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Questa è l’ultima volta che compro roba De Longhi. Già mi ero pentito dopo l’acquisto di un condizionatore “Pinguino”, ora ci sono ricascato con un umidificatore, modello UH 800 E.

Già la sigla fa girare le scatole: ma è così difficile mettere delle sigle più semplici e magari intelleggibili? Tra l’altro sul sito ufficiale De Longhi il mio modello non c’è. Eppure l’ho comprato l’altro giorno, non dieci anni fa. C’è il modello UH 660 E, UH 650 M, VH 200, VH 100, ma l’UH 800 E no. E non chiedetemi il significato delle sigle.

L’oggetto ha un’estetica gradevole ma, come al solito, è sull’usabilità che casca l’asino. La tanica è capiente, 6,5 litri, ma è scomodissima da riempire: è una specie di “uovo” che bisogna staccare dalla base, per riempirlo bisogna rovesciarlo e svitare un tappo sul fondo. L’uovo è piuttosto grande, quindi non ci sta nel solito lavandino, perciò  bisogna attrezzarsi con una caraffa o un annaffiatoio, badando bene a non rovesciare l’uovo perché, essendo sferico, non sta in piedi da solo.

Riempito d’acqua l’uovo, si rimette il tappo e lo si ri-capovolge (occhio che se avete avvitato male il tappo rischiate di allagare la stanza). Lo si risistema quindi sulla base infilando i suoi quattro piedini nei rispettivi fori. Mi immagino una persona anziana maneggiare un uovo scivoloso da 6 chili e mezzo, col rischio concreto di farlo cadere e romperlo.

Domanda: era così difficile fare un’apertura direttamente sull’apparecchio per un banale rabbocco? La stessa solfa della tanica rovesciabile c’era anche sul condizionatore Pinguino, con l’aggravante che la tanica in quel caso pesava 15 o 20 kg, roba da ernia al disco! Mi immagino ancora la vecchina trascinare la tanica sul pavimento e poi fare sollevamento pesi.

Passiamo ai comandi dell’umidificatore: c’è un serie di bottoni e un display che indica (o dovrebbe indicare, come vedremo in seguito) la percentuale di umidità della stanza, oltre a poter impostare l’umidità desiderata. I comandi  sono sul lato inferiore dell’apparecchio: siccome gli umidificatori di solito si mettono sul pavimento, bisogna buttarsi per terra per leggere i bottoni a 2 cm dal pavimento. Altra domanda: era così insensato mettere i comandi sul lato superiore, così almeno ci si inginocchiava e basta?

Non è finita: appena acceso l’apparecchio, “l’umidostato“, come lo chiamano loro,  segnava 55%. Dopo una nottata di funzionamento era sceso a 45%! Ma come, non doveva umidifcare la stanza? Delle due l’una: o l’umidostato non funziona, o l’apparecchio deumidifica invece di umidificare. Se l’umidostato non funziona come dovrebbe, sottostimando la percentuale di umidità effettiva, se ne deduce  che l’apparecchio NON si spegnerà quando ha raggiunto l’umidità impostata, oppure si spegnerà per gli affari suoi, senza alcuna relazione con la vera umidità dell’ambiente. Insomma è impossibile sapere quant’è realmente l’umidità dell’aria nella stanza e, di conseguenza, anche regolarla.

Il disastro di usabilità si conclude col libretto di istruzioni in 13 lingue, scritto dal solito delinquente, incluse le indispensabili pagine in greco, svedese e ugro-finnico. L’approssimazione e la sciatteria con cui sono scritte le istruzioni completano il quadro: i vari pezzi sono contrassegnati da lettere invece che da numeri, più semplici da ricordare. Così al posto del più banale, e intuitivo, “+” e “-” per regolare l’umidità, abbiamo due bottoni indicati con  “p” e “q” (!). Ma perché?

Sulla  pagina delle caratteristiche tecniche c’è una serie di asterischi: significa che la funzione c’è o non c’è? Un “sì” e un “no” era troppo banale?  Nella riga della potenza assorbita, infine, un dato piuttosto importante circa i consumi,  c’è la scritta “vedi targha caratteristiche” (testuale), senza alcun cenno però di dove sia questa “targha”. Forse è sul fondello dell’apparecchio, ma se è già in funzione bisognerebbe spegnerlo, aspettare che si raffreddi e svuotarlo per poter guardare se c’è l’etichetta. Non si poteva mettere il dato direttamente su libretto di istruzioni?

Dulcis in fundo, esiste un centro telefonico di assistenza  pagamento, la DLS service, di cui però non sono indicati né i giorni né gli orari di funzionamento. Insomma secondo De Longhi dovrei telefonare e spendere altri soldi per segnalare che il loro apparecchio è difettoso.