Spirito di servizio

novembre 8, 2009

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Si dice spesso che molti politici siano animati da un puro  “spirito di servizio”. Sicuramente sarà così per tanti. Suscita tuttavia una fastidosa inquietitudine quando si leggono alcune notiziole sul tenore di vita di Piero Marrazzo, dopo le polemiche scaturite sui generosi compensi ai trans (5000 euro a botta) con cui l’ex presidente della Regione pare si intrattenesse, almeno leggendo le cronache, con una certa frequenza. Come faceva a spendere tanti soldi? Se lo sono chiesto in molti.

“Se lo poteva permettere” spiega il suo avvocato Luca Petrucci (Repubblica 6 novembre 2009): nella qualità di Presidente della Regione, consigliere regionale e di presidente della Fondazione di Policlinico Tor Vergata ammontavano a 20.000 euro netti al mese. Marrazzo si poteva permettere, tra le altre cose, di sborsare quasi 7.000  euro al mese per sostenere ben due mutui su altrettanti appartamenti acquistati negli ultimi anni a Vigna Clara, quartiere bene di Roma nord (uno acceso il 23 novembre 2007 per 570.000 euro rimborsabili in 30 anni al tasso del 5,49% per un importo mensile di 2.306 euro; l’altro 25ennale attivato nel luglio 2006 per 1,3 milioni di euro ad un interesse del 4,2% con rata di 4.686 euro al mese. Nel frattempo ha estinto una terza ipoteca sulla villa di famiglia a Riano, dove l’ex presidente vive con la figlia più piccola e la moglie Roberta Sardoz: 300.000 euro pagati sull’unghia dai coniugi Marrazzo il 18 gennaio 2008.

L’avvocato Petrucci ha fornito più precisamente le cifre dei compensi del suo assistito: 9.362 euro lordi a titolo di indennità di carica, 4.003 euro a titolo di diaria, 7.607 euro come indennità di funzione (cioé presidente della giunta); cui bisogna aggiungere 4.190 euro netti di rimborsi spettanti a ciascun consigliere regionale per le spese dei collaboratori e il rapporto con gli elettori, nonché 36.738 euro netti all’anno come presidente della Fondazione Policlinico Tor Vergata.

Sul Corriere dell’8 novembre si legge che, dopo lo scandalo che lo ha travolto, Marrazzo potrebbe rientrare nei ranghi della Rai. Per fare cosa non è ancora chiaro, sarà oggetto di trattativa: «È una questione molto delicata», ammettono in viale Mazzini. Il giornalista pare infatti abbia “diritto” a un incarico non inferiore a quello di conduttore. Per spirito di servizio, si capisce.

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Un web discutibile

settembre 30, 2009

wiki

Google una ne fa e cento ne pensa. L’ultima trovata diabolica è il sidewiki, uno strumento che fa parte della nuova toolbar di Google. Col sidewiki qualsiasi pagina web diventa commentabile da chiunque. Una colonnina appare sulla sinistra del web, coi commenti dei visitatori. Una specie di twitter appiccicato al web anziché alle persone.

Questa funzione è possibile per tutti coloro che hanno un profilo su Google, il che, se da una parte apre scenari inquietanti sull’utilizzo dei nostri dati, dall’altra offre uno strumento interessante e forse rivoluzionario.

Pensiamo ad esempio alla possibilità, da parte dei lettori, di commentare il sito e le notizie di Repubblica o del Corriere, o di qualsiasi altro giornale o sito web. Non è una straordinaria possibilità, per i giornalisti, di poter tastare il polso ai lettori “in diretta”?

L’aspetto meno piacevole della faccenda è che il gestore del sito non ha alcun controllo sui contenuti del sidewiki, poiché questo è gestito da un server di Google. Ma forse il pericolo maggiore di questo nuovo strumento è che attirerà gli spammer come le mosche sul miele.

Azzoppata Zopa

luglio 16, 2009

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La Banca d’Italia ha bloccato Zopa, il cosiddetto sistema di “prestito p2p”. Il “social lending” (prestito sociale) online, che cerca di associare chi chiede soldi e chi li presta, è stato sviluppato da qualche anno negli Stati Uniti (per non parlare del microcredito nei paesi in via di sviluppo, dove esiste da più tempo).

La rete in questo caso è usata per connettere chi non riesce a ricevere credito dalle banche con chi è disposto a prestar dei soldi. I creditori del social lending riescono ad ottenere tassi di interesse più alti di quelli che ricevono depositando i loro soldi in banca, i debitori riescono ad ottenere credito che non otterrebbero, o otterrebbero a tassi piu alti, dal sistema bancario tradizionale. Tutti felici, tranne le banche ovviamente, che perdono depositi e potenziali clienti. Così devono aver tirato le orecchie al loro dipendente Draghi, visto che Bankitalia è una spa, società a scopo di lucro i cui azionisti sono le banche stesse.

In Italia, Zopa è attiva da un anno (un altro leader del settore è Boober) e ad essa sono iscritti 40 mila clienti. Perché le banche tradizionali non hanno imitato il social lending? L’esistenza di queste iniziative è un’ulteriore prova che il tradizionale sistema bancario è (in Italia e non solo, ma in Italia di più) un cartello oligopolista, incapace di (o disinteressato ad) innovare, ed il cui obiettivo è di ridurre l’offerta alzando i prezzi.

Il blocco di Zopa, per un discutibile cavillo, è avvenuto lo stesso giorno in cui il governatore Draghi ha elogiato l’enciclica papale che, tra le altre misure, auspica una maggiore espressione di organizzazioni che perseguono “forme economiche sociali”.

via noisefromamerika.org

Politburo

luglio 14, 2009

politburo

I caporioni del PD hanno fatto muro contro l’entrata di Grillo nel partito. Era prevedibile. Ho sentito Fassino dire a Repubblica tv che il partito è una cosa seria, e non può essere usato come un taxi sul quale salire o scendere secondo le convenienze. Dice bene Fassino: proprio lui che da quando ci è salito non è più voluto scendere.

Grazie all’invenzione indecente delle “deroghe” allo statuto, che prevede il massimo di 3 mandati, lui è al 4° mandato mentre la gentil consorte, Anna Serafini, addirittura al 6°! Chi è che non è serio allora?