Vi siete persi? Niente paura c’è lo Spot…
Maggio 13, 2008

Vi siete persi in montagna e il cellulare non prende? Niente paura c’è lo “Spot“. Non quello pubblicitario, ma un aggeggio di emergenza che non conoscevo.
In sostanza sostituisce il (carissimo) telefono satellitare, permettendo di inviare tre tipi di messaggi:
1) “Emergenza” a cellulare (e/o mail)
2) “Tutto ok” a cellulare (e/o mail)
3) Segnale di emergenza ad un loro centro di assistenza che provvede ad avvisare il numero di soccorso della nazione in cui ci si trova (deducibile dall’invio delle coordinate geografiche). Lo Spot invia inoltre le coordinate GPS del mittente.
Si trova su Ebay a meno di 100 euro, il servizio base costa 99 euro ma attenzione, pare che in Italia ancora non funzioni con nessun gestore di telefonia mobile. In pratica funziona solo il segnale di emergenza. Qualcuno ce l’ha o ha avuto modo di provarlo?
E’ reclamizzato qui
www.findmespot.com
Repubblica, niet tv a quelli col Mac
Maggio 13, 2008
Ogni tanto guardavo Reubblica TV, ma oggi scopro non si vede più una ceppa. Hanno cambiato qualcosa (ma perché?) e col mio nuovo Mac non si vede più nulla. Leggo cliccando su una scritta microscopica che si dovrebbe scaricare un nuovo client, Rinera, che però è solo per pc, ma pare che per Mac non ci siano al momento alternative affidabili. I geni di Repubblica non hanno messo alcuna spiegazione, nessun avviso, nelle istruzioni non c’è neppure un link utile. Ma perché tagliar fuori quelli col Mac, visto che il vecchio sistema tuttosommato non funzionava male? Bah
Gente che lavora
Maggio 13, 2008
Brunetta vuole licenziare i fannulloni in ufficio… ma perché? :)
Il ping pong del Presidente
Maggio 10, 2008

Cresce la febbre da sport in Cina in vista delle Olimpiadi. Anche Hu Jintao,
presidente della Repubblica Popolare Cinese in visita in Giappone, si esibisce in questo video contro due campionesse. Che si fanno infilzare, fantozzianamente, come tordi.
Current tv o solita sbobba?
Maggio 9, 2008

Ho dato una rapida occhiata alla tanto strombazzata Current Tv di Al Gore, presentata in pompa magna recentemente a Roma, con tanto di pubblico bloggarolo.
Ebbene: non mi piace. Current Tv è noiosa come è noioso Al Gore. Questa webtv che dovrebbe essere rivoluzionaria, almeno nelle intenzioni, è una specie di yuotube più elegante, ripulita dell’immondizia. Anche i programmi sono i soliti mini documentari simili alla sbobba che ci propina quotidianamente Sky. Non roba brutta intendiamoci, ma insomma nulla di veramente interessante. Se questo dev’essere il futuro, andiamo male.
La sensazione prevalente entrando nel sito di Current Tv è quella di un certo spaesamento. Entri e non c’è nessuno. Si vagola tra i menu, si guaridicchia questo o quello ma ci si stufa presto. Insomma non mi prende, e continuo a pensare che tutte queste webtv, che spuntano come funghi, continuino a sbagliare l’approccio. Io in una web tv voglio vedere qualcuno vivo, non frattaglie televisive riciclate. Voglio qualcuno che mi parli, che mi racconti qualcosa, non voglio un juke-box tv col gettone. Insomma voglio persone con un’anima, che mi presentino cose interessanti. Voglio una diretta 24 ore su 24, coi conduttori che si avvicendano a rotazione, che commentino quel che succede in quel momento, in presa diretta sul mondo. Una webtv così ancora non c’è, ci sono solo le solite tv-cassonetto che riciclano i rifiuti della tv tradizionale.
Entrare in una webtv che è una specie di camera mortuaria, con i programmi-bara ben allineati nei loculi, non mi piace, mi annoia, anzi mi infastidisce e mi viene subito voglia di uscire. Voglio aria, luce, vita! E’ come andare al ristorante e trovare una fila di macchine a gettone: una per gli antipasti, una per i primi… Tristissimo…
E se era racchia?
Maggio 9, 2008

Nella foto il nuovo ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. Complimenti per la nomina!
Hiroshima 6 agosto 1945
Maggio 7, 2008

Repubblica ha messo on line “le foto dell’orrore” di Hiroshima, 10 foto inedite custodite per 60 anni nell’archivio Hoover, scattate da uno dei pochi che non morì all’istante per lo scoppio della bomba atomica degli “esportatori di democrazia” dell’epoca. Le immagini somigliano tremendamente a quelle dell’olocausto degli ebrei nei lager nazisti.
Blogger vicini o lontani?
Maggio 6, 2008

Riflettevo sull’ultima bega tra blogger riguardo gli inviti al mega evento organizzato da Montemagno di Sky24 in occasione della visita di Al Gore in Italia per lanciare Current tv.
Robin Good s’è incazzato parecchio, e neanche a torto, perché secondo lui non ci dovevano essere filtri per porre le domande a Gore. La polemica in realtà viene da lontano, e riguarda i cosiddetti blogger da tramezzino, cioè quelli che vanno agli eventi o alle convention dove facilmente c’è da mangiare a sbafo, o per puro presenzialismo (la tanto dileggiata autoreferenzialità della blogosfera italiana). Io non sono mai andato da nessuna parte, un po’ perché sono orso e un po’ perché non mi ha mai invitato nessuno :)
Probabilmente, anzi certamente, non sono abbastanza famoso e quindi non sono un “VIB”, un Very Important Blogger. Che ci crediate o no, non mi importa granché: magari se qualche grossa azienda mi invitasse (ma non vedo perché dovrebbe), forse andrei. Ma non per mangiare tramezzini, mangio meglio a casa mia per fortuna, ma per curiosità, per vedere che aria tira. Capisco benissimo che per molti blogger, andare a certi eventi più o meno mondani sia una specie di traguardo, l’uscita dall’anonimato, il riconoscimento di un certo ruolo nella blogosfera.
Sia chiaro, io non ce l’ho con quelli che ci vanno, soprattutto per farsi vedere: per carità ciascuno fa quel che gli pare e va dove gli pare. Quindi la bega della convention di Al Gore mi interessa relativamente, mi interessa di più la sostanza della faccenda. Mi chiedo piuttosto se il blogger che va ai convegni delle grosse aziende non perde un po’ della sua indipendenza, della sua libertà. Intendiamoci non che lo faccia apposta, ma credo sia una conseguenza naturale. Mantenere le distanze aiuta a mantenere il giudizio più libero. Troppa contiguità distorce la visuale.
Mettiamo il caso del blogger che viene invitato ad una convention Microsoft: lo accolgono, gli danno l’accredito, il gadget, il buono-buffet eccetera. Per la prima volta esce dalla cayenna dei blogger anonimi, conosciuti da nessuno. Magari parla con qualche papavero aziendale, si sente finalmente qualcuno. Potrà scriverne male, col rischio di non essere più invitato? Dubito. Perché, anche senza volerlo, scatta una sorta di autocondizionamento, più o meno inconsapevole. Lo stesso per cui un giornalista che scrive sul Corriere difficilmente scriverà male della Fiat.
Quando un blogger VIB come Mantellini, che io stimo, reduce dalla maratona elettorale per conto di SWG, scrive sul suo blog “Enrico Milic mi manda l’analisi dei poll di SWG dai quali traspare con chiarezza che se si esclude una grossa sottostima del PDL il resto delle stime non sono state per nulla imprecise” (15.4.08) mi chiedo se avrebbe scritto la stessa cosa se fosse rimasto a casa.
Un istituto di sondaggio che toppa clamorosamente il dato del più importante partito italiano (eufemisticamente definito “una grossa sottostima”) non fa propriamente una bella figura. Ma il VIB, almeno in questo caso, sembra non accorgersene. Del resto, se scriveva “Swg che figura di m…” col cavolo che lo invitavano la prossima volta. O no? :)
Promoter di botte
Maggio 5, 2008

Leggo che tra gli autori del brutale pestaggio di Verona che ha ridotto in fin di vita Nicola Tommasoli, c’è anche un “promoter finanziario”, di 20 anni.
Ma che lavoro è fare il promoter finanziario a 20 anni?
Trasparenza demenziale
Aprile 30, 2008

Trovo grottesca la decisione dell’Agenzia delle Entrate di pubblicare i redditi di tutti gli italiani, e ancor più grottesca, anzi demenziale, la sua giustificazione: lo si sarebbe fatto per una necessità di “trasparenza”.
Ma cosa c’entra la trasparenza? Nei confonti di chi? Non esiste alcuna ragione di pubblica necessità o giustificazione per una intrusione così sproporzionata nella riservatezza dei cittadini. Il motivo quale sarebbe? Quello forse di spingere i cittadini a spiare i vicini e denunciarli alle autorità qualora il reddito non corrispondesse al tenore di vita? Ma questa è follia, è un delirio da regime totalitario.
Perché non pubblicare allora anche l’estratto conto bancario? Le cartelle sanitarie? I dati anagrafici o la corrispondenza privata? Ma siamo impazziti? Bene ha fatto in questo caso il Garante della Privacy, Francesco Pizzetti, a bloccare tutto, sperando che poi non ci ripensi. Tuttavia le allucinanti dichiarazioni di Rodotà, suo predecessore, non sono molto rassicuranti in questo senso.
Una cosa comunque è sicura: la privacy in Italia non è una cosa seria. Da una parte si mascherano per legge le bollette telefoniche con gli asterischi agli stessi intestatari della linea, “per la privacy” (ma di chi?), dall’altra l’Agenzia delle Entrate si sente in diritto di scaraventare in piazza, senza chiedere niente a nessuno, le dichiarazioni dei redditi di tutti i cittadini italiani. Ma il dato fiscale è un dato personale, e riguarda strettamente il rapporto privato tra lo Stato e il cittadino in quanto contribuente. Cosa c’entra la pubblicazione urbi et orbi?
Se il Garante accerterà questa pesante e rozza violazione della privacy di milioni di italiani, qualcuno pagherà mai per quest’ultima balordaggine del Governo Prodi?




