Negli Usa si può

novembre 9, 2009



Al
Columbus Day di New York qualcuno di Qui New York Libera, in elegante giacca e cravatta e megafono di cartone, ha colto l’occasione per contestare il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che sfilava su una macchina scoperta, rinfacciandolgli l’Agenda rossa di Borsellino, l’impunità di Berlusconi e il famigerato lodo Alfano.

Il minisitro dapprima ha fatto finta di niente, poi ha fatto le linguacce (!), quindi ha apostrofato il contestatore urlandogli “Ti riconosco, pedofilo!… Sei un pedofilo! Mi ricordo cosa facevi con le bambine… vergognati pedofilo!”. Due guardaspalle del ministro gli sono andati incontro con aria minacciosa:  “Chi ti ha pagato?” e  “Pedofilo, che vuoi pedofilo!”.

Ora attenzione: a questo punto in Italia sarebbero intervenuti i Carabinieri o la Polizia che avrebbero identificato il contestatore, magari portandolo in questura. Non negli USA: una poliziotta è intervenuta con decisione… allontanando i guardaspalle del ministro!

A me questo fatto ha suscitato una certa impressione… o no?



Mentre Berlusconi faceva la sua ennesima passerella mediatica in Abruzzo
, innalzando il tricolore sul tetto di una casa appena finita, ripreso da decine di telecamere, la polizia reprimeva una piccola manifestazione di sfollati che volevano esporre uno striscione “Dopo 4 mesi ancora nelle tende, è questo il vostro miracolo?”.

Particolarmente odioso, nel video, il comportamento di quello che pare un funzionario di polizia in borghese, con gli occhiali scuri, che dopo aver strattonato i manifestanti e avergli strappato di mano lo striscione, gli ha urlato minacciosamente a brutto muso “Quello che bisogna fare lo decidiamo noi! Ok???!!!”.

E’ incredibile, neppure gli striscioni si possono più esporre. E poi critichiamo l’Iran…..

Vietato fischiare

settembre 10, 2008



L’intolleranza del potere alle contestazioni
, alle voci “contro,” è cosa nota, così come la deriva fascistoide che sta prendendo piede sotto il governo Berlusconi, con le denunce a casaccio dei blogger (colpirne uno per educarne cento) e i sequestri preventivi. Non che prima fosse tanto meglio, ma insomma…

Una volta, l’allora presidente della Repubblica, il sagrestano nazionale Oscar Luigi Scalfaro, si levò in piedi durante una manifestazione per zittire dei fischiatori che contestavano la ministra Jervolino mentre stava parlando. Li apostrofò dal palco come “crani pieni d’aria”. Il giorno dopo uno dei contestatori telefonò a Primapagina di Radiotre: “Ma adesso non si può più neanche fischiare?”

In Italia ad esempio, e non si capisce perché, non si può contestare il Capo dello Stato (per non parlare del Papa). Quando qualcuno diventa presidente della Repubblica diventa una specie di santo, un intoccabile, non lo si può criticare né, peggio, contestare durante le cerimonie pubbliche, neppure con degli innocenti cartelli. Arriva subito la Polizia che li rimuove immediatamente, neanche fossimo nel Cile di Pinochet.

Oggi la ministra Gelmini è stata fischiata durante una conferenza: è intevenuta la polizia e ha identificato i contestatori, perlopiù insegnanti precari, che sono stati fatti allontanare. Ma in che paese siamo?