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Brutta vicenda di censura preventiva a La7. Il direttore Antonello Piroso ha cancellato l’inchiesta di Silvia Resta che doveva andare in onda nel programma “Reality” del 16 novembre.

L’argomento principale era la storia del famoso “papello” di Riina, e parlava dei presunti rapporti che Marcello Dell’Utri avrebbe avuto con dei mafiosi, anche di peso notevole nell’organizzazione. In particolare, si parlava dei suoi rapporti con i fratelli Graviano, coloro che fondarono il primo circolo di Forza Italia a Palermo-Brancaccio e che successivamente furono condannati per la bomba ai Georgofili di Firenze.

Piroso ha negato la trasmissione del servizio perché secondo lui l’inchiesta aveva una «costruzione a tesi» e «testimonianze unidirezionali», inoltre ha accusato la Resta di fare «giornalismo militante». E’ insorta la redazione, che ha protestato ribadendo la bontà dell’inchiesta e contestando anche il modo, cioé la censura scattata a poche ore dalla messa in onda. “Sconcerto” e un “invito a ripensarci” sono stati espressi dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio e da Stampa Romana.

Poste 3.0

settembre 11, 2009

Ieri intorno a mezzanotte ho aperto il sito delle Poste per fare alcune operazioni con la nuova postepay e sono rimasto di sasso: è apparso l’avviso:

servizio non disponibile:
il servizio è disponibile dalle ore 6.30 alle 23.30

Mi sono tornate subito in mente le Pagine Gialle, che agli albori di internet Telecom Italia faceva funzionare, biecamente, solo dalle 8.30 alle 22, ovvero in coincidenza della tariffa urbana nella fascia oraria più costosa. Una cosa medievale che per fortuna hanno tolto. Non mi spiego invece la postepay che funziona a orario. Qualcuno è in grado di fare delle ipotesi?

Le Poste Italiane non finiscono mai di stupirmi: dal raddoppio delle tariffe con la scusa della posta prioritaria, senza che nessuno dicesse nulla (lo Stato ad esempio, che dà il servizio in concessione e in monopolio), alla rivoluzione “organizzativa” degli uffici dove all’ingresso ora ci sono due macchine gialle incomprensibili che distribuiscono i biglietti per la coda, e che creano esse stessa una coda perché tutti si fermano per cercare di capirne la logica. A complicare tutto, sui display degli operatori non appaiono i normali numeri, ma lettere e numeri (A158, B168 eccetera).

Per non parlare delle Poste che si sono messe a offrire servizi finanziari, oppure a vendere libri o elettrodomestici. Ma perché? Forse se si concentrassero sul servizio per cui sono nate, smaltire la corrispondenza, sarebbe meglio o no?