Il giornalismo italiano vola alto (sugli aerei di Stato)

giugno 19, 2007

Per la seconda volta l’inviato de La Stampa è stato lasciato a terra – e solo lui –nel viaggio istituzionale del Ministero degli Esteri, Massimo D’Alema.

Dalla lista di chi era autorizzato a viaggiare con il volo dell’Aeronautica Militare il suo nome è stato depennato. Pare che la scelta di non farlo salire sull’aereo di Stato sia stata presa personalmente da D’Alema, che non aveva gradito la pubblicazione del rapporto Kroll in cui si riferiva di un suo presunto conto segreto in Brasile.

Alla Stampa precisano di non volere enfatizzare il caso più del necessario:

«Ci limitiamo a sottolineare che un uomo delle istituzioni ha pienamente diritto di non far salire persone sui mezzi che gli appartengono, macchine, aerei o barche da diporto. Se però dispone dei beni pubblici come se fossero suoi, apre una questione che va al di là dello stile che il ruolo dovrebbe comportare».

Sul caso è intervenuto il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, che solidarizza con il giornale di Torino e attacca D’Alema:

“Dimentica la libertà di stampa. Dimentica forse che la civiltà di un paese si misura nel livello di autonomia e dipendenza dell’informazione”

In tutta questa vicenda però c’è qualcosa che non quadra. Perché un ministro deve portarsi dietro, a spese del contribuente si capisce, decine di giornalisti? Il Ministero non ha un ufficio stampa? I giornali non hanno soldi per mandare gli inviati a spese loro?

Che razza di “informazione indipendente” può essere quella che viaggia a scrocco sugli aerei di Stato insieme ai politici?

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9 Responses to “Il giornalismo italiano vola alto (sugli aerei di Stato)”


  1. La stessa valutazione che avevo fatto io leggendo la notizia. Anzi, m’ero spinto oltre: per risprmiare un po’ di inquinamento, e per tirar su un po’ di grana, che viaggino pure con Dalema, ma che paghino il biglietto.

    Poi è molto interessante il seguente paradigma di lettura:

    100 giornalisti

    Dalema su un aereo

    1 giornalista non viaggia sull’aereo perchè ha detto una cosa che non andava bene a Dalema.

    gli altri 99…

  2. aghost Says:

    appunto. Comunque non capisco perché i nostri politici non possono prendere i voli di linea come i comuni mortali. Hai idea di quanto costino i voli dell’Aeornautica? Per non parlare dei voli con gli aerei blu…

  3. Alessio Says:

    http://dambra.wordpress.com/2007/06/13/i-mezzi-dello-stato/
    “Il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha scritto al Corriere della Sera – come il suo addetto stampa scrisse al Golfo – per spiegare le ragioni per cui lui, come i suoi predecessori, sono costretti a viaggiare con l’aereo dello Stato. Meravigliandosi per un trattamento mediatico non riservato anche ad altre autorità, l’ex capataz di Rifondazione Comunista spiega che vola con gli aerei di Stato, anche per andare in vacanza, per ragioni di sicurezza, perché l’uso dei voli di linea comporterebbe disagi per i cittadini. Il tutto statuito da direttive e circolari.”

  4. aghost Says:

    la giustificazione di bertinotti è ridicola. Se viaggiasse da solo, come fanno tutti i comuni mortali, cioè senza 30 persone di scorta e il solito codazzo di accompagnatori, non creerebbe nessun disagio. Ma capisco che sia molto piu comodo viaggiare senza seccature con l’aereo di Stato, tutto per sè.

  5. Luca Rosso Says:

    Mi pare sia stato Papa Giovanni Paolo II ad aver lanciato la moda dei giornalisti al seguito. La moda invece di lasciare i giornalisti a piedi per quanto riguarda tempi recenti sia analogo ad un certo editto di Sofia…. a riprova del fatto che destra e sinistra sono simili. Buon lavoro ;-)

  6. aghost Says:

    A me piacerebbe sapere se questa moda del codazzo di “giornalisti amici” esiste anche negli altri paesi: probabilmente si ma dubito molto in questa forma sfacciata. Questo modello, sia pure in piccolo, è ben robusto anche qui in trentino quando certi assessori vanno in “missione all’estero” e si portano dietro giornalisti, amanti, portaborse vari. Tutto a spese del contribuente bue.

    Certo per il giornalista è una pacchia: si fa un bel viaggio in Brasile, per dire, mangia e beve tutto spesato per 1 o piu settimane. Potrà mai scrivere qualcosa di negativo sull’assessore che gli fa questo regalo?

  7. schatten Says:

    Si, mi pare inquietante. Inoltre in base a quale norma D’Alema nega l’accesso al giornalista, visto che l’aereo non è di sua proprietà, ma dello Stato?

  8. aghost Says:

    purtroppo sono metodi ben collaudati per blandire e “addomesticare” la stampa.

  9. Luca Rosso Says:

    Mmm… ricrdo che funziona così ad ogni livello, perlomeno con tutti quelli a cui conviene. Trattare così il contribuente bue non paga ancora :-)


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