Il Bebè alieno su La Stampa

settembre 2, 2009

alien

Agosto è finito e dopo la rituale apparizione del Mostro di Lochness sui media, pare sia ancora dura riempire le pagine dei giornali, nonostante siamo già a settembre. Così La Stampa ha pensato bene di riesumare una “notizia” di due anni fa, quella del “bebè alieno” in Messico.

La storia risalirebbe al 2007, quando un gruppo di contadini messicani avrebbe ritrovato in una fattoria il piccolo essere. Spaventati e increduli avrebbero tentato di soffocarlo per ben tre volte, riuscendoci solo dopo averlo tenuto per molte ore sott’acqua.

Secondo La Stampa “Il corpo è stato portato all’università locale e i risultati delle analisi – ricordano ora i media – destarono grande sorpresa: il piccolo corpo non apparterrebbe a nessuna specie conosciuta. Presenta alcune caratteristiche morfologiche umane ma anche di rettile, come ad esempio la dentatura senza radici, oltre ad un certo grado di sviluppo cerebrale. Gli studi dell’università assicurano che non si tratta di un falso nè di una montatura, ma di un fatto fino ad ora inesplicabile. Un esperto in materia ha confermato l’autenticità delle foto rilanciate tra gli altri dal quotidiano tedesco Bild. Nel frattempo in Messico, fra lo stupore generale, nuove indagini intendono far luce sul corpo e l’origine del «bebè alieno».

Qui in Trentino chiameremmo questo genere di storie “monàde”. Per la serie: poi si lamentano se i giornali perdono lettori…

2012 effetti speciali

agosto 11, 2009

Per gli appassionati del genere catastrofico segnalo “2012“, il film che si annuncia come il top degli effetti speciali mai visti. Di solito i film che si basano troppo sugli effetti sono quasi sempre delle mezze boiate, ne ho visti parecchi del genere: da Titanic a Indipendece Day (una stronzata epica), da Jurassic Park a Godzilla. Begli effetti per carità, ma con storie assolutamente ridicole e scontate.

Sono persino riusciti a rovinare una pietra miliare della fantascienza, un film bellissimo come Alien, con dei sequel demenziali: quando in uno degli ultimi film si vedevano gli alieni uscire a frotte anche dalla tazza del cesso, il pubblico sbadigliava e fu chiaro che il genere era al capolinea. Con gli effetti speciali bisogna andarci cauti. Un’esplosione in un contesto sensato è spettacolare, ma 100 esplosioni di fila solo per movimentare la scena, per quanto ben fatte, annoiano.

Un film del genere catastrofico che ricordo di recente, e che mi era sembrato decoroso, è stato The Day After Tomorrow: non era così malaccio.
In passato ho trafficato con le animazioni e la computer grafica 3D e quindi sono sempre curioso di vedere lo stato dell’arte in questo campo. Com’è noto, agli inizi la sfida tecnica era di riprodurre oggetti o situazioni che non fossero distinguibili dal reale. Ora che questo traguardo è stato raggiunto, direi che si potrebbe passare oltre, nel senso che la vera sfida della computer grafica è, secondo me, dare corpo alle idee, all’immaginazione, al fantastico, non imitare pedissequamente la realtà. Vedi ad esempio il capolavoro Tin Toy di John Lasseter.

I film catastrofici si pongono a metà strada tra questi due obiettivi. Riproducono scenari reali ma con eventi immaginari esagerati, tipo inondazioni, terremoti, asteroidi che distruggono la terra eccetera, insomma situazioni difficilmente immaginabili. In particolare, riprodurre effetti realistici con grandi masse d’acqua è un traguardo tecnico ormai raggiunto (un tempo era un effetto difficilissimo da ricreare), vedi ad esempio La tempesta perfetta, come film una vaccata allucinante, ma con simulazioni dell’onda-monstre da rimanere a bocca aperta.

Questo “2012”, anche se la trama si annuncia non proprio orginalissima, sembra destinato a diventare il nuovo termine di paragone per quanto riguarda gli effetti speciali. La trama, piuttosto esile, è presto detta: il 2012  è l’anno in cui secondo il calendario Maja ci sarebbe la fine del mondo. Mentre la fatidica data si avvicina, il professor West viene a conoscenza di alcune tempeste solari di forte intensità che stanno investendo il pianeta. Lo scienziato prova a dare l’allarme ma viene osteggiato dalla comunità scientifica… Intanto il tempo passa e le catastrofi si fanno sempre più frequenti.

La trama come si vede non promette nulla di buono ma gli effetti, almeno a giudicare dal trailer, dovrebbero essere davvero stupefacenti.