Sballerò

ottobre 28, 2009

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Il programma Ballarò nacque come alternativa a quello di Santoro, temporanenamente epurato, e il giovine Floris sembrò una gradevole novità. Si scoprì insomma che i famosi santoni televisivi non sono insostituibili, e anche un signor nessuno poteva fare la sua dignitosa figura con un programma decoroso e buoni ascolti.

Purtroppo Ballarò col tempo è diventato un Porta a Porta di (centro)sinistra, col solito giro nauseante di figuranti, sempre gli stessi: Letta-Bersani-Franceschini contro Tremonti-Castelli-Gasparri, oppure Tabacci-Casini-Bindi contro La Russa-Maroni-Santanché. Ospiti più o meno fissi i politici-dobermann di Berlusconi: Lupi-Bondi-Cicchitto-Bonaiuti-Gasparri, ringhiosi e aggressivi qualunque sia l’argomento, che di solito cercano di azzannare Di Pietro, Marino, D’Alema, Vendola o la Finocchiaro.

Tutti sono mischiabili e intercambiabili, apparentemente secondo l’argomento in discussione ma spesso per criteri che appaiono imperscrutabili, se non quello dell’obbligo di comparsata televisiva dettato dal manuale Cencelli catodico.

Appuntamento quasi fisso, la telefonata in diretta del premier che inveisce e straparla per decine di minuti, contrastato da nessuno. Alla fine del programma rimane quella fastidiosa sensazione di aver perso inutilmente due ore di tempo, senza aver capito nulla avendo sentito parlare inutilmente del nulla. E soprattutto con la domanda molesta sul perché si debba pagare il canone per vedere quest’immondizia propagandistica riciclata di continuo.

Pd, chi deve andare a casa?

febbraio 20, 2009

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Alessandro Gilioli, descrivendo lo sfascio del PD, propone sul suo blog le primarie subito, ma ad eliminazione. Un lettore suggerisce di fare una lista. Eccola. I nomi sono tra quelli più noti presi dal mazzo.  Votate!

La tv dei morti viventi

agosto 13, 2008

Dopo il post Il giornale che vorrei tocca alla tv. Ecco che su Spindoc apprendo dell’esistenza di una (web)tv del Partito Democratico. Indagando meglio, scopro che sono almeno 3. La Youdem.tv di Veltroni, la Red-tv satellitare di D’Alema (o meglio della sua fondazione) e la Democratica.tv.

A parte che non si capisce la necessità di ben 3 tv della stessa area politica, che mi pare denunci in partenza la poca chiarezza di idee, mi sono fiondato a vedere. Democratica.tv è letteralmente agghiacciante. Parte automaticamente il video di Veltroni e dopo 2 secondi esatti già viene voglia di “cambiare canale”. Tutti gli altri contenuti sono anche peggio: riunioni, comitati, vertici, conferenze, il viaggio in bus, manifestazioni, insomma la solita paccottiglia propagandistica sparsa a piene mani. Ma chi può guardare questa roba? Mistero. Tv aperta? Maddeché. I contributi inviati dai lettori sono altre conferenze dei dirigenti di partito! Da scappare a gambe levate.

Sulla Red-tv satellitare d’alemiana, nata dal connubio con Nessuno Tv, non posso dire nulla perché non l’ho ancora vista, ma le premesse sembrano ugualmente terrificanti: l’ex ministro degli Esteri dovrebbe diventare il protagonista assoluto della televisione, attraverso una conversazione settimanale sul modello dei “caminetti” con i quali Roosevelt parlava al Paese. Ma ci rendiamo conto? Questo si crede Roosevelt… Per curiosità ho aperto la diretta su Nessuno Tv e nooooo… c’era la Finocchiaro col ditino alzato in qualche conferenza-diabattito. Via di corsa!

Youdem.tv è in definitiva la meno peggio, senonaltro per i contenuti un filo più interessanti: ci sono tre “lezioni-intervista” con Luca Barbareschi (?), Lucia Annunziata, Diego Bianchi in arte Zoro. Non sono malaccio, ma tutto comunque ricalca il solito schema muffito della tv tradizionale. Una comunicazione a senso unico: trasmetto questo questo e questo e ciao. Manca cioè qualsiasi interazione. Ma allora a che serve? Non voglio un’altra tv clone di mille altre, dove devo sentirmi la solita barba già sentita mille volte, dove politici e dirigenti di partito si parlano addosso per ore. Non mi interessa, ma come bisogna fargliela capire?

O si usa la rete per un autentico scambio tra elettori e partito, oppure sono altri inutili teatrini catodici. Devo peraltro ammettere come non sia facile immaginare una tv di partito. Ma, se questi sono i risultati, devo concludere che le tv di partito sono assolutamente inutili.