L’Authority delle Comunicazioni starebbe studiando un “tariffometro” per permettere agli utenti di scegliere il piano tariffario più adatto ai propri consumi, per rendere insomma più chiare le tariffe. Si tratta in sostanza di una specie di bollino assegnato a quei servizi che offrono la comparazione dei piani tariffari e dei gestori.

Ma già la delibera dell’Auhtority è incomprensibile almeno quanto le tariffe che avrebbe la pretesa di chiarire:

“L’Autorità, allo scopo di agevolare i consumatori nel confronto contestuale, anche con modalità interattive, tra le condizioni economiche proposte da diversi operatori della telefonia, previa
consultazione con le associazioni dei consumatori e le imprese interessate, disciplina le modalità e i requisiti di accreditamento dei soggetti indipendenti titolari di motori di calcolo per la comparazione di prezzi che ne facciano richiesta”.

Figuriamoci. La verità è che sulle tariffe nessuno ci capisce più nulla, da quelle elettriche a quelle telefoniche è un colossale puttanaio in cui è impossibile districarsi.

Il tariffometro dell’Authority è l’ennesimo pannicello caldo che non risolverà un bel nulla. Questa storia della tipologia dei consumi poi mi pare un prestesto dei gestori per tosare pelo e contropelo l’utente. In un mondo globalizzato queste distinizioni non hanno più senso. E’ come se dal benzinaio non vi vendessero mai la benzina allo stesso prezzo, ma a seconda se usate l’auto in certe fasce orarie, di notte o di giorno, in città o in provincia, fuori regione o all’estero.

Qualcuno obietterà che il paragone con la benzina non è pertinente, ma quel qualcuno dovrebbe spiegare perché le tariffe telefoniche sono ormai pressoché incomprensibili e imparagonabili da una persona normale e mediamente istruita.

Una sola cosa è abbastanza sicura: qualunque sia il piano tariffario prescelto, si spende sempre più di quanto si era previsto.

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