Negli Usa si può

novembre 9, 2009



Al
Columbus Day di New York qualcuno di Qui New York Libera, in elegante giacca e cravatta e megafono di cartone, ha colto l’occasione per contestare il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che sfilava su una macchina scoperta, rinfacciandolgli l’Agenda rossa di Borsellino, l’impunità di Berlusconi e il famigerato lodo Alfano.

Il minisitro dapprima ha fatto finta di niente, poi ha fatto le linguacce (!), quindi ha apostrofato il contestatore urlandogli “Ti riconosco, pedofilo!… Sei un pedofilo! Mi ricordo cosa facevi con le bambine… vergognati pedofilo!”. Due guardaspalle del ministro gli sono andati incontro con aria minacciosa:  “Chi ti ha pagato?” e  “Pedofilo, che vuoi pedofilo!”.

Ora attenzione: a questo punto in Italia sarebbero intervenuti i Carabinieri o la Polizia che avrebbero identificato il contestatore, magari portandolo in questura. Non negli USA: una poliziotta è intervenuta con decisione… allontanando i guardaspalle del ministro!

A me questo fatto ha suscitato una certa impressione… o no?

Dove sono i talebani

novembre 5, 2009

Agghiacciante intervento di Ignazio La Russa nell’aghiacciante programma “L’Italia in diretta”, condotto da Lamberto Sposini. Il ministro si lancia in una delirante filippica contro il matematico Piergiorgio Odifreddi, che si era espresso pochi minuti prima sulla questione dei crocifissi nelle scuole, reo di non avere “alcun titolo scientifico come esperto di religione” (sic!)

Il bello (il bello?) è che la Russa manda poi i nostri soldati a combattere l’integralismo talebano in Afghanistan…

Questione di fumo

settembre 1, 2009

fumo

Sembra un film di Alberto Sordi la grottesca querelle sul colore delle scie delle Frecce Tricolori in missione diplomatica a Tripoli. I libici le vorrebbero di colore verde, simbolo della rivoluzione, gli italiani invece non intendono decollare se non possono esibire la scia tricolore.

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa sottolinea di aver confermato in un colloquio con l’ambasciatore della Libia in Italia Abdulhafed Gaddur, che le Frecce tricolori potranno esibirsi a Tripoli ma solo esponendo il fumo bianco, rosso e verde della bandiera italiana. Si tratta, osserva il responsabile di Palazzo Baracchini, della stessa modalità “sempre rispettata in tutti i Paesi del mondo dove le Frecce tricolori si sono esibite”.

“La Libia ritiene che oggi sia la propria Festa nazionale e vorrebbe avere solo il proprio colore”, ha spiegato l’ambasciatore italiano in Libia, Francesco Trupiano, “ma la bandiera della pattuglia acrobatica è quella”.

Stamani fonti dello Stato maggiore dell’Aeronautica avevano fatto sapere che l’esibizione si sarebbe svolta secondo il programma stilato. Dunque niente fumo verde come richiesto anche ieri dalle autorità libiche, quando erano state annullate le prove dei nostri top gun motivato dalle autorità libiche per il protrarsi dei lavori del vertice dell’Unione Africana in corso nella capitale libica.

Insomma sul colore del fumo si rischia un incidente diplomatico con la Libia. A questo siamo arrivati, in questo disgraziato paese.

Forti con i deboli

giugno 3, 2009

https://i0.wp.com/www.agoravox.it/local/cache-vignettes/L170xH180/larussajpg-aaf40-1221650595.jpg

La Questura di Lecco, per istanza del Vice Questore, ha denunciato penalmente, per violazione degli articoli 650 e 654 del Codice Penale, Duccio Facchini, colpevole di aver contestato il ministro della Difesa Ignazio La Russa. L’Art. 650 recita: “inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”; il 654 “grida e manifestazioni sediziose” (sic!).

“Mi ero permesso”, scrive Facchini su quileccolibera, “di non inginocchiarmi alla vista dell’uomo di Governo; mi ero addirittura azzardato a gridargli “evviva l’Impunità”, “ipocrita”, “chiedi scusa all’Onu”, “predicate sicurezza celebrando l’impunità del Padrone” eccetera eccetera. Nel Sultanato tutto questo non è previsto. Solo applausi, grida di giubilo e genuflessione facile”.

Facchini ha scritto una lettera aperta, che si prega di far girare il più possibile.

La Russia del PDL

marzo 27, 2009

Pomposo, retorico, verboso, noioso, sfrontato, ruffiano, bugiardo, populista, esagerato, grottesco. A tratti persino ridicolo, nella sua indigeribile prosopopea. Guardando Berlusconi al congresso del PDL pareva di vedere i comitati centrali del PCUS, o le folle “oceaniche” ai comizi di Ceaucescu. 6000 delegati, un palco sterminato, le telecamere che sorvolavano la folla entusiasta e plaudente.

Verso il finale è arrivato il meraviglioso lapsus, quando Berlusconi ha chiamato sul palco i maggiorenti del partito, tra cui Ignazio “La Russia”.