Pugno di ferro anche coi ciclisti
Luglio 3, 2009

Nell’agghiacciante legge sulla sicurezza del governo Berlusconi capita di scoprire “perle” che hanno dell’incredibile, come la trovata di togliere i punti della patente anche ai ciclisti.
La novità è che chi compie infrazioni al codice della strada pedalando in bicicletta potrà vedersi decurati i punti sulla patente. Al che nasce immediatamente la domanda: e chi la patente non ce l’ha? E anche fosse, ma che c’entra? E a questo punto, perché non levare i punti della patente anche ai pedoni, per esempio a quelli che non attraversano sulle strisce?
Sembra inconcepibile che qualcuno abbia potuto immaginare, e scrivere, una norma così demenziale, in un delirante furore burocratico-legislativo che mette assieme immigrati clandestini, scafisti, badanti e ciclisti. Cosa abbia a che fare questo con la sicurezza, quella seria, resta tutto da capire.
Fuori onda
Luglio 3, 2009
Meraviglioso “fuori onda” durante un dibattito televisivo tra il giornalista Roberto Straniero e Francesco Ventola. E’ singolare notare che, spesso, i fuori onda sono assai più interessanti di quello che va in onda ufficialmente.
Karl Malden
Luglio 2, 2009

È morto a 97 anni il celebre attore americano Karl Malden. Specializzato in parti di caratterista, con quel gran naso a patata, aveva vinto l’Oscar per il ruolo di Mitch in “Un tram che si chiama desiderio” (1951) di Elia Kazan, in cui aveva recitato con Marlon Brando.
Proprio con Brando me lo ricordo nella parte di un meraviglioso bastardo in I due volti della vendetta. Ogni tanto lo danno in tv, se capita guardatelo :)
Il sacrificio di Francesco
Luglio 1, 2009

Francesco Alberoni continuerà a tenere la sua rubrica “Pubblico&Privato” sul Corriere della Sera del lunedì. Ne dà notizia il settimanale “Chi”, che aveva anticipato il tira e molla tra RCS e il famoso sociologo-scrittore (tranquilli, io la notizia l’ho appresa da L’Adige :).
Nell’ambito dei tagli previsti dal piano di ristrutturazione, la sua rubrica era stata cancellata e il suo contratto non rinnovato. Poi il Corriere ci ha ripensato e ha fatto marcia indietro, chiedendo però un “sacrificio economico” al suo editorialista. “In sostanza” ha spiegato Alberoni “guadagnerò di meno ma continuerò a scrivere il lunedì il mio “Pubblico&Privato”.
Siamo tutti molto contenti. Peccato solo che “Chi”, rivista gossipara per eccellenza, non abbia fatto uno sforzo e abbia omesso l’unico elemento interessante della notizia: ovvero qual era il compenso per la preziosa rubrica di monate dello scrittore, e quale sia stato il suo sacrificio economico.
Non per nulla, ma anche stavolta mi sono ricordato, come per l’altra gloriosa rubrica di puttanate targate Lina Sotis, che il gruppo RCS - Corriere della Sera, intasca 25 milioni di euro di finanziamento pubblico (venticinque, nel 2006, secondo il dipartimento Informazione e editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri). Insomma mi sembrava carino sapere come vengono spesi i soldi del contribuente.
Facinorosi
Luglio 1, 2009
Il TG5 ha definito “facinorosi” i contestatori che inveivano contro il Premier ieri in visita a Viareggio, il giorno dopo il terribile disastro ferroviario. “E’ la solita sinistra che si dovrebbe vergognare” ha detto Berlusconi, visibilmente infastidito.
Tutto può essere ma, francamente, sembrava difficile che i contestatori visti nei vari video fossero gruppuscoli organizzati dalla sinistra: si distinguevano giovani ma anche anziani, impiegati, studenti, perfino quiete massaie che urlavano con quanto fiato avevano in gola “buffone” e “vergogna”.
Piuttosto rifletterei sul fatto che è una ben strana democrazia quelli in cui i cosiddetti “rappresentanti del popolo” hanno paura a girare per strada da soli, e quando vanno tra la gente lo devono fare con la scorta, le guardie del corpo e i cordoni di polizia.
Battaglie perse
Giugno 30, 2009

Steven Vromman, cittadino belga di 48 anni, ha deciso di vivere con una impronta ecologica bassissima, mantenendo comunque una buona qualità della vita.
«Sulla terra ci sono sei miliardi settecentomila abitanti, dividendo il pianeta per ogni singolo individuo, la quantità di terra a disposizione di ognuno è di 1,6 ettari. Se tutti vivessero come i cittadini del mondo occidentale, come i belgi con una media di 5,1 ettari, ci vorrebbero tre pianeti!». Steven aveva già una coscienza ambientalista e non possedeva un automobile: il suo impatto ambientale era di 3,5 ettari. Non è andato a vivere nella foresta come un eremita ma è rimasto a casa sua, a Gent, ricca città delle Fiandre a 56 km da Bruxelles. Ha deciso di modificare le sue abitudini quotidiane e ha apportato innovazioni “verdi” alla sua abitazione.
Per alimentare il suo computer, utilizza l’energia generata pedalando su una bicicletta da passeggio collegata con un generatore di corrente e una batteria. Con venti minuti di pedalate ha elettricità per utilizzare 1 ora il computer. Ha scelto un computer portatile perché consuma meno di un normale computer da scrivania. Ha un lettore mp3 che funziona a manovella con una dinamo. Ha sostituito tutte le vecchie lampadine di casa con quelle ecologiche, ha messo uno strato di carta velina trasparente sui vetri delle finestre ottenendo così lo stesso effetto delle finestre a doppio vetro. Trattenere il calore è fondamentale per consumare minore quantità energia possibile. La temperatura in casa è di 18 gradi. Tra i termosifoni e il muro c’è uno strato di alluminio, così il calore non si disperde sulla parete, ma è reindirizzato nell’ambiente casalingo. Il pavimento è isolato tramite un soppalco di 10 centimetri fatto di sughero – «È un ottimo materiale isolante ed è naturale» – dice Steven Vrommer che ha eliminato da casa la televisione, il ferro da stiro, il bollitore e il forno a microonde. I giornali non li compra, li consulta in biblioteca.
Steven ha fuori dalla sua casa a piano terra una cisterna nella quale raccoglie acqua piovana che utilizza per il bagno. L’acqua corrente del rubinetto serve solo per bere, cucinare e lavare i piatti. Bagnoschiuma e shampoo sono banditi, preferisce una tradizionalissima saponetta. Si rade con lamette usa e getta e schiuma da barba. D’estate l’impianto di riscaldamento dell’acqua rimane spento e, se serve, scalda l’acqua sul fornello a gas. Il consumo di acqua è enormemente basso: 15 litri al giorno contro i 120 litri consumati generalmente procapite. Per il cibo compra solo prodotti locali, spesso dalle fattorie, il latte per esempio. «Se compri alimenti che vengono da paesi lontani c’è il consumo di energia per il trasporto con navi e aerei». Acquista cibo non confezionato: prezzo basso e assenza di produzione di rifiuti. Nel salotto ha varie piante e coltiva pomodori e insalate. È vegetariano - infatti con la carne si produce un alto tasso di emissioni di CO2 – ma non vegano. «Ho tentato, ma con i miei due figli, è difficile».
Compra solo indumenti di seconda mano, unica eccezione le scarpe da jogging: «Mi piace andare a correre e le scarpe usate non sarebbero comode». «La mia vita costa il 20% in meno rispetto a prima». In un mese Steven produce 1 kg di immondizia generica. Il suo recipiente per le lattine e contenitori vari è lì da un anno senza mai essere stato svuotato, non ancora riempito per i suoi 500 grammi di capacità. In un anno e 1 mese è arrivato ad avere un’impronta ecologica di 1,9 ettari. Il suo traguardo di 1,6 sarà raggiunto quando a breve, in accordo con il proprietario di casa, isolerà anche il tetto. Il suo stile di vita vuole essere un esempio per tutti i cittadini, per questo ha rifiutato la candidatura alle prossime elezioni europee nel partito dei Verdi. «Non è difficile vivere in armonia con il pianeta, dobbiamo, però, tenere sempre in mente che ne abbiamo uno. Dobbiamo solo cambiare un po’ il nostro modo di pensare».
Tutto bello, in teoria, ma la vita “low impact” di Steven Vromman descritta dal Corriere a me pare una vita d’inferno. Tra l’altro impraticabile a gran parte delle persone. Provate a vivere senza automobile, tanto per dire, o andate a comprare il latte nelle fattorie (quali?), magari abitando a Milano o Roma. E’ quel genere di battaglie perse che a volte qualcuno, come Steven Vromman, persegue stolidamente nell’illusione di poter cambiare qualcosa.
E’ vero che spesso si possono seguire alcuni comportamenti virtuosi che limitino gli sprechi più evidenti, ma se non si cambiano le cose a livello di “sistema”, sono battaglie inutili e velleitarie. Sarà anche che io sono poco paziente, ma già mi innervosico quando non trovo la campana dei rifiuti dove dovrebbe essere (si perché dove abito io le spostano a tradimento), oppure quando devo prendere l’auto e fare svariati chilometri per andare a portare i miei rifiuti al centro di raccolta differenziata. Ma ha senso costringere i cittadini a portare a spasso i rifiuti con l’automobile, e quindi a consumare e inquinare ulteriormente? Piccolo esempio: nel mio piccolo orto potrei fare il compostaggio. Ma la società municipalizzata Spa che gestisce i rifiuti mi “premia” con ben 5 euro l’anno di sconto sulla tassa per i rifiuti. Avete capito bene, 5 euro l’anno!
Altro esempio, notizia di ieri: la UE ha stabilito che i caricabatterie dei telefoni cellulari dovranno essere di un unico tipo. Bravi, e ci voleva tanto? Certo potevamo ricaricare il telefono con la manovella con la dinamo come fa Steven Vromman, ma ha senso? Ha senso che uno metta le lampadine ecologiche in casa e poi fuori, in strada, ci sono insegne luminose di tutti i tipi che funzionano giorno e notte?
La logica di imporre delle regole ai costuttori di telefonini dovrebbe essere applicata a tutti i settori che comportanto consumi di massa come per l’energia elettrica, l’acqua, l’industria di qualsiasi tipo. Pretendere che sia il singolo cittadino di buona volontà ad adottare comportamenti virtuosi ed ecologici è assurdo.
Medium di massa
Giugno 29, 2009
Uno che aveva la vista lunga…
Pazzo o genio?
Giugno 29, 2009
Berlusconi come Michael Jackson
Giugno 26, 2009

Michael Jackson è morto prematuramente, a soli 50 anni. Non posso dire di essere stato un suo fan, ma gli riconoscevo un grande talento.
Di Jackson mi aveva sempre colpito la sua progressiva mostrificazione, nel penoso tentativo di essere o somigliare a qualcun altro. Lo sbiancamento della pelle, le ripetute operazioni chirurgiche per cambiarsi i connotati, le fobie assurde e, infine, il processo per molestie a minorenni, lo hanno fatto diventare un un personaggio grottesco, per non dire patetico.
Non so perché ma la sua morte mi ha suggerito un parellelo con Berlusconi. Anche lui, mi pare, dimostra una tragica incapacità di accettare la realtà, come la decadenza fisica. Ossessionato dall’idea di dover piacere a tutti i costi, dalla brama di potere. Insomma l’incapacità di godersi serenamente i suoi miliardi, le ville, la fama, il successo.
PS: il morphing dell’immagine è stato realizzato con www.morphthing.com
Tragic Italy
Giugno 25, 2009

“Per la sua ideazione ci siamo orientati su due concetti forti: l’eccellenza del Made in Italy, arte, moda e design, e l’essenza del Made in Italy, natura, sapori, bellezza. Per i paesi esteri lo slogan sarà Magic Italy“.
Queste le parole del ministro del Turismo Vittoria Brambilla nel presentare ieri, assieme al premier Berlusconi, il nuovo logo dell’Italia riveduto e corretto. La prima versione da televendita di materassi, o di padelle, su qualche oscura tv regionale, non era piaciuto molto. Ora hanno tolto il riflesso di luce e il logo spicca, quasi fosse listato a lutto, su un tetro fondale nero. L’onda tricolore sembra sommergere tutto.
«Scopri l’Italia, nascerà un grande amore» è invece lo slogan dello spot girato da Berlusconi in persona. Siamo ansiosi di verderlo, peggio di quello di Rutelli non potrà essere. Anche se ci si chiede quanto sia opportuna la personalizzazione della pubblicità di un paese legandola alla figura di un mezzo puttaniere, sia pure occasionalmente Presidente del Consiglio. Dubitiamo che Zapatero, Brown, Putin, la Merkel o Sarkozy si presterebbero a questa buffonata.
Intanto in rete, sul nuovo logo piovono critiche a catinelle. Nel sondaggio del Corriere della Sera, su 8159 voti, il logo non piace all’85% dei votanti.




