Questione di fumo

settembre 1, 2009

fumo

Sembra un film di Alberto Sordi la grottesca querelle sul colore delle scie delle Frecce Tricolori in missione diplomatica a Tripoli. I libici le vorrebbero di colore verde, simbolo della rivoluzione, gli italiani invece non intendono decollare se non possono esibire la scia tricolore.

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa sottolinea di aver confermato in un colloquio con l’ambasciatore della Libia in Italia Abdulhafed Gaddur, che le Frecce tricolori potranno esibirsi a Tripoli ma solo esponendo il fumo bianco, rosso e verde della bandiera italiana. Si tratta, osserva il responsabile di Palazzo Baracchini, della stessa modalità “sempre rispettata in tutti i Paesi del mondo dove le Frecce tricolori si sono esibite”.

“La Libia ritiene che oggi sia la propria Festa nazionale e vorrebbe avere solo il proprio colore”, ha spiegato l’ambasciatore italiano in Libia, Francesco Trupiano, “ma la bandiera della pattuglia acrobatica è quella”.

Stamani fonti dello Stato maggiore dell’Aeronautica avevano fatto sapere che l’esibizione si sarebbe svolta secondo il programma stilato. Dunque niente fumo verde come richiesto anche ieri dalle autorità libiche, quando erano state annullate le prove dei nostri top gun motivato dalle autorità libiche per il protrarsi dei lavori del vertice dell’Unione Africana in corso nella capitale libica.

Insomma sul colore del fumo si rischia un incidente diplomatico con la Libia. A questo siamo arrivati, in questo disgraziato paese.

13 Responses to “Questione di fumo”

  1. picchiatello Says:

    Peccato che come al solito i ggionnali e le tvu’ abbiamo dimenticato di dire che e’ da anni che le frecce tricolori non possono andare all’estero perche’ non possono permettersi di pagare il carburante necessario per il ritorno … ora poco male direte voi se quando vanno all’estero succede come a raimstein….

  2. italiano Says:

    Sempre pronti a sputare sull’Italia e sulle cose belle dell’Italia, come solo gli italiani sanno fare del proprio Paese.

    Vi saranno anche ristrettezze economiche ma mi risulta che nel corso di quest’anno le Frecce Tricolori si siano esibite all’estero in Inghilterra (2 volte), in Russia, a Dubai, e appunto in Libia.

    E non mi sembra il caso di parlare in questo modo dell’incidente di Ramstein. Purtroppo gli incidenti accadono, l’importante è addestrarsi e prendere precauzioni perché questo rischio sia il più basso possibile.

  3. aghost Says:

    ma a cosa servono, e sopratuttto quanto ci costano, le frecce tricolori?

  4. italiano Says:

    Guarda, niente serve a niente. Possiamo vivere senza Frecce tricolori, possiamo vivere senza leggere libri, possiamo vivere senza vedere film. Possiamo vivere senza il cellulare e senza il computer, come di faceva tranquillamente fino a un paio di decenni fa. Potremmo tranquillamente restarcene a vivere nelle grotte e cacciare selvaggina per vivere.

  5. picchiatello Says:

    aghost il problema non sono tanto le frecce tricolori … ci possono stare, il problema e’ il contesto di spese extra per cui per ogni manifestazione aerea ci sono 10-20 c.130 et similia che fanno la spola tra roma e l’aeroporto pincopallino….ecco quelle spese sarebbe meglio deviarle chesso’ in un ospedale ….

  6. aghost Says:

    io invece dico che è una spesa assolutamente inutile. Una pattuglia acrobatica quanto ci costa ogni anno? Non lo sa nessno. Non sarebbe meglio destinare quei soldi, che di sicuro non sono pochi, al welfare tanto per dire?

  7. picchiatello Says:

    Ti diro’ Aghost, preferisco di sicuro la Pattuglia Acrobatica in giro che il portale Italia.it cosi’ com’e’, tenuto conto che da sola nel nostro paese puo’ radunare folle dai 500 ai 700.000 persone in un giorno solo ( figuriamoci cosa potrebbe fare all’estero con degli sponsor. all’altezza..); degli sprechi “aeronautici” cominciano a togliere i voli “politici” i vari airbus comprati perche’ il premier o chi per esso vada in giro…

  8. mario Says:

    Più che di fumo parlerei di fumogeno.

    Il giochino del fumo delle frecce infatti non è altro che un modo di coprire il fatto che siamo tra i pochi a presentarci ufficialmente per festeggiare i quaranta anni di un regime, che ci può pure fare qualche favorino (ben pagato peraltro) con gli immigrati (sempre se non consideriamo che forse qualche colpuccia ce l’hanno anche loro se ne arrivano tanti), ma rimane sempre un regime….

    Insomma a me pare che sia più che altro “fumo” negli occhi…

  9. Luca Rosso Says:

    Pienamente d’accordo con Picchiatello. Portale Italia fa parte dell’immagine che diamo all’estero tanto quanto le Frecce Tricolori. Vorrei in giro entrambe per questioni di pace e non di guerra. Ho sentito che l’Italia farà esercitazioni congiunte con l’esercito libico. Per respingere i pedoni che volessero attraversare il deserto? Nel Ventennio gli italiani sterminarono via aerea gran parte dei libici (inermi): che la storia si ripeta? Non mi piace l’idea di una Italia vigliacca. Spero che le voci che ho sentito siano sbagliate.

  10. aghost Says:

    ma è proprio questo che contesto, conta sempre come al solito l’immagine. Il paese va a remengo ma tanto abbiamo la ferrari e le frecce tricolori :(

  11. picchiatello Says:

    Aghost tieni conto che in qualsiasi altro paese europeo “industriale Gq qualcosa ” gli aerei che usano le frecce sarebbero in un museo…i conti tornano…

    No Luca le bombe al gas li usarono sugli etiopici, sui libici usarono i campi di concentramento ( si usava all’epoca un altro termine che non ricordo) e con questo metodo che ad esempio che volpi ( come tanti altri) conte di misurata acquisi’ terreni in libia ( a basso costo visto che non c’era piu nessuno a legittimare la precedente proprietà ) per poi rivenderli per poi fare la sade per poi fare il vajont ect ect ect . Da notare che il titolo gli venne dato porprio per queste fulgide battaglie sul filo spinato contro donne vecchi e bambini….
    Questa volta poi i libici come le altre pagano cash, le esercitazioni forse dovrebbero solo velare i nuovi acquisti di armamenti made in italy.

  12. Luca Rosso Says:

    In una puntata de “La storia siamo noi” di Minoli si trova raccontato di come fecero gli italiani a conquistare la Libia. Ora non riesco a recuperare perché non riesco a navigare sul sito Rai ma il link dovrebbe esser questo:

    http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=77&from=do

  13. picchiatello Says:

    Tutte le vicende legate al colonialismo sono leggibile sui libri del Del Boca ne avrà fatto una decina di 700-800 pagine ciascuno, poi guardando quel tipo di italia e questa italian dei gironi nostri non c’e’ tanta differenza…


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