Disservizio pubblico

aprile 28, 2009

Io non capisco nulla di giornalismo, ma nella giornata di ieri a parer mio LA NOTIZIA era, senza ombra di dubbio alcuno, l’influenza suina, che nel Messico ha già provocato 150 morti e ora rischia di espandersi in tutto il mondo. Aspettavo dunque la consueta puntata di Porta a Porta con una certa impazienza. Già mi vedevo Vespa sguazzare nel dramma con l’aria funebre, intervistare gli esperti (magari ci infilava anche la Parietti, ma pazienza) con la voce accorata. Insomma agognavo sapere.

Era una notizia “meravigliosa” infatti anche per i possibili ascolti: una pandemia, una nuova peste del millennio che terrorizza tutti, fantastico. Man mano che aspettavo l’orario d’inizio, m’è venuto però il tarlo del dubbio: vuoi vedere che Vespa si mette a parlare d’altro? Neanche a farlo apposta, all’ora fatidica scopro che la puntata è dedicata alla festa della liberazione del 25 aprile, ospite in studio Dario Franceschini. Ho girato immediatamente su Raitre.

Io non capisco nulla di giornalismo, eppure avrei giurato che ieri quella era la notizia. Per Vespa evidentemente no. Se proprio non si volevano inseguire gli ascolti, se non si volevano creare inutili allarmismi, forse valeva la pena fare almeno una trasmissione d’informazione per spiegare alla gente che stava succedendo, una trasmissione di servizio pubblico insomma.

Ma per la Rai che censura prontamente un vignettista, informare seriamente e tempestivamente dev’essere proprio una “mission impossible”.

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