Ancora una volta Telecom Italia ha rimediato una figura di palta a Mi Manda Raitre.

Il programma, condotto in modo eccellente da Andrea Vianello, per la prima volta dopo l’omertosa gestione Marrazzo affronta di petto le molte magagne del monopolista telefonico e lo fa senza mostrare troppi timori reverenziali.

Nella puntata dell’10 novembre scorso, il «bagno di sangue» è toccato ancora una volta al povero, si fa per dire, Dario D’Aleo, «responsabile regolatorio di Telecom Italia» e perfetto prototipo del burocrate monopolista spocchioso e arrogante.

Vestito con un gessato a righe stile Al Capone (ma si può?) si è esibito, col suo linguaggio involuto e ampolloso, nel consueto repertorio di mezze verità e balle spudorate, cioè minimizzando o negando i fatti oltre ogni decenza, davanti a decine di persone in studio inferocite per le bollette gonfiate.

La dimensione del fenomeno, come ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, è terrificante: le truffe telefoniche, di cui Telecom dovrebbe essere ritenuta quantomeno corresponsabile visto che lucra laute percentuali, riguardano milioni di utenti, con un giro mostruoso di «affari».

Secondo la stessa AGCOM (l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) i soli dialer hanno fruttato ai gestori addirittura 200 milioni di euro. Se a ciò si aggiungono i servizi non richiesti, le bollette gonfiate da telefonate mai fatte, addebiti sbagliati e comunque non dovuti e chissà che altro, si arriva a cifre da capogiro.

Quello che appare davvero incredibile è che nessuno, e ci riferiamo alle istituzioni, dal Ministero delle Comunicazioni alle varie Authority, intervenga seriamente per stroncare questo fenomeno vergognoso che non ha eguali nei paesi civili.

Eppure le soluzioni per far cessare questi abusi sarebbero semplici, rapide e di buon senso:

1) inibire tutte le numerazioni speciali, che devono essere attivate solo su richiesta esplicita dell’abbonato;

2) obbligo della conferma scritta, dopo l’attivazione telefonica, per la sottoscrizione di servizi;

3) sanzioni salate per chi trasgredisce o commette abusi

Ma siccome il business è ricco, anzi straricco, nessuno muove un dito.