comunità open source. Dico seriamente. Ho trovato una capacità di astrazione e generalizzazione non comune in ciò che hai scritto, l’ultima volta che mi capitò una cosa simile successe quando uno incontrato per caso mentre guardavo una vetrina di swarosky cominciò a parlarmi di diffrazione e di come applicando il sistema di numerazione binaria si potevano semplificare i conti delle orbite dei pianeti o qualcosa di simile. Io credo che Einstein avesse ragione e che se una cosa l’hai veramente capita saresti in grado di spiegarla a tua nonna. Scusami, non è un insulto. Veramente non ho capito. Si potrebbe descrivere il concetto in due righe?

    Non ho capito del cambiamento in atto nè della coperta corta dei popoli coesi, degli americani che si comportano in un modo ma fanno finta di agire in un altro opposto.

    Dico veramente: ho perso il filo. -.-”

    Sul discorso del concime potrei dirti che quello chimico porta molti vantaggi e che il letame puro non sempre è perfetto per cui usando le moderne tecnologie si potrebbe valutare caso per caso.

    Quale sarebbe la grande rivoluzione in atto? Hai dei libri da proporre, dei film da consigliare, dei siti da navigare?

    Riguardo al rizzarsi del bigolo del tizio secondo me servirebbe… a fare un film diretto da Rocco e dal titolo: “Forza Bananas!!! Rocco Presidente”.
    Posso dire che è solo una chiacchiera estiva come era naturale che fosse o come i complottisti suppongono.
    Per quelli che seguono le regole e che vedono solo quelle invece a far vedere che il confine è più lasso e lasco, a concedere un grado di libertà in più e a implodere il sistema. Un cavallo sì ma di Troia, per fare il verso ad un film erotico degli anni ’60-’70.

    Comunque aspetto le due righe due di riassunto per ricomporre il discorso e tagliare questo obbrobrio sui soffoconi a tutti anche direttori, queste Seghe (mentali) quando gli altri sono più avanti dell’uso delle mani (ironico, nda).

  38. Luca Rosso Says:

    Ehm, mi sono visto la storia dei problemi di Hilbert ecc… Non mi interessa di dimostrare il teorema della fellatio e nemmeno del cunnilingus… se questo sarebbe il nesso… :-(

  39. mfp Says:

    Ti sto dicendo soltanto che se umanamente siamo tutti uguali al netto dei tradimenti che chi piu’ chi meno ha subito (l’importanza della fiducia si ritrova un po’ ovunque; tra amanti come nel mondo finanziario). Evolutivamente siamo fermi al secolo scorso… e visto che ora gli USA stanno facendo dietrofront (sistemi a rete magliati, per l’energia e l’informazione, ad esempio; le rinnovabili; l’agricoltura sostenibile; etc), non so se in modo permanente o per molti anni (l’NSA dice 20 anni; ma magari stanno solo prendendo in giro la popolazione interna per fargli stringere la cinta tempo di fare qualche assestamento)… dicevo, visto che stanno tornando nella nostra direzione, forse e’ il caso di fare meno gli schizzinosi tra noi e fare l’enforcement delle nostre qualita’ innate (sistemi familistici; che li chiami stato, chiesa, mafia o azienda) per superarli! Ne abbiamo la possibilita’; il nostor tessuto sociale e’ tribale, il nostro tessuto economico e’ tribale… noi siamo gia’ dove saranno loro tra un po’… a noi basta rimuovere le strutture governative, ed e’ possibile farlo semplicemente collaborando tra di noi. Basta il 5% della popolazione per rendere il processo irreversibile. E lo stiamo gia’ facendo. Ma senza coscienza di cosa sta accadendo (il pisello del premier e’ piu’ importante del notare che il pil procapita dal 2001 e’ sceso del 10% e potenzialmente dovra’ scendere di altri 20 punti… soprattutto se invece di seguire le indicazioni del grillo seguiamo quelle del nano). E solo perche’ abbiamo tanti cavalli di troia che parlano qui, ma hanno le chiappe li’.

  40. halnovemila Says:

    Luca, mi sa che su Travaglio hai ragione… non pubblicherà mai quei famosi verbali in nessuno dei suoi futuri libri se tali verbali non saranno “certificati” come atti ufficiali giudiziari…
    in effetti Travaglio, dal mio punto di vista, non pecca nella qualità delle fonti che sceglie di usare, ma nella ricostruzione degli eventi (gli stessi fatti “certi” si prestano spesso e volentieri a ricostruzioni diverse dato che i “documenti” e le “fonti” disponibili non sono MAI sufficienti a coprire senza soluzione di continuità l’intera “storia” che si vorrebbe conoscere).

    Bello il riferimento a Matrix :)
    Ti rinnovo l’invito a leggere “Il pendolo di Foucault”, sono sicuro lo troverai molto interessante e avvincente.
    Comunque non mi pare una via economica quella di passare la vita a cercare tutti i possibili complotti nella consapevolezza che prima o poi ci si azzecca.
    Ho paura che a dire per troppo temp “al lupo al lupo” si finisce per perdere di credibilità… così quella volta che pure il lupo c’è davvero, non ci crede nessuno.

    La Qualità sta sempre nel “meno”.
    Eh, mi viene in mente un libro che ho letto molti anni fa: Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta.

    Comunque, seppure anch’io faccio molta fatica a seguire il filo dei “ragionamenti” di mfp (tra l’altro il teorema di Godel dimostra l’impossibilità di risolvere “il problema della decisione” che quindi è tutt’altro che risolto, anzi è sicuramente irrisolvibile… almeno matematicamente parlando ed all’interno di un sistema chiuso) su una cosa sono certamente d’accordo con lui:
    un sistema “decentrato” è molto più refrattario ad essere soggetto al controllo di pochi ed è quindi meno affetto da forme estese di corruzione e parassitismo.
    In effetti io sono un convinto federalista fin dal 1992 (quando ne ho sentito parlare per la prima volta in campagna elettorale).
    Faccio però fatica ad immaginare una “granularità” così fina come quella accennata da mfp.
    In ogni caso in Italia il PIL scende per moltissimi motivi nessuno dei quali dipende direttamente dall’attuale governo Berlusconi.
    In primis è il nostro sistema economico/produttivo che è letteramente strozzato da una serie di normative fiscali/di_sicurezza/di_garanzia_al lavoratore/ecologici che hanno via via sottratto risorse agli investimenti produttivi, hanno rallentato di molto l’ingresso nel lavoro e il ricambio necessario a far avanzare i soggetti più capaci, hanno aumentato i costi fissi e quelli di produzione, ridotto i margini di profitto, aumentato i rischi d’impresa, aumentato la mortalità delle imprese.
    La preparazione all’ingresso dell’Italia nella moneta unica ha poi necessariamente creato un grossissimo contraccolpo ad una economia il cui PIL, tra gli anni 70 e 90, era cresciuto soprattutto in forza del sempre maggiore debito pubblico (insomma la gente veniva assunta con stipendi “gonfiati”, ci si faceva la seconda casa e le villeggiature con i soldi ricevuti dallo stato che li andava a prendere dalle tasche dei figli che ancora dovevano diventare produttivi).
    Io ho lavorato in proprio come lavoratore autonomo, e ho lavorato come operaio in una SPA metalmeccanica, e ho lavorato come impiegato tecnico in una piccola impresa e pure in una grande SPA multinazionale… insomma, qualcosa credo di poter dire di aver capito.

    Sono almeno dieci anni che in Italia l’economia reale si sta via via degradando.
    Gli artigiani non tramandano più la loro “arte” per non essere costretti, dalle leggi attuali, a pagare la formazione e gli errori di un apprendista che poi si rivela un incapace.
    I giovani non rischiano l’impresa perchè spaventati dai troppi oneri burocratici amministrativi e fiscali.
    I beni strumentali, a causa dei via via maggiori oneri fiscali e di sicurezza, hanno velocemente raggiunto costi proibitivi per un sempre maggior numer di aspiranti artigiani o imprenditori.
    I “vecchi” chiudono la loro attività imprenditoriale e i “giovani” non la continuano per incapacità o per paura.
    Se non basta, il nostro ordinamento, non riesce a garantire il recupero dei crediti in tempi congrui, cosicchè il rischio di lavorare o produrre per poi non venire pagati ricade tutto sulle imprese.
    Otto anni fa io ero convinto che l’Italia sarebbe arrivata al collasso economico nel giro di dieci anni e che sarebbe stato per me molto meglio cercare “salvezza” all’estero… in Nuova Zelanda, per esempio.
    Otto anni fa non avevo previsto il governo Prodi (che per fortuna è durato solo due anni ma che ha contribuito non poco ad aumentare la mortalità delle imprese piccole e artigianali) e tantomeno avevo previsto l’attuale crisi Finanziaria.
    Devo ammettere che il collasso non è ancora visibile in tutte le sue forme… ma credo che non ci vorrà ancora molto.

    In effetti, in questo contesto, faccio molta fatica a credere che la mancata pubblicazione dei fantomatici verbali sia qualcosa di cui ci si debba davvero rammaricare…
    c’è ben altro di cui sarebbe meglio rammaricarsi.

    Un saluto a Luca e mfp…
    LeggerVi è stato comunque un piacere
    :)

  41. mfp Says:

    Mi spiace Luca; io queste cose non le ho imparate in modo formale, le ho lette con l’ipetertesto… e le riproduco alla buona e frettolosamente, in modo poco lineare. Non ho idea di come scriverle in altro modo.

    Forse con un esempio (processo “risoluzione delle diatribe”). Immagina di avere la granularita’ che halnovemila non riesce a vedere funzionante; e cioe’ la popolazione (60milioni) riunita in (200k) comunita’ da 300 persone. Poliziotto-Capo-Supercapo beccano un rumeno; il supercapo si presenta alla stampa dicendo a tutti che lui e’ lo stupratore; questo si fa 1 mese dentro; poi il test del dna lo scagiona senza ombra di dubbio; lui giustamente chiede i danni. Con il sistema in uso, lo Stato (ie: tutti) non paga i danni al malcapitato perche’ non ha soldi a sufficienza per pagare un metodo cosi’ costoso (es: richiesta 500k, pagati 18k), e i 3 che hanno fatto male il loro lavoro non hanno nessun feedback dal loro errore. L’ottica opposta (giustizia gridata, per intenderci) sarebbe che il responsabile (il Supercapo), o tutti e tre, paga(no); ma quel poraccio la cifra da ridare al rumeno non la guadagna neanche in tutta la vita, come si fa a rovinarlo cosi’? Anche perche’ tante volte non c’e’ una responsabilita’ oggettiva; la sorte, l’indeterminazione, giocano brutti scherzi. E’ il motivo per esempio per cui ai giudici si insegna a non condannare se non sono assolutissimamente sicuri dell’identificazione del colpevole e del misfatto. Nel sistema che ti sto proponendo io invece i costi sono spalmati su tutti e 900 i facendi parte delle 3 comunita’ locali dei 3 che hanno commesso un errore in solidale. In questo modo il malcapitato ha cio’ che gli spetta, i 3 in errore non vengono rovinati, e le 3 comunita’ locali si autoregolano… io per esempio vorrei vivere in una comunita’ locale dove dopo 2 errori vieni degradato nell’organigramma… e ci sara’ quello che preferisce 1 solo errore… e quello che invece paga tutti i danni degli altri senza dire A… e la sola cosa che le 3 comunita’ devono condividere e’ solo che non ne esista neanche una dove c’e’ la pena di morte (un principio generale; grossomodo i soli diritti umani). Affiancando un altro meccanismo per bilanciare questa scelta conservativa nei confronti della vita. Perche’ non e’ possibile dire no alla pena di morte AND trombare come conigli AND non dare feedback negativi a chi si comporta male.

    Altro esempio (processo “amministrazione”). La recente privatizzazione dell’acqua. L’approccio emotivo – che io condivido – e’ quello di dire che l’acqua deve rimanere un bene comune; ok, ma come farlo? L’ingegnere idraulico di vecchia data, con approccio pragmatico, mi scrive: oggi ci sono 8000 amministrazioni, con la nuova norma non c’e’ nessuna privatizzazione… semplicemente queste 8000 vengono concentrate (!) in 3-400, derivandone un risparmio per via del numero minore di amministrazioni, poltrone, etc. Vero; pero’ il controllo dell’acqua e’ piu’ concentrato (il che dal punto di vista di architettura sociale e’ male; 1 sola amministrazione corrotta fa piu’ danni). Con l’ICT invece – ammesso e non concesso che ci accordiamo sul fatto che le risorse naturali, almeno quelle fondamentali come l’acqua e quelle indivisibili come spiagge e spettro radio debbano essere condivise equamente – puoi ricondurre il tutto a 200k amministrazioni senza aumentare i costi e le poltrone. Il processo amministrativo e’ infatti identico in ognuna di quelle 200k amministrazioni; basta cioe’ mettere 1 euro per amministrazione, e avere cosi’ 200k-euro (anche troppi) per sviluppare il software di gestione; che non e’ altro che un’istanza di un sistemone (un form sul web) che presenta ad ogni singola comunita’ locale tutte le spese e tutte le proposte di soluzione, lasciando ad ognuno la possibilita’ di piazzare i suoi euri dove crede che ce ne sia bisogno e/o rimandare la scelta/decisione al suo Personale Tecnico di Fiducia.

    Non vi sembra possibile (es: halnovemila non vede come sia possibile rendere il federalismo granulare) solo perche’ non conoscete e la potenza e i limiti dell’informatica; perche’ come vi e’ stata presentata e’ esattamente il contrario di come doveva essere usata (e dal 1967 ad oggi; non da Bill Gates nel 1974, cioe’ un anno dopo la crisi energetica). Diritti umani a parte, tutto il resto son cazzi della comunita’ locale (a me se Aghost lassu’ in Trentino preferisce che un suo amico comandi e lui ubbidisca; o che pretende di decidere tutto insieme a tutti i suoi 300 conniventi, non me ne frega niente; l’importante e’ che quando vengo li’ non vengo fustigato in pubblica piazza se ho buttato un pezzo di carta per terra… multa salata assolutamente si, ma tortura no). E il pisello del premier scompare; e’ piu’ importante il giubilo del proprio pisello!

  42. Luca Rosso Says:

    Ok grazie, messo così si capisce di più. La mia risposta però la metto una altra volta… ora non riesco :-)

    …e grazie a tutti ;-)

  43. Luca Rosso Says:

    A proposito di “tutti i direttori” e dell’editoriale di Feltri contro Mr. Boffo. Pare che l’informativa in mano di Feltri non sia certificata ed uscita da un tribunale giudiziario. Cioè la fonte non sarebbe stata verificata. Vedremo…

  44. Luca Rosso Says:

    Scusate ancora ma sto associando la sparata di D’Alema sul terremoto che avrebbe coinvolto il capo del governo… avrebbe potuto esser questa di Boffo e non quella delle escort… Mi viene in mente una specie di Minority Report…


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