Giro di vite su tutto

maggio 19, 2009

L’articolo 60 del decreto sicurezza approvato alla Camera (e in attesa di approvazione definitiva al Senato) dice che se qualcuno, sulla rete internet, insomma da un sito qualunque, istiga alla delinquenza o alla disobbedienza alle leggi, il Ministero dell’Interno gli può tagliare il collegamento. Non solo: a dover intervenire all’istante (entro 24 ore) è il provider, pena una multa da 50 mila a 250 mila euro (!).

Insomma se rompi le palle, via il collegamento a internet. Questo articolo allucinante è stato infilato nel decreto che doveva servire, in teoria, a regolamentare l’ingresso di immigrati nel nostro paese. Ci è stato messo dentro di tutto, dal pugno di ferro contro i graffitari, con la reclusione fino a 1 anno e 3000 euro di multa, alla procedibilità automatica di ufficio per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, per il quale se si protesta in modo un po’ troppo energico col vigile che fa la multa, si rischiano fino a 3 anni di prigione.

Cosa c’entrino i graffitari, o i bloggers che magari istigano al non pagamento del canone Rai, con la sicurezza, lo sanno solo al Governo.

via Barbiere della Sera

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