Michael Jackson è morto prematuramente, a soli 50 anni. Non posso dire di essere stato un suo fan, ma gli riconoscevo un grande talento.

Di Jackson mi aveva sempre colpito la sua progressiva mostrificazione, nel penoso tentativo di essere o somigliare a qualcun altro. Lo sbiancamento della pelle, le ripetute operazioni chirurgiche per cambiarsi i connotati, le fobie assurde e, infine, il processo per molestie a minorenni, lo hanno fatto diventare un un personaggio grottesco, per non dire patetico.

Non so perché ma la sua morte mi ha suggerito un parellelo con Berlusconi. Anche lui, mi pare, dimostra una tragica incapacità di accettare la realtà, come la decadenza fisica. Ossessionato dall’idea di dover piacere a tutti i costi, dalla brama di potere. Insomma l’incapacità di godersi serenamente i suoi miliardi, le ville, la fama, il successo.

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