Sempre meglio del cetriolo

novembre 6, 2009

Ecco il nuovo video turistico dell’Italia di Enit, l’ente per il turismo nazionale. Sempre meglio del famoso “cetriolo” dello sfortunato portale-mostro italia.it, anche se, alla fine del filmato, spunta con sgomento un nuovo sito: www.italiamuchmore.com. Ma perché? Non bastava quello ufficiale per cui sono già state buttate montagne di soldi?

La cosa più incredibile è che il bottone “approfondisci” rimanda al sito dell’Enit – Agenzia Nazionale del Turismo: non c’è neppure un link al sito ufficiale di italia.it! Ma la Brambilla lo sa?

Insomma ciascuno procede per conto suo, ignorando ciò che fa l’altro, ma continuando a succhiare contributi e finanziamenti.


La ministra Brambilla l’aveva promesso: “sarà un portale emozionale“. E infatti: il logo ha ora uno sfondino azzurro mutanda. Le reazioni in rete sono state tiepide, non c’è stata la macellazione on line che forse molti si aspettavano, com’era accaduto per il portale prima versione, quello col budget mostruoso da 50 milioni di euro.

Pare che questo sia stato messo in piedi in soli due mesi, e forse questa notizia ha intorpidito gli animi più bellicosi. E poi in fondo, chi se ne frega di italia.it, avranno pensato i più, tanto fanno quel che gli pare…

Con questo nuovo portale” ha detto fieramente la Brambi nella conferenza stampa di presentazione “vogliamo dare nuovo incremento all’economia turistica del nostro Paese. Punteremo sulle motivazioni, sulle emozioni, il nostro sarà un portale emozionale“.

Curiosmente il sito è nato con la collaborazione di Aci (e perché non anche l’Anas?), la versione definitiva del portale però arriverà in autunno. E qui stento a capire: dopo i 50 milioni di euro stanziati per la precedente versione, un anno di pasticci ed ora altri 10 per ripartire, stiamo ancora alla versione beta? “Siamo la prima nazione ad avere realizzato una tale iniziativa” ha precisato la ministra dalla fulva criniera. E ti credo.

Francamente, trovo tutto questo abbastanza allucinante: è come se le Ferrovie dello Stato mettessero sui binari un nuovo treno in versione “beta”: che va a 60 all’ora invece di 300, esce dalla stazione per 1 km e poi deve tornare indietro, a bordo si viaggia in piedi perché ci sono pochi sedili ancora col cellophane, nella carrozza ristorante servono solo toast confezionati e nei corridoi i cessi sono chiusi. Che reazioni avrebbero i viaggiatori?

Finalmente è partito italia.it il mega portale nazionale del turismo italiano. Dopo il disastro del portale precedente e i milioni di euro buttati dalla finestra, era francamente difficile fare peggio. Il “nuovo” portale si presenta con un aspetto abbastanza tradizionale, gradevole ma nulla di che.

Mi sono fiondato a vedere la parte relativa al Trentino – Alto Adige, la mia regione.  C’è uno spottone video in apertura di 30 secondi, non brutto ma tagliato con l’accetta. Difficile, se non impossibile, condensare il Trentino e l’Alto Adige in 30 secondi. Mettere una libreria video interattiva pareva brutto?

Male invece il testo: scrittura fiacca, sciatta, con frasi fatte, luoghi comuni, concetti vaghi che non vogliono dire niente. Sembra un compito scritto faticosamente da un alunno di terza elementare a corto di argomenti e scarso in italiano:

“Per chi non ama i paesaggi comuni, il Trentino Alto Adige, è la meta ideale: una regione tutta da scoprire, tra paesaggi unici al mondo, nevi perenni, storia e cultura. A farle da sfondo, montagne mozzafiato, mèta preferita degli appassionati di sport invernali e di chi ama la natura. Ideali per sciare le cime ed il comprensorio delle Dolomiti”.

Cascano proprio le braccia. Non si capisce come le “montagne mozzafiato” possano “fare da sfondo” alla regione stessa (che siamo a teatro?), quel “sciare le cime” poi, è da brivido. La descrizione del Trentino Alto Adige è una serie di noiose e avvilenti banalità, scritte con l’entusiasmo e la partecipazione di qualcuno che, preso da impellenti necessità fisiologiche, debba andare urgentemente in bagno.

Dopo gli sfondoni tremendi del portale precedente, (ricordo per tutti i memorabili “Monte Boldone” e  “Raganella” invece di Monte Bondone e Paganella), il testo non sembra, ad un primo sommario esame, crivellato dai tragici refusi e castronerie che contraddistinguevano la prima versione del portale.

L’impressione che si ha leggendo, comunque, è quella di una notevole sciatteria generale. Infatti anche stavolta gli errori non mancano: il Lago di Braies viene spacciato per trentino, mentre tutti sanno che è in Alto Adige. Il Palazzo delle Albere non si affaccia su nessuna via, sempreché non si voglia considerare una via del centro la stradaccia trafficata di via S. Severino.  Nella “terra dei castelli” non viene nominato il castello più importante del Trentino, il Castello del Buonconsiglio,  salvo citarlo sbrigativamente alla fine, quando si parla di Trento.

Ho guardato alcune foto panoramiche, chiamate pomposamente “tour virtuale”, davvero rozze e dilettantesche, realizzate male con macchie e altri vistosi difetti. Nell’inquadratura panoramica del Castello del Buonconsiglio sono inquadrati tranquillamente anche i cassonetti della spazzatura.

Tra le cose da vedere assolutamente, viene citato il “Doss Castel” sull’altopiano di Fai della Paganella, “uno dei siti archeologici più rinomati del Trentino”. Sarà anche rinomato ma assicuro che qui in Trentino non lo conosce nessuno, salvo forse gli adetti ai lavori. Infine, non posso non notare che il motore di ricerca e le mappe sono stati realizzati da Pagine GialleTelecom Design.

Ah, dimenticavo: nella pagina del Trentino Alto Adige del sito turistico nazionale, c’è il link alla regione ma manca il link all’Azienda del turismo trentino, complimenti!

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