Le boiate della Stampa

ottobre 28, 2009

Ogni testata di giornale sul web ha doverosamente il suo bravo colonnino “tette & culi” per attirare visite. Ogni tanto ci infilano qualche boiata. Ad esempio La Stampa dà conto dell’uomo dei sogni, cioè un volto che ricorrerebbe “nei sogni di migliaia di persone” (sic!).

Non so dove abbiano pescato quest’idiozia, poi però non si lamentino del calo dei lettori. Una scemenza del genere non la pubblicherebbero mai sulla versione di carta, chissà perché sul web ritengono invece di aver a che fare con una manica di deficienti, a cui propinare qualsiasi fesseria.

Il Bebè alieno su La Stampa

settembre 2, 2009

alien

Agosto è finito e dopo la rituale apparizione del Mostro di Lochness sui media, pare sia ancora dura riempire le pagine dei giornali, nonostante siamo già a settembre. Così La Stampa ha pensato bene di riesumare una “notizia” di due anni fa, quella del “bebè alieno” in Messico.

La storia risalirebbe al 2007, quando un gruppo di contadini messicani avrebbe ritrovato in una fattoria il piccolo essere. Spaventati e increduli avrebbero tentato di soffocarlo per ben tre volte, riuscendoci solo dopo averlo tenuto per molte ore sott’acqua.

Secondo La Stampa “Il corpo è stato portato all’università locale e i risultati delle analisi – ricordano ora i media – destarono grande sorpresa: il piccolo corpo non apparterrebbe a nessuna specie conosciuta. Presenta alcune caratteristiche morfologiche umane ma anche di rettile, come ad esempio la dentatura senza radici, oltre ad un certo grado di sviluppo cerebrale. Gli studi dell’università assicurano che non si tratta di un falso nè di una montatura, ma di un fatto fino ad ora inesplicabile. Un esperto in materia ha confermato l’autenticità delle foto rilanciate tra gli altri dal quotidiano tedesco Bild. Nel frattempo in Messico, fra lo stupore generale, nuove indagini intendono far luce sul corpo e l’origine del «bebè alieno».

Qui in Trentino chiameremmo questo genere di storie “monàde”. Per la serie: poi si lamentano se i giornali perdono lettori…

Pagare le notizie? Ah ah

Maggio 27, 2009

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Anna Masera su La Stampa si chiede, o meglio chiede ai suoi lettori, se sarebbero disposti a pagare le notizie. L’interrogativo, peraltro ormai annoso, è stato rilanciato dal convegno annuale organizzato dall’Osservatorio Permanente Giovani Editori.

I responsabili dell’informazione italiani si sono dimostrati d’accordo. “L‘era delle news gratis è vicina al tramonto”, “L’informazione non a pagamento è insostenibile” hanno affermato Giancarlo Cerutti, presidente del Sole 24 Ore, e John Elkann che guida l’Editrice La Stampa. Dello stesso parere anche Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera. «Credo che pagare le news online sia la strada da percorrere», ha esordito Elkann. D’accordo Cerutti, ma il presidente del Sole 24 Ore è cauto. Difficile, spiega, che «si possa passare da tutto gratis a tutto a pagamento. Insomma, il passaggio dovrà essere graduale». Una possibile ricetta arriva da De Bortoli. Il direttore del quotidiano di via Solferino ipotizza una «sfida dei micropagamenti» che potrebbe «riuscire a dare all’utente un servizio personalizzato».

Se De Bortoli fosse un blogger, qualcuno gli darebbe retta? E quanti lettori avrebbe? Qualcuno darebbe retta a uno come John Elkann, che ha avuto l’unico merito, perlomeno finora, di nascere nella famiglia giusta? Ma siccome De Bertoli dirige il Corrierone, ed Elkann guida l’editrice La Stampa, c’è un sacco di gente che pende inutilmente dalle loro labbra. E così i giovani editori si dimostrano uguali a quelli vecchi, anzi peggiori. Perché non hanno ancora capito che ragionano su un mondo ormai in estinzione, dove i “media mainstream” come i loro non hanno futuro, campano solo perché sovvenzionati dai finanziamenti pubblici e perché organici in qualche modo allo status quo. Chi mai pagherebbe on line i loro giornali zeppi di “notizie” di cui non frega niente a nessuno? Non hanno capito che quella che loro considerano “informazione”, è in realtà una sbobba che nessuno è disposto più a ingurgitare, per di più a pagamento.

Ormai la gente si informa altrove, le fonti di informazione, ma soprattutto di commento alle notizie, si sono moltiplicate all’infinito, i vecchi giornali o si rifondano da zero o non hanno futuro. Come ha scritto Clay Shirky La società non ha bisogno dei giornali, ha bisogno di giornalismo“. Parole sante. Per quel che mi riguarda, non spenderei un centesimo per la Stampa o il Corriere a pagamento. Pago invece, e con piacere, per un giornale come quello di Massimo Fini, “Il Ribelle“, perché penso mi aiuti a capire qualcosa della realtà che mi circonda: questo mi serve, un giornale utile per me e non per chi confeziona veline governative.

La prova che in Italia non si è ancora capito ancora nulla dell’andazzo generale è che, mentre in tutto il mondo chiudono i giornali di carta e aprono quelli on line, da noi chiudono quelli on line, come Panorama (che paraltro faceva decisamente schifo).

E la spazzatura sia con voi

novembre 11, 2008

Semplicemente agghiacciante la sezione multimedia di oggi de La Stampa.
Ecco i titoli:

Un cane nudo peruviano per Barack Obama (e chissenefrega)
Svetlana, la donna con 1,32 m di gambe (e chissenefrega)
Elisabetta Canalis di nuovo single (e chissenefrega!!!)
La Kidman sarà un transessuale nel prossimo film (e chissenefrega)
Lula, Berlusconi e i brasiliani del Milan (e chissenefrega)
Il ragazzo cinese che scrive con il naso (e chissenefrega)
Ivana Trump: “Non divorzio da Rossano” (e chissenefrega!)
Iene, la Carlucci litiga con il Trio Medusa (e chissenefrega)
Look aggressivo per la James Bond Olga (e chissenefrega)

Veramente desolante. Inoltre ho notato che sempre più si cerca di rendere i titoli più “sexy” per attrarre qualche click in più. Purtroppo le testate on line dei maggiori quotidiani, quasi tutte, si stanno rapidamente espressizzando, con sezioni gossipare di puttanate & affini sempre più invadenti.