La moda delle “10 domande a” non è stata inventata da Repubblica per Silvio Berlusconi. Quando la Lega era nemica acerrima di Berlusconi, e Bossi chiamava l’attuale premier “il mafioso di Arcore”, la Padania pubblicò non 10 ma ben 11 domande sugli imbarazzanti trascorsi del premier.

Domande che, allora come oggi, sono rimaste senza risposta. Gli italiani hanno notoriamente memoria corta, ma una ripassata su cosa diceva la Lega di Berlusconi non farebbe male. Nel video, il solito battagliero Piero Ricca cerca di ottenere, invano, qualche spiegazione in proposito dall’onorevole Borghezio.

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Brutta vicenda di censura preventiva a La7. Il direttore Antonello Piroso ha cancellato l’inchiesta di Silvia Resta che doveva andare in onda nel programma “Reality” del 16 novembre.

L’argomento principale era la storia del famoso “papello” di Riina, e parlava dei presunti rapporti che Marcello Dell’Utri avrebbe avuto con dei mafiosi, anche di peso notevole nell’organizzazione. In particolare, si parlava dei suoi rapporti con i fratelli Graviano, coloro che fondarono il primo circolo di Forza Italia a Palermo-Brancaccio e che successivamente furono condannati per la bomba ai Georgofili di Firenze.

Piroso ha negato la trasmissione del servizio perché secondo lui l’inchiesta aveva una «costruzione a tesi» e «testimonianze unidirezionali», inoltre ha accusato la Resta di fare «giornalismo militante». E’ insorta la redazione, che ha protestato ribadendo la bontà dell’inchiesta e contestando anche il modo, cioé la censura scattata a poche ore dalla messa in onda. “Sconcerto” e un “invito a ripensarci” sono stati espressi dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio e da Stampa Romana.

La metamorfosi

ottobre 17, 2008

L’altro giorno ho visto Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia, in un dibattito televisivo. Suscita stupore e incredulità una metamorfosi, è il caso di dirlo, così “radicale”. L’ex figlioccio di Pannella, che ho sinceramente ammirato nei primi tempi della sua militanza a fianco del vecchio leone liberale, è passato armi e bagagli con Silvio Berlusconi.

Per carità, s’è visto di peggio e non è certo il solo ad aver fatto il triplo salto mortale: basti pensare all’ex radicale più illustre, Francesco Rutelli, da anticlericale a baciapile, o a Elio Vito, anche lui traslocato da Silvione con elegante disinvoltura. Per non parlare di altri celebri voltafaccia, come quello degli ex-comunisti pentiti: Gad Lerner, Giuliano Ferrara, Carlo Rossella, Sandro Bondi. Si dice che non è peccato cambiar idea e di solito lo si ribadisce col motto “la coerenza è la virtù degli imbecilli”. Sarà.

Avevo intuito in tempi non sospetti dove sarebbe andato a parare il giovine Capezzone, quando a un certo punto divenne un ammiratore dei neocons americani come Ledeen (io li chiamavo i “neocojons”) e fervente sostenitore di George Bush e delle sue guerre preventive. Il fondo lo toccò quando in una trasmissione mattutina, durante la rassegna stampa a Radio Radicale, Capezzone difese l’invasione dell’Iraq sostenendo che in fondo, fino a quel momento, quella guerra aveva fatto “solo quattromila morti” (!).

Immaginavo che un personaggio intelligente e ambizioso come lui
, prima o poi si sarebbe scontrato con Pannella. Troppi due galli nello stesso partitino, ma stavolta è stato il galletto giovane a dover fare le valigie. Per uno sveglio come l’ex segretario radicale, un posto da sottosogretario, e un domani magari da ministro in qualche governo o governicchio, di destra o di centrosinistra poco importa, non è un epilogo così improbabile. Non avrei però immaginato, perlomeno non così presto, il triplo salto mortale della quaglia: addirittura portavoce di Forza Italia (a proposito, ma la Gardini che fine ha fatto?).

Insomma lo guardavo avvilito in tv per l’appunto, ribattere aggressivo e petulante come un Bondi qualsiasi, senza più alcuna credibilità. Ho provato una gran tristezza.