Wifi, l’ossessione legislativa

novembre 28, 2009

C’è vita intelligente anche nel PDL, pare. L’onorevole Roberto Cassinelli ha infatti presentato una proposta di legge per modificare il demenziale decreto legge Pisanu che, con la scusa della sicurezza nazionale contro il terrorismo, prevede l’identificazione, con tanto di documento di identità da fotocopiare e archiviare, di chiunque voglia collegarsi a un internet point.

Scrive Cassinelli nel suo blog: “L’attuale normativa è eccessivamente restrittiva e crea un grosso freno allo sviluppo e alla diffusione delle nuove forme di comunicazione. È opportuno evidenziare che nessun paese occidentale adotta una normativa tanto restrittiva, neppure gli Stati Uniti, le cui leggi contro il terrorismo sono le più severe al mondo”.

Purtroppo il rattoppo rischia di essere peggiore del buco, perché si ipotizza comunque un’autentificazione tramite sms. All’atto del collegamento, un’apposita finestra andrebbe a bloccare l’accesso alla rete wireless, chiedendo all’utente l’inserimento del proprio numero di cellulare. Pochi secondi dopo verrebbe inviato tramite SMS il codice per sbloccare il sistema e accedere tranquillamente alla rete. Questo però introdurrebbe altre complicazioni: chi pagherebbe gli sms? Ma, soprattutto, questo sistema precluderebbe l’accesso a tutti coloro che non hanno una sim italiana, per esempio i turisti stranieri.

Ma quel che più conta sarebbe forse sapere quanti terroristi hanno preso finora con queste norme demenziali. Per coerenza, si dovrebbe identificare anche chi entra in un bar (potrebbe complottare con dei complici), oppure chi prende il treno o una corriera (potrebbe andare a fare un attentato). E vogliamo forse non identificare chi entra in un ufficio postale? (potrebe spedire le istruzioni per fare una bomba o una lettera all’antrace!).

A questo punto, perché non mettere a tutti, nessuno escluso, un braccialetto elettronico e buonanotte? Siamo alla pura follia, quest’ossessione di controllare tutto sta diventando francamente ridicola.

Non si capisce poi quale fesso di terrorista andrebbe in un internet point per commettere dei reati, e soprattutto quali. Manderebbe una mail al complice con scritto: “Ci vediamo il 24 dicembre in località X ad ore 21, porta la dinamite come concordato”? Qualcuno si ricorda l’idea demente di Frattini di censurare su internet le parole “attentato”, “bomba” “esplosivo” eccetera? Noi italiani siamo proprio specialisti a farci ridere dietro.

9 Responses to “Wifi, l’ossessione legislativa”

  1. frap1964 Says:

    Il rattoppo peggiore del buco serve a garantire lavoro ai soliti amici.
    Io piuttosto vorrei sapere a quali altri adempimenti sono soggetti tutti ‘sti IP. Tutte ‘ste fotocopie le archiviano esattamente per quanto? E/o sono tenuti a trasmetterle all’autorità di Polizia?
    Ma se il resto del mondo occidentale non fa così, dico io, ma ci sarà un motivo? Ma perché tutti i più imbecilli del mondo occidentale devono governare per forza in questo Paese?

  2. picchiatello Says:

    Beh dai cosi’ oltre a sapere chi sei sanno anche dove sei in quel momento, per non parlare poi di tutti quelle connessioni fatte da minori per cui necessita almeno un 18 con la sim italiana….

  3. mario Says:

    Senza contare che si tratta di una normativa del tutto inutile, visto che trovare un wifi aperto è così facile, ma soprattutto considerando che in maniera del tutto legale, con una semplice carta di credito anonima comprabile al primo tabaccaio, si può avere accesso a qualsiasi wifi a pagamento senza essere identificati…

  4. aghost Says:

    e mettiamoci anche i telefonini rubati, coi quali uno si potrebbe collegare con l’identità di un altro…

  5. aghost Says:

    frap, se devono tenere le fotocopie, immagino debbano tenere tutti i log di tutti i pc, altrimenti come potrebbero risalire al responsabile di eventuali reati? Ergo tutto quello che fai in un internet point è controllato e registrato.

    Mi sembra una cosa talmente imbecille solo a pensarci: lo Stato non riesce a sventare un crimine che sia uno, salvo per l’uso a man bassa dei pentiti. In pratica paga i delinquenti per farli confessare. Non so quanti internet point o wifi publbiche esistano in italia, ma ci immaginiamo gli investigatori andare a spulciare milioni di dati per cercare le malefatte di chissachi?

    Quest’idea di combattere il terrorismo registrando gli utenti degli internet point mi sembra pura demenza.

  6. aghost Says:

    Cassinelli precisa sul blog che non è previsto l’obbligo di identificazione tramite sim

    http://robertocassinelli.blogspot.com/2009/11/wi-fi-libero-un-po-di-chiarezza.html

    Poi però dice:

    # La necessità di identificazione è da considerarsi come l’eccezione e potrà avere luogo solo in ipotesi limitate e stabilite dal Ministro dell’interno.

    # In queste ipotesi eccezionali, l’utente dovrà avere la possibilità di identificarsi in modo “indiretto” e “prescindendo dall’identificazione fisica”.

    Ma possibile che in italia non si possano mai fare regole chiare, senza eccezioni, deroghe o altre trovare che vanificano la legge medesima?

    Quali sarebbero queste “ipotesi eccezionali”? Nessuno lo sa, nessuno lo spiega. Come al solito, fatta la legge trovato l’inganno, o la gabola, per aggirarla.

  7. Medusa Says:

    Queste trovate GENIALI saltano fuori perchè queste persone non capiscono un accidenti di Internet, lo considerano solo come una minaccia e non come una risorsa.
    Non lo usano, o lo usano male.
    Non si informano, o manipolano le informazioni a proprio vantaggio.
    Chi in internet ci vive tutto il giorno come noi capisce la differenza tra una BUFFONATA (come queste proposte di legge totalmente demenziali) e una necessità.
    La necessità è di adeguarci agli altri stati, avere la wifi libera ovunque, avere possibilità di collegarsi in internet da un parco o in treno e ancora più importante è l’adeguamento delle tariffe e dei costi perchè in Italia risultano ancora altissimi per un servizio, diciamocelo, alquanto mediocre.

    Invece no! Noi ci preoccupiamo che i terroristi siano così cretini da usare la rete (totalmente tracciabile) per coordinarsi…
    Eh si! Son sicuramente questi i problemi oggigiorno!
    Bha… sempre più sconvolta…
    Medusa

  8. mfp Says:

    Si Cassinelli… devo dire… e’ il mio PDLlino preferito. Anche se non lo voterei manco morto finche’ rimane con il PDL, o il PD. E’ la seconda volta che mi stupisce per iniziative, non dico buone, ma decenti, in chiave ICT. E credo di sapere perche’… ma a questo giro non voglio fare nomi… hai visto mai che a forza di discuterci riescono a fargli sottoscrivere qualcosa di serio invece di limitarsi a rattoppare le beghe piu’ evidenti combinate dai suoi familiari.

    Qua, sulla Pisanu, ci sono varie squadre al lavoro e bene o male hanno delineato tutte le possibilita’ di eluderla. O meglio: su come dare anche agli “utonti” la possibilita’ di eluderla (se non altro perche’ oggi come oggi l’utonto che vive in modo onesto e’ completamente in balia di chi invece ha movente e risorse per fregarsene di sana pianta dei reati, figuriamoci della legge sull’identificazione di chi accede ad Internet). Spero producano qualcosa di concreto in breve tempo. Poi pero’, come al solito, Aghost… sta a voi “utonti”: le userete? O FaccciLibro Fantocci?

  9. aghost Says:

    anche a me ha meravigliato cassinelli.. pensare che è compagno di merende di gente come pisanu e carlucci brrr… Comunque sia, io ancora non ho capito cosa hanno in mente di fare o cosa faranno di preciso.. sarà perché a me pare ridicola questa ossessione del controllo…. Se fossi un terrorista serio, certo non andrei negli internet cafè a comunicare i miei piani criminosi, dai su, ma neanche un cretino…


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