2010
dicembre 22, 2009
I marchettoni del servizio pubblico
dicembre 18, 2009

Marchettone gigante a Porta a Porta martedì 16 dicembre 2009, con un’intera puntata dedicata al “cinepanettone” di De Sica & company. Sul sito del programma Rai così descrivono l’evento: “Ospiti della puntata i protagonisti dell’ultimo successo natalizio “Natale a Beverly Hills“.
A Porta a Porta hanno già deciso, nonostante il film debba ancora uscire nelle sale, che si tratta di un successo. Il successo preventivo insomma. Forse non sarebbe inutile chiedersi perché mai il cosiddetto servizio pubblico della Rai debba infliggere, agli abbonati obtorto collo, queste pubblicità spudorate pagate coi soldi dei contribuenti, spottoni di ore per la promozione delle solita boiata di Natale.

Quando la Lega ce l’aveva duro
dicembre 18, 2009
La moda delle “10 domande a” non è stata inventata da Repubblica per Silvio Berlusconi. Quando la Lega era nemica acerrima di Berlusconi, e Bossi chiamava l’attuale premier “il mafioso di Arcore”, la Padania pubblicò non 10 ma ben 11 domande sugli imbarazzanti trascorsi del premier.
Domande che, allora come oggi, sono rimaste senza risposta. Gli italiani hanno notoriamente memoria corta, ma una ripassata su cosa diceva la Lega di Berlusconi non farebbe male. Nel video, il solito battagliero Piero Ricca cerca di ottenere, invano, qualche spiegazione in proposito dall’onorevole Borghezio.

Come è andata veramente
dicembre 18, 2009
Rottura di Maroni
dicembre 15, 2009

Francamente Roberto Maroni sembrava uno dei meno peggio della compagnia al Governo, invece non se ne salva uno che sia uno. Dopo i deliri della Carlucci, che si è sempre distinta nello sfoggio ostinato di ignoranza riguardo a Internet, ecco che anche Maroni invoca leggi demenziali e liberticide contro la rete.
In un intervento alla Camera, Maroni aveva fatto riferimento alla polemica nata per la presenza in rete di siti inneggiati all’aggressore di Berlusconi: “Valuteremo soluzioni idonee da presentare al prossimo consiglio dei ministri per consentire l’oscuramento dei siti che diffondono messaggi di vera e propria istigazione a delinquere“.
Incredibilmente, parole sensate arrivano invece da Casini: “Guai a promuovere provvedimenti illiberali“, ha affermato il laeder dell’Udc: “Le leggi esistenti già consentono di punire le violazioni. Negli Usa Obama riceve intimidazioni continue su Internet, ma a nessuno viene in mente di censurare la Rete“.
Sembra che i gruppi su Facebook pro o contro Tartaglia siano già stati oscurati. Ora non è chiaro cosa abbiano in mente al governo, ma sembra che la logica sia quella di togliere i gabinetti sui treni perché qualche imbecille scrive frasi sconce nei cessi. Ma si può?

O mia bela Madunina
dicembre 13, 2009
Il premier Silvio Berlusconi, al termine del suo comizio oggi a Milano, è stato colpito al volto da un oggetto contundente, sembra una riproduzione del Duomo in ferro, lanciatogli da un uomo di 42 anni, Massimo Tartaglia.
Risultato dell’aggressione: un copioso sanguinamento dal labbro spaccato, una frattura del setto nasale e, pare, due denti fratturati.
Purtroppo per Berlusconi, l’aggressore non è un militante politico, non risulta iscritto a nessun partito, tantomeno comunista o di sinistra, è sconosciuto alla Digos e non ha precedenti penali. Risulta invece in cura da circa 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano. Ma a questo punto, dopo il fatto di oggi, credo che Tartaglia si possa dichiarare clinicamente guarito :D
Topolino congela la Bignardi
dicembre 8, 2009
Troppo zelo sant’Antonio, ci sarebbe da dire se Antonio Marano, noto soprattutto per aver censurato la Borromeo nel programma della Bignardi, “L’Era Glaciale”, fosse ancora direttore di Raidue. Invece si tratta del suo successore, subentrato alla direzione di Raidue, il guardingo Massimo Liofredi, che già si è distinto subito per l’eccezionale prudenza.
Insomma c’erano questi due romipicoglioni ospiti di Daria Bignardi, Morgan e la Mannoia, che s’erano permessi di ironizzare sul premier e criticare il governo. Che fare? Dopo Topogigio a combattere l’influenza, ecco che si è arruolato Topolino per contrastare il dissenso: quasi un’ora di cartoni Disney hanno congelato la messa in onda dell‘Era Glaciale, facendola scivolare in un orario più tranquillo vicino alla mezzanotte, evidentemente meno pericoloso, avranno pensato a Raidue, per le casalinghe di Voghera che notoriamente votano Berlusconi e per fortuna vanno a letto presto, dopo essersi rimbambite di quizzoni e Tg4.
Un eccesso di zelo davvero ridicolo, che però mette tristezza. A questo è ridotta la Rai, considerata una volta, a torto o a ragione, la più importante fabbrica culturale del paese.
Wifi, l’ossessione legislativa
novembre 28, 2009

C’è vita intelligente anche nel PDL, pare. L’onorevole Roberto Cassinelli ha infatti presentato una proposta di legge per modificare il demenziale decreto legge Pisanu che, con la scusa della sicurezza nazionale contro il terrorismo, prevede l’identificazione, con tanto di documento di identità da fotocopiare e archiviare, di chiunque voglia collegarsi a un internet point.
Scrive Cassinelli nel suo blog: “L’attuale normativa è eccessivamente restrittiva e crea un grosso freno allo sviluppo e alla diffusione delle nuove forme di comunicazione. È opportuno evidenziare che nessun paese occidentale adotta una normativa tanto restrittiva, neppure gli Stati Uniti, le cui leggi contro il terrorismo sono le più severe al mondo”.
Purtroppo il rattoppo rischia di essere peggiore del buco, perché si ipotizza comunque un’autentificazione tramite sms. All’atto del collegamento, un’apposita finestra andrebbe a bloccare l’accesso alla rete wireless, chiedendo all’utente l’inserimento del proprio numero di cellulare. Pochi secondi dopo verrebbe inviato tramite SMS il codice per sbloccare il sistema e accedere tranquillamente alla rete. Questo però introdurrebbe altre complicazioni: chi pagherebbe gli sms? Ma, soprattutto, questo sistema precluderebbe l’accesso a tutti coloro che non hanno una sim italiana, per esempio i turisti stranieri.
Ma quel che più conta sarebbe forse sapere quanti terroristi hanno preso finora con queste norme demenziali. Per coerenza, si dovrebbe identificare anche chi entra in un bar (potrebbe complottare con dei complici), oppure chi prende il treno o una corriera (potrebbe andare a fare un attentato). E vogliamo forse non identificare chi entra in un ufficio postale? (potrebe spedire le istruzioni per fare una bomba o una lettera all’antrace!).
A questo punto, perché non mettere a tutti, nessuno escluso, un braccialetto elettronico e buonanotte? Siamo alla pura follia, quest’ossessione di controllare tutto sta diventando francamente ridicola.
Non si capisce poi quale fesso di terrorista andrebbe in un internet point per commettere dei reati, e soprattutto quali. Manderebbe una mail al complice con scritto: “Ci vediamo il 24 dicembre in località X ad ore 21, porta la dinamite come concordato”? Qualcuno si ricorda l’idea demente di Frattini di censurare su internet le parole “attentato”, “bomba” “esplosivo” eccetera? Noi italiani siamo proprio specialisti a farci ridere dietro.









