Disservizio pubblico

aprile 28, 2009

Io non capisco nulla di giornalismo, ma nella giornata di ieri a parer mio LA NOTIZIA era, senza ombra di dubbio alcuno, l’influenza suina, che nel Messico ha già provocato 150 morti e ora rischia di espandersi in tutto il mondo. Aspettavo dunque la consueta puntata di Porta a Porta con una certa impazienza. Già mi vedevo Vespa sguazzare nel dramma con l’aria funebre, intervistare gli esperti (magari ci infilava anche la Parietti, ma pazienza) con la voce accorata. Insomma agognavo sapere.

Era una notizia “meravigliosa” infatti anche per i possibili ascolti: una pandemia, una nuova peste del millennio che terrorizza tutti, fantastico. Man mano che aspettavo l’orario d’inizio, m’è venuto però il tarlo del dubbio: vuoi vedere che Vespa si mette a parlare d’altro? Neanche a farlo apposta, all’ora fatidica scopro che la puntata è dedicata alla festa della liberazione del 25 aprile, ospite in studio Dario Franceschini. Ho girato immediatamente su Raitre.

Io non capisco nulla di giornalismo, eppure avrei giurato che ieri quella era la notizia. Per Vespa evidentemente no. Se proprio non si volevano inseguire gli ascolti, se non si volevano creare inutili allarmismi, forse valeva la pena fare almeno una trasmissione d’informazione per spiegare alla gente che stava succedendo, una trasmissione di servizio pubblico insomma.

Ma per la Rai che censura prontamente un vignettista, informare seriamente e tempestivamente dev’essere proprio una “mission impossible”.

Zombie sul Due

aprile 16, 2009

Per caso sono incappato nel programma “Insieme sul Due” di Rai2, rotocalco quotidiano sui “temi caldi affrontati ogni giorno dalle famiglie italiane e l’incontro con la grande attualità e l’informazione” (sic), condotto da Milo Infante.

Mi sono fermato ad ascoltare perché si parlava di internet. Dopo pochi secondi si è capito subito l’andazzo: “Internet è aberrante, Facebook tremendo perché è un sorrogato della realtà che viene sostituita dal virtuale…” e via con altre facezie simili.

Chi proclamava, con ammirevole sicumera, queste trite e ritrite stupidaggini? Sempre i soliti zombie del cimiteriale teatrino televisivo: Alba Parietti più gonfia che mai (è detta anche “Silicon Valley”), Francesco Alberoni noto più per il suo celebre riporto che per le “alberonate” scritte nei libri, la direttrice di scemenze “Diva e donna”, Silvana Giacobini, e l’attore (?) ormai arruolato carabiniere effettivo Andrea Roncato. Il programma, e non poteva essere diversamente, è dell’ineffabile Michele Guardì.

Ora, che siano costoro, che sopravvivono solo grazie al canone obbligatorio, a fare la predica delle presunte aberrazioni di internet, è davvero grottesco. Proprio loro, che abitano da sempre nel teatrino virtuale televisivo, degli zombie che stanno insieme col silicone e che non potrebbero concepire, tra una pietosa ospitata e l’altra, null’altra esistenza al di fuori del tubo catodico, vengono a descriverci le aberrazioni di internet? Essù, un minimo di pudore no?

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Di tutte le ridicolaggini di cui si poteva coprire la Rai, la peggiore è quella di censurare il vignettista di Anno Zero, Vauro Senesi.

Il direttore generale della tv pubblica, Mauro Masi, ha chiesto a Santoro che «sin dalla prossima puntata» di Annozero «siano attivati i necessari e doverosi riequilibri informativi specificatamente in ordine ai servizi andati in onda dall’Abruzzo» ma non al dibattito in studio di giovedì scorso.

Masi lo ha chiesto in una lettera inviata allo stesso Santoro e ai direttori del Tg3, Antonio Di Bella e di Raidue, Antonio Marano. Nella lettera è stata anche valutata «gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico la vignetta di Vauro Senesi “Aumento delle cubature. Dei cimiteri”». Di qui la decisione di sospendere il vignettista.

C’è ancora qualche dubbio che la Rai debba possa essere considerata un “servizio pubblico” e non un carrozzone indecente in mano ai partiti?

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Il nuov show di Veronica Maya sulla Rai, “Incredibile”, è durato una sola puntata. E’ stato infatti subito chiuso dopo aver appreso i disastrosi dati di ascolto: appena 3.189.000 spettatori per il 12.54% di share. Un risultato che Veronica Maya proprio non si aspettava: «Non solo io, nessuno. Come minimo pensavamo al 18-20%. L’amarezza è innegabile».

In base a quali calcoli o previsioni da negromante si puntasse al 18-20%, non è dato sapere. «Il direttore Del Noce in pieno accordo con i vertici aziendali ha deciso la cancellazione delle prossime puntate del programma, che difficilmente avrebbe potuto acquisire la competitività necessaria» ha comunicato l’azienda.

Sarebbe carino a questo punto sapere quanto è costato al contribuente questo grazioso esperimento, e per quale ragione direttori e “vertici aziendali” della tv di Stato, autori di questi disastri, non pagano mai per i loro errori ma, anzi, rimangono sempre ben saldi sulla poltrona.

Gasparri tiè

febbraio 13, 2009

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Questa vignetta ha fatto imbufalire l’ineffabile Gasparri, che ha minacciato la cacciata dei “volgari sciacalli” dalla Rai, Santoro e Vauro. Se posso far incazzare ulteriormente Gasparri, ripubblico volentierissimo la vignetta.

Zavoli amari

febbraio 4, 2009

La vicenda della nomina del presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, dopo il penosissimo e imbarazzante tira e molla con Riccardo Villari che non si schiodava dalla poltrona, si è conclusa in modo grottesco con l’elezione del quasi novantenne Sergio Zavoli.

“Vigilare” a 90 anni. Ma in quale altro paese esiste una commissione vigilanza sulla tv di Stato nominata dai partiti, e in quale altro paese si mette su una poltrona simile, già surreale di per sé,  un signore che dovrebbe essere in pensione da almeno un ventennio?

A chiunque legga le notizie che arrivano dall’America e dal nuovo corso inaugurato da Barack Obama, questo indecoroso accapigliamento per una poltrona di commissione da dare a tutti i costi ad un novantenne, dà la misura della distanza che ci separa dall’essere un paese decentemente moderno.

Come vi immaginate a 86 anni?

novembre 19, 2008

Non so se arriverò a questa veneranda età, mi pare difficile e perciò fatico a immaginarmi come sarò e cosa farò a 86 anni. Magari sarò già passato a miglior vita o, con un po’ di fortuna (dipende dai punti di vista), baderò ai nipotini ai giardinetti, oppure leggerò, studierò, dipingerò, ascolterò musica, forse sarò definitivamente rimbambito su una sedia a rotelle in casa di riposo o magari romperò ancora le scatole con questo blog (peggio per voi :).

L’idea però di essere a 86 anni, quando cioè si potrebbe vivere gli ultimi anni della propria esistenza, si spera serenamente e senza troppi patemi d’animo, nominato presidente della commissione vigilanza della Rai come Sergio Zavoli, è una prospettiva semplicemente agghiacciante.

Ma cosa spinge un uomo di quell’età ad aggrapparsi coi denti, anzi con la dentiera, alla poltrona? Zavoli ha avuto una carriera professionale invidiabile, ha guadagnato molto, è stato giornalista e scrittore di successo, senatore della Repubblica, presidente della Rai. Possibile che alla sua età non avverta l’esigenza di farsi da parte, di lasciare un po’ di spazio anche agli altri?

Voi come vi immaginate a 86 anni?

Il paese delle mummie

novembre 18, 2008

Sulla lunare vicenda della nomina del presidente della commissione di vigilanza della Rai andrebbe steso un velo pietosissimo. Obama in America vuole la banda larga ovunque e per tutti, qui da noi i partiti si scannano per controllare il dinosauro della televisione di Stato.

Ignorare questa vicenda penosa tuttavia non si può, perché il finale rischia di essere più grottesco dell’inizio. Dopo furiose trattative, pare che PD e PDL abbiano trovato un’intesa sul nome. Forse, dico io, si poteva convergere su un nome nuovo, uno giovane, moderno. Come no. Risultato? Vogliono riesumare Sergio Zavoli,  86 anni (ottantasei!). Che futuro si può sperare in questo paese di mummie?