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“Già serpeggiava il sospetto che le banche vedessero i clienti unicamente come polli da spennare. A fornire una conferma plateale a tale convinzione ha provveduto Divo Gronchi, direttore generale della Banca Popolare Italiana, dopo la dipartita ingloriosa del famigerato Gianpiero Fiorani, noto per gli spericolati maneggi col goverantore della Banca d’Italia, Antonio Fazio.

Era infatti venuto alla luce che a un milione di clienti erano stati addebitati, alla chetichella, 30 euro a testa per spese inventate, quando essa si chiamava ancora Banca Popolare di Lodi. Al che Gronchi nella trasmissione di Porta a Porta del 14 dicembre 2005 ammise il saccheggio, aggiungendo con la massima nonchalance: «Ma stiamo restituendo i soldi a chi ce li chiede». Dunque agli altri no. Come dire? «Con gli altri c’è andata bene: siamo riusciti a farli fessi».”

E’ un passo dell’ultima edizione del libro “Il risparmio tradito” di Beppe Scienza, ovvero l’inizio del capitolo intitolato “La banca, il tuo peggior nemico”. Beppe Scienza è un matematico, professore all’Università degli Studi di Torino, che da anni si batte contro le malefatte finanziarie, ovvvero i danni causati dal cosiddetto “riasparmio gestito“, i soldi che i risparmiatori affidano a banche e promotori finanziari.

La Banca Etica ha organizzato a Lodi (MI) un ciclo di conferenze, fra cui quella che Beppe Scienza terrà il prossimo venerdì 16 ottobre 2009 alle ore 21, all’Auditorium ITC “A. Bassi”, via Dante Alighieri 2, appunto a Lodi. Il titolo è “Il risparmio tradito: come difendersi dalle banche“. L’ingresso è libero.

Azzoppata Zopa

luglio 16, 2009

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La Banca d’Italia ha bloccato Zopa, il cosiddetto sistema di “prestito p2p”. Il “social lending” (prestito sociale) online, che cerca di associare chi chiede soldi e chi li presta, è stato sviluppato da qualche anno negli Stati Uniti (per non parlare del microcredito nei paesi in via di sviluppo, dove esiste da più tempo).

La rete in questo caso è usata per connettere chi non riesce a ricevere credito dalle banche con chi è disposto a prestar dei soldi. I creditori del social lending riescono ad ottenere tassi di interesse più alti di quelli che ricevono depositando i loro soldi in banca, i debitori riescono ad ottenere credito che non otterrebbero, o otterrebbero a tassi piu alti, dal sistema bancario tradizionale. Tutti felici, tranne le banche ovviamente, che perdono depositi e potenziali clienti. Così devono aver tirato le orecchie al loro dipendente Draghi, visto che Bankitalia è una spa, società a scopo di lucro i cui azionisti sono le banche stesse.

In Italia, Zopa è attiva da un anno (un altro leader del settore è Boober) e ad essa sono iscritti 40 mila clienti. Perché le banche tradizionali non hanno imitato il social lending? L’esistenza di queste iniziative è un’ulteriore prova che il tradizionale sistema bancario è (in Italia e non solo, ma in Italia di più) un cartello oligopolista, incapace di (o disinteressato ad) innovare, ed il cui obiettivo è di ridurre l’offerta alzando i prezzi.

Il blocco di Zopa, per un discutibile cavillo, è avvenuto lo stesso giorno in cui il governatore Draghi ha elogiato l’enciclica papale che, tra le altre misure, auspica una maggiore espressione di organizzazioni che perseguono “forme economiche sociali”.

via noisefromamerika.org